La Contessa ed i briganti

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La Contessa ed i briganti

Messaggioda antonio33 » sabato 19 novembre 2011, 12:06

Per gli appassionati escursionisti esistono diverse carte dei sentieri del parco del Simone e Simoncello, parco che comprende pure il monte Carpegna. In queste mappe ricorrono nomi di luoghi direi singolari: troviamo, ad esempio, il sentiero dei Contrabbandieri, il passo dei Ladri, il passo Trabocchino ed il passo Trabocchetto. In effetti si tratta di una toponomastica particolare: perchè?
Ebbene, sul monte Carpegna troviamo una vasto appezzamento di terreno, qualche centinaio di ettari, di proprietà della Comunanza Agraria di Scavolino. Attualmente è destinato a pascolo, ma forse un tempo era coltivato a farro. La Comunanza ha costruito un piccolo rifugio e realizzato un lungo tavolo di legno, coperto con un pergolato, destinati a riparo per escursionisti e per goliardiche mangiate panoramiche.
E, proprio in una di queste occasioni, ho incontrato il solito signore anziano assai informato, ex amministratore della Comunanza, che mi ha raccontanto questa storia:
La Contessa di Carpegna si trovava, durante una cavalcata (da sola?), ad attraversare il Passo del Trabocchetto (che chissà come si chiamava a quei tempi...). Proprio nello stretto passaggio fu assalita da un gruppetto di briganti. Alcuni abitanti di Scavolino, sul monte per lavoro, udendo le grida della nobile signora, prontamente accorsero in aiuto, costringendo alla fuga i malviventi. Il Conte, riconoscente, regalò agli abitanti di Scavolino il luogo dove avvenne il fatto. Così nacque la Comunanza Agraria di Scavolino.
Leggenda o verità? Nei libri che ho letto sui Carpegna di questo episodio non ho trovato traccia alcuna. Inoltre tutto è complicato dal fatto che non si capisce di quale contessa si tratti, e, dato che le contee di Carpegna furoro contestualmente due, quella proprio di Carpegna e quella di Scavolino Bascio e Gattara, non si sa neppure a quale delle due far riferimento.
Ci vorrebbe qualcuno che conoscesse bene la storia di Scavolino... onde individuare i protagonisti della storia.

Alcune note:
Scavolino, oggi duecento abitanti circa, é stato assorbito dal comune di Pennabilli. Il nuovo comune colse l'occasione per intestarsi i terreni di cui trattiamo. Gli abitanti di Scavolino hanno fatto causa, vincendola, per rientrare nella piena proprietà dei loro beni, che tuttora sono della Comunanza.
Altro particolare detto dall'anziano: a Carpegna non esisteva il pane venale. Sapete che vuol dire?

Vi allego le immagini, scattate ieri al tramonto, del piccolo rifugio (con sullo sfondo Perticara) e del Passo Trabocchetto.

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Se qualcuno potesse confermare la leggenda, sarei molto contento.
Ho sempre il timore di scrivere cose di poco interesse. Se così fosse, vi prego di scusarmi (e di dirmelo).
Saluto cordialmente tutti. Antonio
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Re: La Contessa ed i briganti

Messaggioda leonpio » lunedì 21 novembre 2011, 13:28

Ciao amici o visto delle belle foto di un tramonto meraviglioso e di un rifugio in mezzo al bosco sono rimasto letteralmente emozionato per colui che a scattato le foto ma sono sorpreso per il tempo che, carissimo amico mio dedichi allo aport adesso mi metto subito in biblioteca per aiutarti [yikes.gif] ciaooo....
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Re: La Contessa ed i briganti

