Avo 'spetiale'

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Avo 'spetiale'

Messaggioda Vincenzo Loffreda » mercoledì 28 dicembre 2011, 15:32

Salve a tutti,

ho da poco appreso che un mio avo esercitava la professione dello 'spetiale' durante il 1600.
Dopo una rapida ricerca in rete ho potuto notare che questa professione era talvolta considerata lievemente inferiore a quella di medico. Mi domando...ch genere di preparazione aveva avuto questa persona per esercitare tale arte? c'era bisogno di studi particolari?

Grazie mille (e buon anno nuovo!)
Ultima modifica di Vincenzo Loffreda il sabato 1 settembre 2012, 18:42, modificato 1 volta in totale.
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Re: Avo 'spetiale'

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 28 dicembre 2011, 17:21

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Spezieria seicentesca , Santa Maria della Scala Roma-Trastevere

Càpita che la più nobile delle professioni , la nostra ( che coniuga l'amore di Dio infuso nella natura , manipolata per la salute dell' uomo ) venga tenuta inferiore ad altre.
Che nostri studi , ben più profondi a quelli del cerusico il quale si limita/va a vili salassi nelle vene e nella borsa, vengano bistrattati e siano tenuti, nella "modernità" ottusa dei "prìncipi" di ogni tempo ( anche l'attuale ) a figurare, in forza a grida insulse, nelle mega botteghe tra il reparto del cacio pepato e del porco insaccato e quello del cibo per pennuti.
Pazienza! [nonono.gif] la nostra secolare pazienza.
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Re: Avo 'spetiale'

Messaggioda antonio33 » mercoledì 28 dicembre 2011, 18:01

Gioco in casa, avendo un paio di speziali in famiglia. Sicuramente all'epoca i medicinali bisognava prepararli e non credo esistessero case farmaceutiche. Non so quali fossero gli studi, ma credo ci volessero sicuramente molta pratica ed abilità.
Più che ai giorni nostri.
Antonio
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Re: Avo 'spetiale'

Messaggioda LeSaboteur » giovedì 29 dicembre 2011, 2:24

GENS VALERIA ha scritto:Immagine
Spezieria seicentesca , Santa Maria della Scala Roma-Trastevere

Càpita che la più nobile delle professioni , la nostra ( che coniuga l'amore di Dio infuso nella natura , manipolata per la salute dell' uomo ) venga tenuta inferiore ad altre.


Non credo sia "inferiore", ma oramai si limita quasi del tutto alla vendita al banco di prodotti pre-confezionati quindi,questa nobile professione, ha perso parte della "magia" che d'un tempo..
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Re: Avo 'spetiale'

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 29 dicembre 2011, 9:15

[nonono.gif] Io lavoro ancora nel mio laboratorio "alchemico".
Solvo e coagulo ;)
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Re: Avo 'spetiale'

Messaggioda Bottacin Arturo » giovedì 29 dicembre 2011, 10:44

In una mia pubblicazione locale dal Titolo "Commerciantie Artigiani" in un capitolo dedicato agli Apothecari, ho così distinto tra loro: L'apothecario e il suo collaboratore l'Aromatario o Speziale... Oltre alle regole specifiche per questo genere di attività, c'erano le regole generali del commercio, regole tese alla salvaguardia della concorrenza e al controllo del potere su di esse.
A Spilimbergo paese dove abito in Friuli ho trovato la serie ininterrotta degli apotechari e speziali del luogo fin dal 1393.
Ricordo inoltre che assieme al medico c'era anche il barbitonsore o barbiero , esercitavano entrambi l' arte del salasso, oltre al fare logicamnete il barbiere radere la barba, i due si distinguevano solo per il metallo diverso dell'insegna il barbiere l'aveva di peltro (un catino) il chirurgo di ottone, il salasso veniva praticato sulle vene della testa ecco che occorreva quindi la rasatura... , ricordiamo che gli artigiani erano tenuti un alta considerazione per la loro arte.


[euro.gif] Auguri a tutti di Buon Anno Bottacin Arturo
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Re: Avo 'spetiale'

Messaggioda Vincenzo Loffreda » venerdì 30 dicembre 2011, 9:58

Grazie mille a Voi, gentili Signori, per le esaurienti informazioni.

E' curioso notare come un discendenti dello speziale in questione, ricchissimo e proprietario di numerose botteghe e case pagasse ...'all'Eccellentissimo Signor Duca, Grande di Spagna, Maggiordomo Maggiore del Re [per l'utilizzo] di una bottega ad uso di Spetiaria in contrada Palazzo docati 5'.

