Il carbonaro e la figlia del notaio

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Il carbonaro e la figlia del notaio

Messaggioda antonio33 » giovedì 8 settembre 2011, 18:03

Questa è una storia che riguarda Francesco Sensoli (1818 1895) di Ca'Battaglia, Mercatino Conca, mio bisnonno, discendente di Sensolo Sensoli, che nel 1690 costruì Ca'Battaglia. Egli fu carbonaro ed iscritto alla Giovine Italia. Nel 48, ricercato dalla polizia austriaco-papalina,fu costretto a fuggire da Mercatino e si rifugiò in una torre presso Cà Gallo, sul fiume Foglia. Dello stato di questa torre, all'epoca dei fatti che racconto, purtroppo non so nulla. Oggi è un rudere ben visibile e che domina la strada provinciale che risale la valle. Si narra in casa mia che venne aiutato dalla gente del posto. Tuttavia il nascondiglio non era troppo sicuro ed egli fu costretto ad abbandonarlo. Così, non so esattamente il motivo, egli fuggì nel Granducato di Toscana, sembra a Cortona o, più probabilmente, a Canino. Qui venne ospitato da un facoltoso notaio, il quale aveva una figlia (unica) bella ma un poco claudicante (lussazione dell'anca?). Tra i due giovani nacque una, diciamo così, forte simpatia. Il notaio, che oltre ad essere tale, evidentemente era politicamente ben introdotto, riuscì a far condonare la condanna al carbonaro innamorato. Così quest'ultimo potè felicemente ritornare a Mercatino, a casa sua.
Poco tempo dopo i due innamorati si sposarono. Il matrimonio fu alquanto burrascoso. Al punto che la sposa se ne ritornò a casa di suo padre. Il quale, naturalmente, intentò causa per la restituzione della dote. Purtroppo nulla so di come andò a finire la questione.... Questa fu la prima moglie del mio bisnonno. Non è una mia antenata. Oltre a quanto vi ho qui raccontato, non so più nulla nè di lei nè del notaio. Di certo non riposa, accanto al marito, nel cimitero di Mercatino Conca. So che forse chiedo un po' troppo, ma c'è qualche toscano volonteroso che sa o potrebbe aiutarmi a scoprire chi fossero il notaio e la sua figliola?
Cordialmente saluto. Antonio
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Re: Il carbonaro e la figlia del notaio

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 8 settembre 2011, 21:42

Per conoscere il nome del notaio ( e di sua figlia , prima moglie di Francesco ), occorrerebbe fare una semplice ricerca all'Archivio di Stato di Firenze dove è conservato lo Stato Civile di Toscana ( 1808/1865 )

http://www.archiviodistato.firenze.it/s ... condwindow

cercando l'atto di matrimonio , presumibilmente contratto tra il 1836 e il 1850 , nella località dove abitava la sposa: Cortona o Canino .
Che dici Antonio ... una bella gita ?
Dubbietto : Canino faceva parte del Granducato o dello Stato della Chiesa ?
Nel secondo caso si passa al piano B:
Contattare il parroco di SS. Giovanni e Andrea Apostoli (Indirizzo: Piazza Costantino De Andreis , 01011 Canino (VT) Telefono: 0761 437124 ) e chiedere la cortesia di una fotocopia o trascrizione l'atto di matrimono da parte dell'archivista.
Nel caso non dimenticare una piccola offerta per le opere parrocchiali [angel]

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Re: Il carbonaro e la figlia del notaio