Messaggioda antonio33 » mercoledì 30 novembre 2011, 12:22

In questo forum spesso si tratta di genalogia di nobili famiglie antiche. Quando si visita un cimiterino come quello di Monteboaggine, stupendo nella sua semplicità, invece, araldica e nobiltà poco o nulla hanno a che vedere. Ma genealogia sì.
Ripassando per il passo Trabocchetto, salendo dalla Valmarecchia e scendendo verso la Valconca, sul bordo del sentiero, semicoperta dai rovi, si incontra una stele che ricorda un ragazzo di diciotto anni, se non sbaglio morto per un malore nel '39, mentre rientrava a piedi da Scavolino a Monteboaggine. Si chiamava Valdo Magalotti.
Nel bel cimiterino non l'ho trovato. I cognomi del luogo sono: Magalotti, appunto, Parlanti e Nanni. Conosco bene discendenti di queste famiglie, che abitano ancor oggi sul Carpegna. Proprio come spesso capita in montagna, sorprendentemente si somiglian tutti: fisicamente, anche se cambiano le taglie, nel modo di porsi burbero e cortese e persino nel gusto del vestire.
Monteboaggine praticamente non esiste più. Rimane il cimitero e qualche rudere, tra i quali il più bello è la torre del paese. Conosco tuttavia chi è stato battezzato nella Chiesa. L'attività predominante agli inizi del secolo scorso era la pastorizia. Spesso si portavan gli animali alla Maremma. Ancor oggi son vivi gli ultimi ad averlo fatto.
A parte il cognome Nanni, di manifesta derivazione, mi piacerebbe sapere invece la storia degli altri due, Parlanti e Magalotti, se la provenienza sia, come ritengo, la Toscana. Dall'aspetto però potrebbero dirsi galli senoni.
Gli abitanti ci terrebbero a definirsi da sempre di Carpegna.
Così dal passo del Trabocchetto alla Contessa, siamo passati al povero Valdo, che lo attraversò, sembra con la neve, poco prima di morire ed alla genealogia (?) dei suoi parenti...

Eccovi le foto:

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Cordiali saluti. Antonio


Dimenticavo: il pane venale era il pane a pagamento. Dato che nella contea di Carpegna tutti eran possidenti ed in grado di farsi il pane da soli, non era necessario che qualcuno lo vendesse.
Antonio
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Re: La Contessa ed i briganti

Messaggioda paolo61 » sabato 3 dicembre 2011, 14:40

Saluti a tutti i lettori,

Prima di tutto i complimenti ad Antonio33 per le belle foto e le acute informazioni. Osservare un tale paesaggio al
tramonto, magari mentre si azzannano due fette di pane di Maiolo con del prosciutto di Carpegna deve
essere una sensazione unica e indimenticabile.
La zona del Sasso , a mio parere è la piu' misteriosa e mistica del Montefeltro, da sempre zona di
confine tra Toscana, Romagna e Marche nonchè passaggio obbligato per chi da Rimini doveva recarsi a Roma.
Un tempo esisteva il Capitanato di Giustizia del Sasso di Simone, con tanto di Tribunale e prigione,
vi era anche il boia che a quanto pare non stava a girarsi le dita. A quel tempo, vuoi per la posizione
geografica che per le caratteristiche ambientali, i briganti non mancavano, poi per cambiamenti politici e climatici
e finito tutto e l'unico ricordo sono i toponimi ricordati da Antonio33.
Poco conosciuto e il fatto che la sommità del Sasso di Simone è attraversata dalla linea di confine regionale, un pezzo
del pianoro è marchigiano e l'altro toscano.
Sul pan venale e il pane in generale, il Montefeltro ha molto da dire (come del resto tutti i luoghi di antica civiltà contadina).
A Maiolo, antico paese del Montefeltro, si svolge (o si svolgeva) ogni anno la "Giornata del pane" che vedeva a suo margine
la pubblicazione di interessanti monografie sul tema.
Per un riferimento bibliografico sul Sasso di Simone e sul pane in generale, rimando alle pubblicazioni edite dalla Società di
Studi Storici per il Montefeltro
Vi accludo una imaggine con relativo stemma araldico che non guasta mai ,tratta dalla pag. 16 della monografia
"I forni di Maiolo" a cura di Girolamo Allegretti, edito dall S. S. S. per il Montefeltro, anno 1997.

