Stato Civile/ Registri degli atti di morte

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Stato Civile/ Registri degli atti di morte

Messaggioda glntmf » giovedì 15 settembre 2011, 11:59

Ciao a tutti,

Qualcuno sa in che anno la data di nascita del defunto ha cominciato a essere enunciato sugli atti di morte ?
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Re: Stato Civile/ Registri degli atti di morte

Messaggioda Guido5 » giovedì 15 settembre 2011, 14:51

Caro amico,
ne ho uno sotto mano che ho avuto in copia integrale il 1° settembre. Non riposta la data di nascita, avvenuta - oltretutto in un'altra città - prima dell'istituzione dello stato civile nel Regno d'Italia (1866). Non esiste dunque una regola precisa ma anno più, anno meno, l'età indicata può considerarsi esatta.

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Re: Stato Civile/ Registri degli atti di morte

Messaggioda Franco Benucci » giovedì 15 settembre 2011, 15:43

Guido5 ha scritto:anno più, anno meno, l'età indicata può considerarsi esatta

E lunga vita agli ossimori...
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Re: Stato Civile/ Registri degli atti di morte

Messaggioda glntmf » giovedì 15 settembre 2011, 17:00

La mia domanda riguarda i testi dopo il codice civile del 1865.
Tra l'articolo 140 R.D 9 luglio 1939 n.1238 in vigore il 1° gennaio 1940 :


"L'atto di morte deve enunciare il luogo, il giorno e l'ora della morte, il nome e il cognome,l'eta , il luogo di nascita, la razza268, la professione e la residenza del defunto e, quando si tratta di straniero, la cittadinanza; il nome e il cognome del coniuge superstite, se il defunto era congiunto in matrimonio, o del predefunto coniuge, se era vedovo; il nome e il cognome, la professione e la residenza del padre e della madre del defunto; il nome e il cognome, l'età, la professione e la residenza dei dichiaranti.
In qualunque caso di morte violenta o avvenuta in esecuzione di una sentenza di condanna alla pena di morte269, ovvero avvenuta in un istituto di prevenzione o di pena, non si fa menzione nell'atto di tali circostanze"


e l'articolo 73 D.P.R. 3 novembre 2000 n.396 in vigore il 31 marzo 2001:

"L'atto di morte deve enunciare il luogo, il giorno e l'ora della morte, il nome e il cognome, il luogo e la data di nascita , la residenza e la cittadinanza del defunto, il nome e il cognome del coniuge, se il defunto era coniugato, vedovo o divorziato; il nome e il cognome, il luogo e la data di nascita e la residenza del dichiarante. Se taluna delle anzidette indicazioni non è nota, ma il cadavere è stato tuttavia riconosciuto, l'ufficiale dello stato civile fa di ciò espressa menzione nell'atto"

un testo doveva già indicare che la data di nascita del defunto doveva essere enunciato invece soltanto dell'età del defunto ma quando ? e quale testo di legge ?
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Re: Stato Civile/ Registri degli atti di morte

Messaggioda Guido5 » giovedì 15 settembre 2011, 21:16

Franco Benucci ha scritto:E lunga vita agli ossimori...

Caro Franco,
la tua osservazione vorrebbe sottolineare che esattezza e approssimazione sono concetti opposti. Hai ragione, ma permettimi una chiosa. Dal punto di vista linguistico posso osservare che è codificato il superlativo assoluto esattissimo che sarà pure qualcosa di più rispetto a esatto. Anche le scienze "esatte" ammettono margini di approssimazione, vedi il л (3,14159...). Quanto alla genealogia l'età della persona della quale ho avuto l'atto di morte è indicata in 94 anni il 29 marzo 1910. La data di nascita però sarebbe il 13 maggio 1817, comunque successiva alla quaresima di quell'anno. Di qui la necessità, qualora sia necessario calcolare l'anno di nascita partendo dalla data del decesso, di tener conto in genere di un anno in più o di uno in meno.

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Re: Stato Civile/ Registri degli atti di morte

Messaggioda Franco Benucci » giovedì 15 settembre 2011, 23:02

Certo, ma allora "l'età di morte indicata è da ritenersi sufficientemente indicativa". Almeno da una certa epoca in poi, prima la variazione in +/- era dell'ordine anche dei 10 anni, con vistosi effetti di ringiovanimento tra uno stato d'anime e quello dell'anno dopo o tra l'atto di morte della Sanità e l'epigrafe tombale, ecc.
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Re: Stato Civile/ Registri degli atti di morte