Messaggioda antonio33 » venerdì 9 settembre 2011, 13:16

Sergio carissimo, prima di tutto grazie per le "dritte". La gita mi piacerebbe tanto, ma mi son messo, quasi per gioco, in un'impresa tanto ardua quanto interessante, per cui ricostruire la storia di famiglia, che, andando indietro si allarga come un ventaglio, comporta una marea di tempo e di pazienza.
In primo luogo ritengo che Canino non fosse nel Granducato di Toscana: infatti è ipotizzabile che il nostro notaio fosse papalino, e, proprio per questo, riuscì a far perdonare il genero carbonaro. Per cui, in ottobre, tempo permettendo, vedrò di far tutte le indagini come e nei termini in cui tu mi hai indicato.....(opere pie comprese, è proprio il caso di dirlo).
Qualora l'indagine a Canino non desse risultati, approfitterò della mia passione autunnale (trekking e mtb) per il Casentino, per fare un salto a Firenze onde sapere infine tutta la storia.
Così, tanto per curiosità, è vero che a Campigna, ebbe il casino di caccia il Granduca di Toscana? O è una leggenda per turisti?
Dopo queste estemporanee divagazioni, evidentemente fuori luogo, ringraziando ancora per la cortesia, saluto tutti.
Antonio
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Re: Il carbonaro e la figlia del notaio

Messaggioda Sindaco » venerdì 9 settembre 2011, 20:59

Con un po' di fortuna, il nome della prima moglie potrebbe essere menzionato nei documenti del secondo matrimonio del tuo bisnonno. Non so se anche da quelle parti esistevano i processetti matrimoniali, eventualmente - se non l'hai già fatto, e invano - prova a dare un'occhiata più approfondita, non si sa mai...
Complimenti comunque per la tua passione, è bello conoscere tutte queste storie sui propri antenati (e in bocca al lupo per la tua ricerca!)
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Re: Il carbonaro e la figlia del notaio

Messaggioda contegufo » venerdì 9 settembre 2011, 21:48

Salve

VITERBO e dintorni è Stato della Chiesa, che diamine!

Saluti
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Re: Il carbonaro e la figlia del notaio

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 9 settembre 2011, 22:06

Ovvio, ma all'inizio dell'Ottocento era sotto il dominio napoleonico , il mio dubbio era su quando Canino tornò ad essere sotto quello papale.
Si direbbe nel 1814 :

Divenuto capoluogo di cantone durante la parentesi napoleonica, Canino acquistò ulteriore prestigio con Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, che nel 1814 acquistò il feudo, ricevendo da Pio VII il titolo di "Principe di Canino e Musignano"
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Re: Il carbonaro e la figlia del notaio

Messaggioda antonio33 » sabato 10 settembre 2011, 0:25

Ovunque fosse, se necessario, questo autunno farò tutte le ricerche. Sperando di trovare. Ringrazio tutti ancora per gli aiuti.
Data l'ora, buona notte a tutti voi. Antonio :)
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Re: Il carbonaro e la figlia del notaio

Messaggioda enza » sabato 10 settembre 2011, 7:25

Scusatemi per l' intromissione, non capisco la logica di fuggire da una località dello Stato della Chiesa per nascondersi in un' altra dello stesso stato, non credo che fosse molto sicuro nel 1848, sarò parziale ma vedo meglio una fuga a Cortona località del Granducato di Toscana ma sul confine con lo Stato della Chiesa, non molto distante da Perugia dove il notaio avrebbe potuto avere conoscenze importanti. Buona ricerca, Enza
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Re: Il carbonaro e la figlia del notaio

Messaggioda antonio33 » sabato 10 settembre 2011, 14:56

La logica, purtroppo, non si sa....
[offtopic.gif] Caro Bardo, visto che il mio bisnonno abitò anche al Castello della Fossa, che appartenne ai Sensoli a lungo e spesso fu conteso tra Malatesta e Montefeltro, se ci sei, fammi saper qualcosa.
Dato che, a quanto sembra, a Sassofeltrio, dubitano dell'esatta ubicazione del maniero, oggi mio padre mi ha detto che,anche se ai suoi tempi era già scomparso, comunque la conosce, dato che da bambino, quando aravano, vi ci si recava in cerca di antiche monete, anche romane, e lucerne in terracotta.
Sembra che come materiali da costruzione per Cà Maggio il mio bisnonno adoperò le pietre dell'antichissimo maniero... [crybaby.gif]
http://www.appennino.biz/CMPrint.aspx?id=1718 (Cà Maggio)
Cordiali saluti. Antonio
Ultima modifica di antonio33 il lunedì 19 dicembre 2011, 18:16, modificato 1 volta in totale.
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Re: Il carbonaro e la figlia del notaio