Cordialità
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Re: La Contessa ed i briganti

Messaggioda antonio33 » sabato 3 dicembre 2011, 19:30

Caro amico, ecco la foto di martedì scorso dal Carpegna dei sassi Simone e Simoncello che sbucan nella nebbia all'imbrunire.
Sullo sfondo il crinale dell'Alpe della Luna, sopra il Borgo San Sepolcro.

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Sul sasso Simone, il più grande, vi furono un convento dei Benedettini, una fortezza Malatestiana (Bardo...) e, in seguito, Cosimo de' Medici, nel secolo XVI, a difesa dei confini, eresse una città fortezza, sede del capitanato di Sestino, con tribunale e pure il boia.
Particolare interessante: nella piccola frazione di San Donato di Sestino, conobbi parecchi anni fa due anziani scalpellini, i fratelli Buitoni, che scolpivano deliziosi caminetti: su di essi riportavano il simbolo del sole, di medicea memoria. O sbaglio? [hmm.gif]

Saluto cordialmente tutti. Antonio
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Re: La Contessa ed i briganti

Messaggioda bardo » sabato 3 dicembre 2011, 19:42

antonio33 ha scritto:una fortezza Malatestiana (Bardo...)


In effetti Malatesta Novello aveva ben capito le potenzialità della zona, ma non riuscì a completare la costruzione della fortezza, e quando nel 1465 morì tramontarono con lui le speranze di terminarla. Fu con i Medici che il progetto, iniziato dal Malatesta, venne completato. ;)

un saluto Antonio! ;)
Luca
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Re: La Contessa ed i briganti

Messaggioda paolo61 » sabato 3 dicembre 2011, 23:37

Salve.

i Sassi all'imbrunire, bellissima fotografia, complimenti.

Volevo aggiungere che una parte dell'area dei Sassi è ancora oggi "area militare" in
quanto adibita a poligono di tiro. Probabilmente anche questo aspetto ha contribuito a
salvare la zona da speculazioni e cose strane.

Saluti

Paolo61.
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Re: La Contessa ed i briganti

Messaggioda antonio33 » domenica 4 dicembre 2011, 21:37

In realtà qualcosina di strano accadde. La fortezza medicea, causa una minieraglaciale, (in un agosto del XVI secolo nevicò sul monte Carpegna!), e dato il luogo impervio e poco sicuro per i briganti, lentamente cadde in abbandono. Le opere murarie imponenti vennero usate quale cava per materiali edili. Oggi poco o nulla rimane, se non l'antica e non del tutto esplorata cisterna. Sembra che nei pressi della Croce sul pianoro del Simone vi siano le sepolture dei monaci.
Dell'antico chiostro del Monastero rimangono solo alcune colonne, utilizzate dalla famiglia Barboni, o Ligi Barboni, di cui già noi trattammo e proprietaria a lungo e successivamente dell'importante sito, per la costruzione della piccola loggia del palazzetto di case Barboni.

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Sopra l'orrendo nuovo portone anni sessanta, si nota un decoro particolare e penso antico, del quale sarei curioso di sapere se trattasi di semplice abbellimento, oppure...

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Buona serata a tutti. Antonio :)
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Re: La Contessa ed i briganti

Messaggioda paolo61 » domenica 4 dicembre 2011, 22:45

Saluti

Altra foto di Casa Barboni risalente ai primi anni 70, priva di doppi vetri
e lampara esterna, la foto è tratta dal volume : "Sestino storia civile e religiosa
del cinquecento" di Giancarlo Renzi (grande cultore di storia locale),edito nel 1973
dal Centro Sociale Permanente di Sestino.

