Patriziato e titoli di cortesia

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Patriziato e titoli di cortesia

Messaggioda gheghe61 » lunedì 31 ottobre 2011, 5:24

Varie volte mi è capitato di leggere che dalla semplice appartenenza
al patriziato di alcune città derivava una consuetudine , quella
di riconoscere un titolo nobiliare "di cortesia" per tutti i maschi di
una certa famiglia. Per esempio , a tutti i patrizi veneti , non solo
ai primogeniti delle famiglie nobili ma anche agli ultrogeniti , veniva
riconosciuto il titolo di conte , ai patrizi genovesi quello di marchese.
Non credo di aver mai letto alcunchè circa i nobili / patrizi romani.
Avevano anche loro diritto ad un titolo di cortesia ? E oltre a Roma ,
vi erano analoghe consuetudini anche in altre città ?
Grazie , GHEGHE61
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Re: Patriziato e titoli di cortesia

Messaggioda contegufo » lunedì 31 ottobre 2011, 21:10

Salve

L' abitudine di titolare chi non lo era rappresentava una licenza non autorizzata da alcun fons honorum infatti chi aveva pienamente diritto a quei titoli della cosa a più riprese se ne era lamentato.
Allorquando ci fu la necessità di uniformare il tutto dopo l'Unità d'Italia ci fu il problema sia dei genovesi che dei veneziani i primi marchesi i secondi conti ambedue per abitudine storica.
Il problema stava nell'inveterata consuetudine con la partecipazione attiva dei "titolati" ad assumere titoli non di loro spettanza nata anche da cariche di ambasceria presso stati esteri.
Si invocarono ripetutamente provvedimenti di grazia ovvero sanatorie ma di fatto le decisioni della Consulta Araldica furono altre.

Similmente la Nobiltà di Cortesia si sviluppò nell'Ancien Regime, dal 1600 in poi e fu chiamata anche nobiltà di Corte o mondana.
Il fenomeno ebbe origini eterogenee quando il Re di Francia Luigi XIV ebbe a riunire permanentemente la nobiltà francese presso la corte di Versailles.

* Avvenne che molti nobili conosciuti come tali da generazioni, non potessero dar prova del loro status o perchè i documenti erano andati distrutti o perchè smarriti.

* Molti proprietari terrieri avevano assunto da secoli titoli appoggiati sulle loro terre contravvenendo al principio vigente nel diritto feudale secondo cui solo chi avesse avuto da provvedimento regio la dignità di elevare quelle terre in titolate, avrebbe potuto assumere i titoli di Conte, Duca o Marchese.

* Avvenne anche che chi dichiarava nobiltà di funzione ovvero attività nobilitanti da parte di antenati non lo potesse dimostrare nella misura richiesta dalle leggi o consuetudini delle varie regioni del Regno.

Accadde così che la Corte si trovò di fronte a veri e propri abusi ormai, consolidati nel tempo, ma tali da non aver ancora maturato una specie di nobiltà "per usucapione", che pure era ammessa nel regno di Francia.
Ebbene in tutti questi casi fu consentito l'utilizzo a Corte di questo tipo di titoli anche se ciò non corrispose quasi mai ad un formale riconoscimento negli atti ufficiali.
Pertanto quelle persone ricevute dal re a Corte furono genericamente ammesse con quel determinato e vantato titolo oppure con quello meno impegnativo di Conte che non possedevano di diritto.
Tuttavia il Re aveva la precauzione di precisare che, al di fuori della Corte, il titolo così ammesso non aveva alcun valore legale.
Questi titoli proprio perchè in uso a Corte furono detti di cortesia o mondani per significare che, nel loro fondamento, era presente una irregolarità giuridica, che portava a distinguerli da quelli legittimi e regolari.
Dalla Corte di Francia il fenomeno passò alle altre Corti di Europa, sia pure in misura meno rilevante.

Cfr. Il diritto nobiliare italiano fra Regno e Repubblica, Prof. Avv. Raffaele Cecchetti,
Luigi Mansi Ed. Lucca, Dicembre 2005.

Cordialmente
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Re: Patriziato e titoli di cortesia

Messaggioda Salvennor » lunedì 31 ottobre 2011, 22:27

Interessante il concetto di "Nobiltà di cortesia" relativamente alla Francia dei sec. XVII-XVIII .
In pratica, per fare un'esempio per così dire visivo, sarebbe quella tipologia di titoli (di cortesia) relativa a parte delle persone che compaiono alla Corte dei Re di Francia in varie produzioni cinematografiche e televisive.
Come nei romanzi e film dove compare il personaggio (immaginario) Angelica (Contessa di Peyrac e
Marchesa di Plessis-Bellière) «la
marchesa degli angeli», e il marito nobile decaduto, nella Francia del XVII secolo.
A riguardo tempo fà avevo letto un romanzo, del quale non ricordo nè titolo e nè autore, dove si narrava della storia di alcuni rami di una famiglia francese. Un ramo era residente in una rocca fortificata ma in rovina, in zona di campagna, ed erano dediti all'agricoltura ma specialmente ai crimini e alle razzie, ed erano perlomeno considerati di origine nobile, ma non feudale (e alcuni erano denominati Cavalieri).
L'altro ramo imparentato con quelli era invece residente in una cittadina, erano magistrati e militari, e avevano floride proprietà terriere. Anche loro non avevano titoli feudali (perlomeno non riconosciuti), ma una loro giovane componente per sfuggire alle mire passionali di un cugino (di terzo grado) del ramo criminale fù inviata a Corte, a Versailles.
E a Corte tale donzella di provincia veniva chiamata con un titolo feudale, mi pare baronessa o forse contessa. Titoli che nella sua zona non aveva.
L'autore del romanzo avrà voluto evidenziare tale consuetudine di cortesia.
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