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Cristiano Ciani ha scritto:Quel che diede noia è che le costituzioni Garrido consentirono che la cosa si facesse su larga scala, con detrimento degli altri ordini.
Cristiano Ciani ha scritto: Quel che diede noia è che le costituzioni Garrido consentirono che la cosa si facesse su larga scala, con detrimento degli altri ordini.
cassinelli ha scritto:Un numero così esiguo poteva davvero infastidire?

Non solo Tilius, bisogna considerare che a quei tempi quei numeri non erano da poco. Inoltre, come hai rilevato, anche la qualità era di alto livello. Una miscela esplosiva. Ed io invito gli interessati a leggere lo scritto di P. Antonio Rubino già citato. Il P. Rubino è il cronista della Provincia Romana dei Padri, ovvero l'organismo forse meno vicino, se non addiritura ostile, all'esperienza cavalleresca. Mi sarei aspettato una , per cos' dire, "stroncatura". Invece, la cronistoria che egli offre è completa e tutto sommato equanime. Ricordo che si tratta del tomo II dell'opera "I Mercedari in Italia", edita dalla Provincia Romana dell'Ordine.Tilius ha scritto:cassinelli ha scritto:Un numero così esiguo poteva davvero infastidire?
Il problema era che "puntavano in alto" (Cardinali, Vescovi, membri del Governo e della Corte... )



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