A.Mango di CasalgerardoGiudice (del) o Lo Giudice.Originaria di Napoli secondo alcuni autori, di Genova secondo altri; godette nobiltà in Messina dal secolo XIII al XVII, in Palermo, in Marsala ed altrove e possedette le baronie di Gualtieri e di Sollazzo, la tonnara di Magasinazzi, ecc. Un Bartolomeo fu giudice di Messina nel 1256; un Giovanni, al dir del Minutolo, fu cavaliere e cameriere di Re Alfonso e il figlio Antonio maestro razionale del regno; un Giovanni Antonio, da Marsala, con privilegio dato a 6 febbraio 1535 esecutoriato a 12 gennaro 1536, ottenne la concessione del titolo di regio cavaliere e delle armi gentilizie; un Bernardo fu annotato nella mastra nobile del Mollica; un Giovan Francesco fu senatore di Messina nel 1607 e nel 1619 e si vuole che sia stato uno dei fondatori dell’ordine militare della Stella; un Vincenzo, con privilegio del 27 ottobre 1653 esecutoriato a 24 settembre 1659, ottenne la concessione del titolo di Don e di quello di barone di S. Chiara; un Antonino fu giudice pretoriano di Palermo nel 1701, con privilegio dato a 18 luglio esecutoriato a 1 settembre 1704, venne nominato giudice del tribunale del Concistoro e, con privilegio del 24 novembre 1707, di quello della Gran Corte Civile.
Dal sito http://www.famiglia-nobile.com/links.asp?CatId=724Cotesta nobile famiglia italiana avente sede in Milano, Genova, Arezzo, Napoli ec. per noi al dir di Mugnos è originaria napolitana perocché un Giovannuzzo, figlio di Andrea del Giudice, cavaliere napolitano del seggio di Nilo, familiare e cameriere del rè Alfonso e della regina Giovanna II, la trapiantò in Messina.
Da lui un Antonio sotto lo stesso rè coll'ufficio di maestro razionale del tribunale del R.Patrimonio, di miles e di tanti altri supremi carichi onorato; fu primo barone del Sollazzo, e morì nel 1440. Il di lui figlio Giovanni dal medesimo rè venne poi eletto maestro della R. Zecca; un Giacomo barone del Solazzo, fu più volte giudice della corte straticotiale di Messina, essendosi poscia nel 1552 fermato in Palermo. Un Gianfrancesco, di lui figlio, fu senatore governando con molta lode.
Arma: inquartato d'azzurro, e di rosso con una croce dentata d'argento broccante sul tutto; al capo d'oro, caricato da un'aquila bicipite coronata, e spiegata di nero.
Corona di barone.