Temo ahimè, che il nostro neo-utente rfimiani spaventato o piuttosto deluso dalle nostre tediose elocubrazioni nonché dai molteplici e molesti massaggi cerebrali sia fuggito.
Antonio, ti sarai reso conto che non esistono più i privilegi ed il potere politico della nobiltà e questo è un fatto di gran lunga positivo, in pieno ossequio all'articolo terzo della Costituzione,
" Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge ”. Tuttavia ciò non significa che non esista più la “nobiltà” ( che di per sé è un concetto estremamente astratto come l'onestà, la malvagità ecc. ) esiste un gruppo, invero abbastanza dismogeneo, di famiglie discendenti da quelle che rappresentarono il ceto dirigente degli stati italiani che condividono un certo stile di vita ed un particolare patrimonio storico, culturale, religioso e morale,
tale gruppo potrebbe essere definito:
élite etica di storica tradizione Il mio pensiero ( che vale praticamente nulla ) è che oggi , come fu in origine , quando fin dal Medioevo cominciò ad essere studiato e fu tentata una definizione del ceto nobiliare, questo gruppo di persone distinte ma ora prive di privilegi e ed autentico potere, debba essere compresa tra due coordinate:
Il sangue ovvero la genealogia familiare, la generosità con il secolare retaggio di tradizione storico-sociale
la virtù ( “vertude” come la chiamava Dante ) ovvero una particolare distinzione etica-culturale.
A me pare che in carenza della seconda coordinata/caratteristica ( ovvero la tensione morale all'Ideale) la storia possa tranquillamente rimanere relegata nei libri, infatti , da sola , non è affatto foriera di
“gentilezza”.
Scriveva Dante nel suo
Convivio :
...è gentilezza dovunqu'è vertute
ma non vertute ov'ella.A mio parere il nocciolo della questione non è tanto l'esistenza della “nobiltà” ma la sua attuale funzione:
quella di rischiare un ruolo propositivo ed incisivo all’interno di una società in netto declino, pesantemente secolarizzata ma tuttavia assetata di certezze ed ideali.
Cordiali saluti, do una speronata a Ronzinante e torno a caricare i Giganti