Messaggioda glntmf » venerdì 16 settembre 2011, 7:26

l'articolo 140 R.D 9 luglio 1939 n.1238 in vigore il 1° gennaio 1940 :
"L'atto di morte deve enunciare il luogo, il giorno e l'ora della morte, il nome e il cognome, l'età, il luogo di nascita, la razza, la professione e la residenza del defunto e, quando si tratta di straniero, la cittadinanza; il nome e il cognome del coniuge superstite, se il defunto era congiunto in matrimonio, o del predefunto coniuge, se era vedovo; il nome e il cognome, la professione e la residenza del padre e della madre del defunto; il nome e il cognome, l'età, la professione e la residenza dei dichiaranti.
In qualunque caso di morte violenta o avvenuta in esecuzione di una sentenza di condanna alla pena di morte, ovvero avvenuta in un istituto di prevenzione o di pena, non si fa menzione nell'atto di tali circostanze"


l'articolo 73 D.P.R. 3 novembre 2000 n.396 in vigore il 31 marzo 2001:
"L'atto di morte deve enunciare il luogo, il giorno e l'ora della morte, il nome e il cognome, il luogo e la data di nascita , la residenza e la cittadinanza del defunto, il nome e il cognome del coniuge, se il defunto era coniugato, vedovo o divorziato; il nome e il cognome, il luogo e la data di nascita e la residenza del dichiarante. Se taluna delle anzidette indicazioni non è nota, ma il cadavere è stato tuttavia riconosciuto, l'ufficiale dello stato civile fa di ciò espressa menzione nell'atto"



In che anno la data di nascita , giorno-mese-anno, del defunto ha cominciato a essere enunciato sugli atti di morte ?
Ovviamente tra il 1940 e il 2000 ma in che anno esattamente ?

Qualcuno sa ?
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Re: Stato Civile/ Registri degli atti di morte

Messaggioda Franco Benucci » venerdì 16 settembre 2011, 8:21

Il sacrestano ha colpito ancora [thumbdown.gif]
Guido5 ha scritto:
Franco Benucci ha scritto:Certo, ma allora "l'età di morte indicata è da ritenersi sufficientemente indicativa".

Caro Franco,
certe polemiche sono fuori luogo e prive di interesse generale: per questo non ti rispondo in pubblico. Forse non avrei dovuto farlo neppure prima ma ha prevalso l'intento didascalico nei riguardi dei lettori. Vorrei farti notare che si parlava di certificati di morte (successivi quindi al 1866) e non di lapidi. Ti saluto
Guido

Certo, e la domanda è andata via precisandosi fino al post 1940. Il mio era un "intento didascalico nei confronti dei lettori", segnalando anche le situazioni precedenti. Le polemiche le fa chi non vuole capire e ha sempre qualcosa da dire di nascosto, gli altri parlano normalmente e si scambiano opinioni, pareri, informazioni, punti di vista, magari battute.
Ultima modifica di Franco Benucci il venerdì 16 settembre 2011, 17:00, modificato 1 volta in totale.
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Re: Stato Civile/ Registri degli atti di morte

Messaggioda glntmf » venerdì 16 settembre 2011, 8:34

[bangin.gif]


Ricercare un'informazione è meglio sempre che di parlare per parlare !
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Re: Stato Civile/ Registri degli atti di morte

Messaggioda Guido5 » venerdì 16 settembre 2011, 14:54

Cari amici,
qualcuno si rifà a un personaggio del padovano Luigi (Gino) Baldo, il sor Pedante Pelnellovo (Corriere dei piccoli, 1945), dimenticando che quella che segue è una delle indicazioni della "netiquette" approvate dalla Registration Authority Italiana.
9. Non pubblicare mai, senza l'esplicito permesso dell'autore, il contenuto di messaggi di posta elettronica o privati.
Per quanto mi riguarda non ho problemi ad essere chiamato "sacrestano": lo era anche san Guido del Brabante, festeggiato pochi giorni fa, il 12 settembre, ma gradirei che la buona educazione (anche informatica) fosse la caratteristica di quasto forum e, in particolare, della "Piazza". Non uso l'arma della censura "ad perpetuam rei memoriam" e rimando, per il seguito della discussione, a viewtopic.php?f=6&t=13732.

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Re: Stato Civile/ Registri degli atti di morte

Messaggioda Franco Benucci » venerdì 16 settembre 2011, 17:10

Come ho più volte ripetuto in passato, se c'è qualcosa da dire lo si dice e si cerca di capirsi. Pubblicamente, non passando in sacrestia o in retrobottega a sussurrare nell'orecchia di qualcuno. Anche (e soprattutto) se e quando quello che c'è da dire può sollevare scandalo (il che non era il caso di questa occasione): oportet ecc., altro che netichette da benpensanti avanzi di sacrestia (anche questo come già detto e a suo tempo censurato), tagliatori di opinioni altrui
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