Franco Benucci ha scritto:E' stata la committenza o il lapicida a deciderlo?
Quando mai i lapicidi (specie quelli inetti come questo qui) hanno deciso qualcosa?
Se la committenza, i frati o l'offerente?
L'offerente?! Ma stiamo parlando di un altare o, come mi sembrava, di uno dei portoni di ingresso del convento?
Se il lapicida, per omaggio o per derisione?
E ridaje. Ma cos'é 'sta storia dei lavoranti il cui unico scopo nella vita era pijare pei fondelli i padroni???
Se i frati, e la santa umiltà?
La santa umiltà va gettata alle ortiche: AMDG innanzitutto. Tzè. Eppoi stiamo parlando di contrassegnare l'ingesso di casa propria. Oggi ci piazzi il campanello con la targhetta. Allora ci piazzavi lo stemma. That's all.
Se l'offerente, era come donare il suo o era un omaggio a prescindere?
Siccome mi pare difficile parlare di offerente per lavori di ordinaria manutenzione (sincaso l'offerente ci avrebbe piazzato il suo proprio, di stemma...), direi si tratta di omaggio, ma dei frati al loro fondatore.
Ci sono stati tosondori padovani su cui indagare?
Non che io sappia, Era ordine MOLTO esclusivo, oltretutto di ambito strettamente extraitaliano, eccezion fatta per il Meridione (soprattutto nella variante spagnola, e a partire dal '700) e per qualche rarissimo caso sparso a macchia di leopardo sulla penisola (ma si é sempre trattato di re, duchi, granduchi e principi... merce atipica in Veneto).
Anzi, proprio per il fatto che, nel '700, al Sud, con gli Austriaci prima e con gli Spagnoli di Carlo III poi, il Toson d'Oro si cominciò a conferirlo un po' a
tutti (a chiunque avesse un titolo principesco o ducale,
captatio benevoletiae da parte dei governanti verso i maggiorenti del regno, in epoca politicamente instabile...) non mi stupirebbe che un conferimento "strano" come quello (presunto) a un Santo avesse avuto luogo, sempre nell'ottica della
captatio benevolentiae (e inoltre sarebbe un gesto in linea con l'
esuberanza religiosa tipicamente mediterranea...

)