da GENS VALERIA » domenica 6 novembre 2011, 16:57
Occorre contestualizzare il concetto di ascrizione ad un consiglio civico considerando luoghi e tempi differenti e peculiare patrimonio legislativo , altrimenti corriamo il rischio di seguire alla lettera i criteri della consulta del R.d.I. , antistorici, tutto sommato ingiusti , sicuramente anticostituzionali.
In molte realtà italiane il ceto nobiliare cittadino era universalmente ritenuto tale anche in assenza di elenchi nobiliari e di formale separazione di ceto:
Era sufficiente la partecipazione di membri della stessa casa, condivisa con altre alla gestione del potere legislativo, esecutivo e giudiziario.
Va da sé che, con l'avvicendamento generazionale, l'élite, la nobiltà di fatto diventava nobiltà di diritto. In “De dignitatibus” , pietra miliare del diritto nobiliare, Bartolo di Sassoferrato (1340 ) sostiene :
“ civitas sibi princeps”, la città è a sé stessa signore e come tale ha diritto di creare i propri nobili
con i criteri ritenuti più consoni.
Mi scuso se , mi rapporto con la realtà che familiarmente mi è più vicina:
Prima che a Venezia , con la Serrata, il concetto di nobiltà divenne un fatto funzionale e legale coincidente con la partecipazione ereditaria al Maggior Consiglio ( inizio XIII Sec. ), la nobiltà cittadina esisteva da almeno un secolo, la qualità di “nobil vir” veniva attribuita nei documenti e nella vita quotidiana a chi portava un nome illustre ed a chi ricopriva un ufficio pubblico di rilievo:
L'insieme di queste famiglie rappresentava, non il patriziato, ma la nobiltà cittadina .
Roberto Cessi , uno dei più lucidi e smaliziati storici della Repubblica Serenissima scriveva in “Origini del Ducato di Venezia”:
"I giudici vengono detti anche nobiles (…) Le famiglie socialmente ed economicamente preponderanti nella vita privata fornivano i propri membri agli uffici nobilitanti, erano coloro che di consueto partecipavano alle assemblee popolari e rappresentavano la turba nobilium virorum che sottoscriveva gli atti pubblici”.
Va da sé che l'insieme di queste famiglie, che sarebbero diventato il nucleo del patriziato, rappresentava il ceto nobiliare di governo cittadino, ben prima della promulgazione delle leggi nobiliari.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.Sergio de Mitri Valier 