Brutti stemmi, cattiva teologia?

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Re: Brutti stemmi, cattiva teologia?

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 27 settembre 2011, 8:46

Sebbene non ne abbia bisogno - che di sostenere le sue opinioni è ben capace da solo :D - vorrei spezzare una lancia in favore di Adj; credo che il tema da lui proposto possa rientrare in una visione di un insieme di valori tradizionali, in cui, a torto o a ragione, viene inclusa anche l'araldica come retaggio e forma simbolica del passato e - qui a torto - intesa come esclusiva forma distintiva di ceti nobiliari, autoritari, passatisti, etc.

Ergo un prelato che si suppone poco attento alla parte più "tradizionale" del magistero della Chiesa e portato ad una visione "innovativa", sia anche meno interessato ad avere "uno stemma" e, da qui, a non capire se questo sia ben composto e ben disegnato, oppure, se lo capisce, a non curarsene affatto, anzi. L'equazione proposta credo fosse questa.

Tuttavia devo ribadire il concetto: tutti gli stemmi qui proposti sono semplicemente disegnati male, da incapaci e incompetenti. In mani esperte risulterebbero tutti ben fatti. L'esempio filippino è lampante: chi ha disegnato quel pastrocchio sull'ovale non ha capito neppure che nel 3° quarto vi era un leone con una coda marina, reso come una massa informe dal contorno, debordante, incerto tra la melassa e la frittata.

Da appassionato di araldica, preferirei che questi prelati rinunciassero finalmente ad avere un loro stemma personale; sarebbero coerenti con loro stessi ed eviterebbero proprio queste terribili cose raffazzonate, sciatte e mal disegnate che sviliscono la loro stessa autorità e ministero che al momento, malgrado le loro ubbie, ha ancora proprio nello stemma il primo simbolo ufficiale.
Che usassero l'emblema della diocesi, lasciando gli stemmi agli altri che ancora riconoscono come un valore l'affidare un messaggio anche ad uno stemma (ma fatto come si deve :D).

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Re: Brutti stemmi, cattiva teologia?

Messaggioda Pantheon » martedì 27 settembre 2011, 8:56

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Sebbene non ne abbia bisogno - che di sostenere le sue opinioni è ben capace da solo :D - vorrei spezzare una lancia in favore di Adj; credo che il tema da lui proposto possa rientrare in una visione di un insieme di valori tradizionali, in cui, a torto o a ragione, viene inclusa anche l'araldica come retaggio e forma simbolica del passato e - qui a torto - intesa come esclusiva forma distintiva di ceti nobiliari, autoritari, passatisti, etc.

Ergo un prelato che si suppone poco attento alla parte più "tradizionale" del magistero della Chiesa e portato ad una visione "innovativa", sia anche meno interessato ad avere "uno stemma" e, da qui, a non capire se questo sia ben composto e ben disegnato, oppure, se lo capisce, a non curarsene affatto, anzi. L'equazione proposta credo fosse questa.

Tuttavia devo ribadire il concetto: tutti gli stemmi qui proposti sono semplicemente disegnati male, da incapaci e incompetenti. In mani esperte risulterebbero tutti ben fatti. L'esempio filippino è lampante: chi ha disegnato quel pastrocchio sull'ovale non ha capito neppure che nel 3° quarto vi era un leone con una coda marina, reso come una massa informe dal contorno, debordante, incerto tra la melassa e la frittata.

Da appassionato di araldica, preferirei che questi prelati rinunciassero finalmente ad avere un loro stemma personale; sarebbero coerenti con loro stessi ed eviterebbero proprio queste terribili cose raffazzonate, sciatte e mal disegnate che sviliscono la loro stessa autorità e ministero che al momento, malgrado le loro ubbie, ha ancora proprio nello stemma il primo simbolo ufficiale.
Che usassero l'emblema della diocesi, lasciando gli stemmi agli altri che ancora riconoscono come un valore l'affidare un messaggio anche ad uno stemma (ma fatto come si deve :D).

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Re: Brutti stemmi, cattiva teologia?

Messaggioda adj » martedì 27 settembre 2011, 9:29

Guido5 ha scritto:Caro Alberto,
non dire che non hai capito l'antifona: limitati, per favore, a un'esegesi teologica dello stemma lasciando da parte idee e operato del loro titolare. Il mio è un avvertimento formale.

Caro Guido,
ho capito l'antifona e anche il salmo che segue.
Ti faccio presenti una concatenazione di argomenti:
1) Questo è un forum che tratta (anche) questioni inerenti la cavalleria.
2) La cavalleria è sorta nell'ambito del cristianesimo, e la vera cavalleria è ancora quella cristiana (verità più volte sostenuta in questo forum).
3) Scopo di un vero cavaliere cristiano è, in primis, la difesa della religione.
4) Parte integrante ed essenziale di questa difesa è la fedeltà al Santo Padre.
5) Non potendosi più adoperare le armi, obbligo di ogni buon cristiano è di battersi almeno con la parola e con gli scritti in difesa del Santo Padre.
6) Questa difesa può richiedere anche la segnalazione del marcio che si annida nella Chiesa.
7) Il marcio non si riduce alla sola pedofilia, che è al più la punta di un iceberg; la ribellione di un vescovo è cosa ben più grave.
Lascio all'intelligenza dei lettori di trarne le conclusioni.

P.S. Gli "avvertimenti formali" non mi hanno mai tappato la bocca.
adj
 

Re: Brutti stemmi, cattiva teologia?

Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 27 settembre 2011, 10:57

Signori,
l'argomento è sicuramente interessante e se l'autore vorrà riproporlo dedicandosi all'araldica ecclesiastica in generale ed alla simbologia degli elementi utilizzati nei singoli stemmi, sarà ben accetto.
Per come, però, è stato proposto in questa occasione, non è adatto al nostro forum. Concordo sulla difesa della Chiesa e della denuncia degli abusi, però bisogna tenere conto che la critica alla teologia di vescovi basata su singoli comunicati trovati in internet, estrapolati dal contesto sociale e senza una conoscenza specifica dei singoli presuli e della loro pastorale, rischia di trasformare la discussione in una gogna pubblica per nulla costruttiva.
Pertanto la discussione sarà chiusa.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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