Messaggioda bardo » domenica 11 settembre 2011, 5:23

Alla morte di Galeotto Malatesta (1385) la Signoria venne divisa tra i suoi quattro figli: a Pandolfo (futuro padre di Sigismondo Pandolfo) andarono Fano, Mondavio, Scorticata; a Malatesta (Andrea) Cesena, Roncofreddo e Fossombrone, a Carlo Rimini mentre a Galetto Belfiore toccarono in sorte Cervia, Meldola, Sansepolcro, Sestino, Sassofeltrio e Montefiore. Credo quindi che il castello della Fossa rientrasse nei territori amministrati da Galeotto Belfiore. Alla morte di Galeotto Belfiore (1400) i tre fratelli rimasti si spartirono i territori. Trovo menzionata una terra detta la Fossa una prima volta nel marzo 1440, quando il mercenario Baldaccio, al servizio di Guidantonio da Montefeltro, la mise a ferro e fuoco dopo aver fatto lo stesso con il castello di Tavoleto (24 novembre).
Sassofeltrio restò malatestiana fino al 1463, quando ormai era iniziata la parabola discendente di Sigismondo. Nel 1463, i Malatesta, abbandonati un po' da tutti, cercarono di riappacificarsi col Papa, il quale pose però pesanti condizioni: a Sigismondo venivano lasciati solo Rimini con tre miglia di territorio attorno, e Cerasolo; al fratello Malatesta Novello Cesena e pochi altri castelli, che sarebbero tornati alla Chiesa alla sua morte (avverrà di lì a qualche anno, nel 1465). Pio II non aspettò molto, e concesse a Federico da Montefeltro la maggior parte dei terriori sottratti a Sigismondo: a lui passarono, tra le altre, Pennabilli** - considerata la culla d'origine della famiglia - e la Fossa. Altre terre andarono ai Guidi di Bagno, allo Sforza, al nipote del Papa Antonio Piccolomini, alla Repubblica di San Marino, ai Malatesta di Sogliano, al Vicariato di Santarcangelo.
Se trovo qualche altra notizia te la riporterò senz'altro. ;)

** Una curiosità su Pennabilli: qui, più che in ogni altro luogo del circondario passato o appartenuto a Federico da Montefeltro, sono presenti stemmi feltreschi, addirittura tre. Mi piace immaginare il sottile piacere del Duca d'Urbino nel murare questi stemmi proprio nella città che aveva visto nascere l'odiata famiglia. :)

un saluto ;)
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Re: Il carbonaro e la figlia del notaio

Messaggioda contegufo » domenica 11 settembre 2011, 7:54

antonio33 ha scritto:....
Sembra che come materiali da costruzione per Cà Maggio il mio bisnonno adoperò le pietre dell'antichissimo maniero... [crybaby.gif]
http://www.appennino.biz/CMPrint.aspx?id=1718 (Cà Maggio)
Cordiali saluti. Antonio


E già, pare che gli antichi edifici/ruderi fossero assai appetibili come cava di materiale usato ma sempre buono alla bisogna abitudine in voga nei secoli precedenti che forse è datata quanto l'uomo.

Immagine

A Lucca P.za dell'Anfiteatro è un bell'esempio di riuso edilizio laddove sui resti del circo romano (II sec. d.C) furono erette casette a schiera, all'interno della corona circolare data dalle gradinate, torno torno fino al completamento.
Nel 1830 Carlo Lodovico di Borbone duca di Lucca incaricò l'Arch.Lorenzo Nottolini di risistemare il sito che venne restaurato e trasformato in piazza.
Fino agli anni '60/'70 era sede del mercato ortofrutticolo e occupato da gente modesta, nessuno avrebbe voluto abitarci nemmeno gratis, attualmente le cose sono radicalmente cambiate e quelle "modeste casette" hanno oggi prezzi da capogiro.
Da vedere!

