da Sorante » venerdì 25 novembre 2011, 18:14
Poisizione rispettabile, la sua e da molti forse condivisa.
Io invece ritengo di aver abbandonato da tempo molte manifestazioni del "vorreimanonposso" e mai ho ritenuto che fra di esse potesse esserci lo stemma che mi appartiene e a cui appartengo. Anzi, in molti frangenti lascio che sia lui a parlare per me, e le assicuro che questo è un esercizio continuo di umiltà (tra le molte cose che dice di me, tradisce in maniera evidente anche la mia umile origine, e la mia volontà di non desiderare millantare alcunchè). Facendomi rappresentare da uno stemma non aspiro in maniera malinconicamente idiota a scimiottare alcun tipo di vita "nobile" che non mi appartiene, non imito una tradizione morta, ne continuo una esistente, che attinge ad un patrimonio insopprimibile fatto di simboli, di colori, di armonia tra le forme. Se ancor oggi qualcuno sente profondamente come giusto dire "sono io" (citando JFvT) tramite tutto questo ed intuendo il valore profondo di una continuità storica, anzichè ottenerlo in modi più "attuali", più "moderni" o semplicemente più diffusi, non se la prenda. Solo trattenga il giudizio (è l'invito che le rivolgo) e veda se non si possa scorgere in questo fenomeno qualcosa di più che un semplice vezzo modaiolo. In fondo, come dico sempre io, oggi la gente si circonda di molte cose quando ciò di cui avrebbe veramente bisogno è uno stemma.
Cordialmente.
ps: Io non credo che oggi le relazioni siano più semplici che un tempo: i contatti, le comunicazioni sì, ma sono ben altra cosa.
Se non in vita in morte