Un grande proprietario che paga un affitto? o sarebbe più lecito parlare di una sorta di tangente/tassa?

cordiali saluti e buon anno nuovo!
Ultima modifica di Vincenzo Loffreda il sabato 1 settembre 2012, 18:43, modificato 1 volta in totale.
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Re: Avo 'spetiale'

Messaggioda Bottacin Arturo » venerdì 30 dicembre 2011, 11:24

Rieccomi, parlo sempre della mia zona, nel 1326 il conte locale ottenne dal patriarca di Aquileia di poter livellare( affittare) la sua terra e fu stabilito anche un prezzo un tanto al passo per le case, in seguito questo livello rimase sulla casa in questione, anche se veniva venduta o lasciata in rendita alla chiesa o ereditata, penso sia la stessa questione ossia la bottega doveva pagare il livello stabilito dai nobili del luogo. Da quanto scrive nn si dice che il locale fosse di proprietà del suo avo.
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Re: Avo 'spetiale'

Messaggioda Franco Benucci » venerdì 30 dicembre 2011, 13:24

Bottacin Arturo ha scritto:nel 1326 il conte locale ottenne dal patriarca di Aquileia di poter livellare (affittare) la sua terra e fu stabilito anche un prezzo un tanto al passo per le case, in seguito questo livello rimase sulla casa in questione, anche se veniva venduta o lasciata in rendita alla chiesa o ereditata, penso sia la stessa questione ossia la bottega doveva pagare il livello stabilito dai nobili del luogo. Da quanto scrive non si dice che il locale fosse di proprietà

Attenzione: livello e affitto sono cose diverse. Livello è ciò che ora si chiama enfiteusi, di solito era 29ennale salvo affrancatura precedente e rinnovabile salvo rinuncia: si costituisce con una vera e propria investitura per traditio calami crea un diritto d'uso e possesso concreto sul bene, a fronte del pagamento di una 'pensione' annua (o interusura) calcolata in percentuale sul valore del bene livellato, e può essere venduto o trasferito (per dote, eredità, pagamento, ecc.) indipendentemente dalla proprietà astratta del bene stesso.
L'intera economia prenapoleonica girava sui livelli attivi e passivi, incrociati in tutti i sensi e tra tutte le parti possibili: in un certo senso erano il corrispondente economico (o l'erede) dell'infeudazione, ma spesso servivano anche a coprire false vendite, cioè prestiti a interesse proibito (io ti vendo sulla carta casa mia, tu mi dai i soldi di cui ho bisogno e contestualmente mi investi di livello sulla casa stessa: così io continuo a abitarci e ti pago l'interesse usurario finché non trovo altrove i soldi per affrancarla, cioè restituirti il prestito, recuperare la piena proprietà sulla casa e smettere di pagare l'interesse).
Affitto invece è affitto come lo intendiamo anche oggi: durata limitata, nessun trasferimento di proprietà né di capitali, canone annuo o semestrale pattutito in valori assoluti, ecc. Anche di affitti ce n'erano molti, specie per le botteghe (ma anche per campi e case di cui si voleva/doveva disporre per poco tempo). Essere grandi proprietari di palazzi, campi o mulini o altro non impediva di essere anche affittuari di una bottega (magari di proprietà della città o di qualche convento, o comunque strategicamente piazzata) o di una casetta per sistemarci provvisoriamente il figlio o per farci gli affari propri senza dare tanto nell'occhio...
Franco Benucci
 

Re: Avo 'spetiale'

Messaggioda Franco Benucci » venerdì 30 dicembre 2011, 13:44

Bottacin Arturo ha scritto:assieme al medico c'era anche il barbitonsore o barbiero, esercitavano entrambi l' arte del salasso, oltre al fare logicamente il barbiere... il salasso veniva praticato sulle vene della testa ecco che occorreva quindi la rasatura...

Più che dal medico, il salasso era praticato dal cerusico/chirurgo, che come dice il nome agiva con le mani, il che lo qualificava di vile meccanico, spesso perciò disprezzato dai medici 'veri', che di fatto erano filosofi e discettavano di massimi sistemi, di equilibri tra gli umori (eventualmente da ripristinare con purghe, clisteri e salassi, prescritti ma non eseguiti), di Aristotele, ecc. Semplifico e schematizzo, ma l'ingresso dei cerusici nelle università delle arti (medicina, filosofia e da qualche parte teologia) è stata moolto tarda e moooolto ostacolata da docenti e discenti delle medesime. E anche quando ci sono entrati erano tenuti da una parte: in aula il medico spiegava e il cerusico sezionava e mostrava, in ospedale il medico osservava, diagnosticava e prescriveva e il cerusico praticava. Tutt'ora (e ancora fino a domani, poi basta) si chiamano Facoltà di Medicina e Chirurgia, rimarcando che si tratta di cose distinte, teorica l'una, applicativa l'altra...
Franco Benucci
 


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