Bottacin Arturo ha scritto:nel 1326 il conte locale ottenne dal patriarca di Aquileia di poter livellare (affittare) la sua terra e fu stabilito anche un prezzo un tanto al passo per le case, in seguito questo livello rimase sulla casa in questione, anche se veniva venduta o lasciata in rendita alla chiesa o ereditata, penso sia la stessa questione ossia la bottega doveva pagare il livello stabilito dai nobili del luogo. Da quanto scrive non si dice che il locale fosse di proprietà
Attenzione: livello e affitto sono cose diverse. Livello è ciò che ora si chiama enfiteusi, di solito era 29ennale salvo affrancatura precedente e rinnovabile salvo rinuncia: si costituisce con una vera e propria investitura
per traditio calami crea un diritto d'uso e possesso concreto sul bene, a fronte del pagamento di una 'pensione' annua (o
interusura) calcolata in percentuale sul valore del bene livellato, e può essere venduto o trasferito (per dote, eredità, pagamento, ecc.) indipendentemente dalla proprietà astratta del bene stesso.
L'intera economia prenapoleonica girava sui livelli attivi e passivi, incrociati in tutti i sensi e tra tutte le parti possibili: in un certo senso erano il corrispondente economico (o l'erede) dell'infeudazione, ma spesso servivano anche a coprire false vendite, cioè prestiti a interesse proibito (io ti vendo sulla carta casa mia, tu mi dai i soldi di cui ho bisogno e contestualmente mi investi di livello sulla casa stessa: così io continuo a abitarci e ti pago l'interesse usurario finché non trovo altrove i soldi per affrancarla, cioè restituirti il prestito, recuperare la piena proprietà sulla casa e smettere di pagare l'interesse).
Affitto invece è affitto come lo intendiamo anche oggi: durata limitata, nessun trasferimento di proprietà né di capitali, canone annuo o semestrale pattutito in valori assoluti, ecc. Anche di affitti ce n'erano molti, specie per le botteghe (ma anche per campi e case di cui si voleva/doveva disporre per poco tempo). Essere grandi proprietari di palazzi, campi o mulini o altro non impediva di essere anche affittuari di una bottega (magari di proprietà della città o di qualche convento, o comunque strategicamente piazzata) o di una casetta per sistemarci provvisoriamente il figlio o per farci gli affari propri senza dare tanto nell'occhio...