Saluti
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Re: Il carbonaro e la figlia del notaio

Messaggioda antonio33 » lunedì 12 settembre 2011, 10:21

Avrei una notula carina e relativa alla famiglia del carbonaro. La fonte però è, semplicemente, un racconto domenicale ed "anziano", in merito al quale, peraltro, non esistono prove o testimoni in vita, ma solo discesi che tramandano una leggenda familiare.
Quella dei Sensoli di Ca' Battaglia fu una famiglia non nobile, ma alquanto benestante. Un tale Paolo Sensoli, nipote del Sensolo Sensoli che, nel 1690 costruì Ca'Battaglia a Mercatino (forse qualcuno potrebbe sapere l'origine del nome, che potrebbe dipendere dai conti Battaglino...), fece realizzare da un fidato muratore, di cui non posso fare il nome, un nascondiglio nella o sotto la canaletta di scolo della scuderia, ove riporre al sicuro scudi d'oro e d'argento. Per quanto riguarda date, posso solo dire che Paolo Sensoli sposò una certa Bernardina nel 1758.
Ebbene, in occasione di una riapertura del nascondiglio, il tesoretto era scomparso. [nono.gif] Si sospettò del fido muratore, ma, senza prove, la cosa non potè avere seguito alcuno.
Quando Napoleone confiscò i beni della Chiesa, il muratore era già passato a miglior vita. Ma il di lui figliolo, improvvisamente, ebbe ad acquistare ampi possedimenti, case e palazzi, direi conventi, alcune centinaia di ettari, derivati dalla iniqua confisca.
Così la famiglia umile del nostro muratore divenne benestante....
Quello che rende interessante la vicenda è quanto segue: con Francesco Sensoli si estinse, nel 1895, la famiglia. L'eredità passò a nipoti tramite le sorelle e le figlie di Francesco, a loro volta imparentate tra di loro.
Uno dei discendenti degli eredi, quasi ai giorni nostri, ha sposato una discendente, l'ultima mi risulterebbe, del muratore sospettato, che, alla morte dei genitori, ha ereditato i beni che il suo avo acquistò ai tempi di Napoleone. Quindi, qualora questa fosse storia e non leggenda, quello che fu "maltolto" è ritornato finalmente a casa.... [thumb_yello.gif]
Ripeto, la cosa non è certa, ma il racconto mi è sembrato interessante. E, credetemi, è davvero divertente avere l'opportunità di riscoprire questi avvenimenti.
Saluto tutti cordialmente. Antonio
Ultima modifica di antonio33 il lunedì 19 dicembre 2011, 18:19, modificato 1 volta in totale.
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Re: Il carbonaro e la figlia del notaio

Messaggioda bardo » lunedì 12 settembre 2011, 17:21

I conti Battaglini ;) originarono dalla villa di Borgazzano, ovvero Santa Maria in Borgo, verso la Cerbaiola nei pressi di Sant'Aquilina, al confine con San Marino, lungo la statale. Passarono a Rimini e vi si stabilirono nella seconda metà del Duecento. Si son chiamati anche Battagli o Battaglia prima di stabilire definitivamente il cognome nella forma Battaglini, ma non sono a conoscenza di legami con Ca' Battaglia. Mi informo meglio nei prossimi giorni. ;)

un saluto ;)
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Re: Il carbonaro e la figlia del notaio

Messaggioda antonio33 » lunedì 12 settembre 2011, 20:58

Grazie...Come farei se non ci fosse Bardo?
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Re: Battaglini

Messaggioda Antonio De Battisti » lunedì 12 settembre 2011, 21:15

Dal " Dizionario storico-blasonico " di G.B. di Crollalanza.

Battaglia o Battaglini di Rimini
Originaria di Borgazzano, villa del Riminese, prese il nome di un Battaglia che vivea nel primo quarto del XIII secolo, e dal quale discese il famoso Gozio Patriarca di Costantinopoli che fu creato Cardinale nel 1338 da Benedetto XII (Estinta).
Arma : Una scimitarra posta in banda colla punta a sinistra.
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