..... e visto che ci piacciono gli stemmi accludo il "logo" ufficiale del
Capitanato di Giustizia del Sasso di Simone, tratto da : "Il Capitanato di
Giustizia del Sasso di Simone, atti del IV centenario", AA. VV., Sestino 1977.

cordialità

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Re: La Contessa ed i briganti

Messaggioda Franco Benucci » lunedì 5 dicembre 2011, 0:36

paolo61 ha scritto:visto che ci piacciono gli stemmi accludo il "logo" ufficiale del
Capitanato di Giustizia del Sasso di Simone

...la contraddizion che nol consente... (Dante, Inf., XXVII, 120)
Belle le foto, asciugabile la prosa
Franco Benucci
 

Re: La Contessa ed i briganti

Messaggioda antonio33 » lunedì 5 dicembre 2011, 17:07

"ch'assolver non si può chi non si pente,
né pentere e volere insieme puossi
per la contraddizion che nol consente"
:D [sorry.gif] [offtopic.gif]
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Re: La Contessa ed i briganti

Messaggioda antonio33 » venerdì 13 gennaio 2012, 11:00

antonio33 ha scritto:In questo forum spesso si tratta di genalogia di nobili famiglie antiche. Quando si visita un cimiterino come quello di Monteboaggine, stupendo nella sua semplicità, invece, araldica e nobiltà poco o nulla hanno a che vedere. Ma genealogia sì.
Ripassando per il passo Trabocchetto, salendo dalla Valmarecchia e scendendo verso la Valconca, sul bordo del sentiero, semicoperta dai rovi, si incontra una stele che ricorda un ragazzo di diciotto anni, se non sbaglio morto per un malore nel '39, mentre rientrava a piedi da Scavolino a Monteboaggine. Si chiamava Valdo Magalotti.




Ho trovato una famiglia Magalotti di Terni.
Con questo stemma:

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scaglione di nero su argento - 2 rose di rosso poste in fascia in alto su argento - giglio di rosso posto in punta su argento

Saluto tutti. Antonio
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Re: La Contessa ed i briganti

Messaggioda antonio33 » mercoledì 12 settembre 2012, 13:20

antonio33 ha scritto:Monteboaggine praticamente non esiste più.


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Sull'antica strada quasi imbrecciata, ormai solo poco più di un sentiero, che porta dal Passo del Trabocchetto sino ad i miseri ruderi di Monteboaggine, all'incrocio con altre vecchie carraie che conducono al Monte Palazzolo oppure a Scavolino, si trova questa Celletta.
Mi è capitato di trovare qui riparo dalla pioggia...
Ieri sventolava sul tetto una consunta bandiera, mai vista prima, con uno stemma dipinto.
Sotto lo stemma si intravvedeva la scritta Magnifica Comunità di Monteboaggine.

Saluto tutti. Antonio
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Re: La Contessa ed i briganti

Messaggioda Delehaye » mercoledì 12 settembre 2012, 16:48

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"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
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Re: La Contessa ed i briganti

Messaggioda pierluigic » venerdì 14 settembre 2012, 0:13

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In questo forum spesso si tratta di genalogia di nobili famiglie antiche. Quando si visita un cimiterino come quello di Monteboaggine, stupendo nella sua semplicità, invece, araldica e nobiltà poco o nulla hanno a che vedere. Ma genealogia sì.
Ripassando per il passo Trabocchetto, salendo dalla Valmarecchia e scendendo verso la Valconca, sul bordo del sentiero, semicoperta dai rovi, si incontra una stele che ricorda un ragazzo di diciotto anni, se non sbaglio morto per un malore nel '39, mentre rientrava a piedi da Scavolino a Monteboaggine. Si chiamava Valdo Magalotti.



Magalotti di Firenze

Ceramelli Papiani Famiglia MAGALOTTI (fasc. 2879)

Fasciato di sei pezzi d'oro e di nero.

Il capo di Libertà è dovuto all'appartenenza di Giovanni Magalotti agli Otto di guerra contro papa Gregorio XI (1375). Il capo di S.Stefano inizia con Ottavio di Roberto Magalotti, cavaliere nel 1589. Lo stemma del 2° tipo è inalberato anche dal ramo francese della famiglia, originato nel XVII secolo, da Luigi di Filippo Magalotti, cavaliere di Malta e colonnello ad Avignone.


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