La prima traduzione in italiano sembrerebbe essere stata quella stampata a Venezia nel 1565 (Trattato dei colori ecc).
Quando scrisse il trattato Sicille risiedeva a Mons in Hainaut, nella medesima regione dove era nato (a Enghien).
Divenne araldo di Pietro di Lussemburgo che gli diede il diritto di portare il nome e l’arma di Enghien.
La nascita e la formazione di Scille, anche come araldo, fu francofona. Ancora pochi anni prima di morie Sicille intese ribadire “le istanze corporative e professionali della ‘chapelle’ dell’Ordine” (Papi) corporazione di re d’armi e araldi del regno di Francia, fondata a Parigi nel 1408 (o nel 1406 per Pastoureau).
Chi pagava Jean Courtois? Non saprei dirlo. Ma egli, nel prologo del trattato si dichiarava araldo del potentissimo re Alfonso d’Aragona, di Sicilia, di Valenza, di Maiorca, di Corsica e Sardegna, conte di Barcellona, ecc.
Vero è che nella corte aragonese di Napoli le lingue parlate e ufficiali erano il catalano e il castigliano, ma è anche vero (mi pare) che non avrebbe avuto senso per Sicille redigere il trattato in quelle lingua, vista la sua formazione, vista la sua ormai lunga residenza a Mons e visti i suoi interessi anche araldici in quella parte d’Europa.
Dunque Federico da Montefeltro nei suoi contatti con la corte di Alfonso I e di Ferrante potrebbe aver sentito parlare degli ufficiali d’arme in termini spagnoli? E’ probabile. Ma anche no, proprio per l’influsso che potrebbe avere avuto Sicille e la sua formazione francofona.
Congetture? Lo ammetto. Congetture. Però qualche araldista partenopeo potrebbe venirci in soccorso.
Papi afferma che poursuyvant e “termine proprio del mondo araldico che non è mai stato sostituito da atro, o tradotto, (…)”. Sarà vero? Sicuramente avremo risposte in questa discussione, almeno spero.
Pastoureau, nel Traité d’héraldique, scrive “[i](…) si si bien que dans toute l’Europe occidentale les hérauts d’armes en arrivent à former una caste extra-territoriale jouissant de nombreux privilèges”.
Questa "casta" poteva avere un proprio linguaggio transnazionale?
Sta di fatto che al suo ritorno a Urbino Pietro Ubaldini sicuramente intrattenne la corte ducale sulle mirabilia della corte inglese, sulla cerimonia alla quale prese parte in sostituzione del suo signore, alla quale assistettero verosimilmente più di un araldo o persevante tra i numerosi di quel regno.
A Proposito, anche i sovrani Alfonso e su figlio Ferdinando furono insigniti dell’Ordine della Giarrettiera: il primo nel 1450 e il secondo nel 1463.
Un vero guazzabuglio medievale direbbe merlino al gufo Anacleto.
a.

. In questo senso contrapposti, sì
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