Lo stemma definitivo di S.S. Benedetto XVI

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Re: Lo stemma definitivo di S.S. Benedetto XVI

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 29 aprile 2005, 17:13

Alessio Bruno Bedini ha scritto:...(omissis)...Bè caro frate di Ocre .. complimenti .. come al solito preciso e coinciso ... sicuramente ottimo questo tuo tentativo ...

... :oops: gentilissimo tu, come sempre.

purtroppo a pochi importa al giorno d'oggi di una blasonatura corretta.. :roll: :roll: :roll:


É il miglior motivo per insistere nel farne, caro Alessio, anche e soprattutto quando si può in tal modo essere d'aiuto.

La scienza del blasone è l'arte di dar forma ai simboli, e ciò implica la massima puntualità e precisione in ogni suo aspetto.

L'arte del blasone, intesa nel senso di dare ad uno stemma la descrizione più sintetica, puntuale, completa e corretta possibile, richiede conoscenza approfondita del lessico araldico, pazienza nell'applicarlo ("provando e riprovando" in continuazione, fino ad avvicinare l'optimum), e nessun timore nell'affrontare e riconoscere i propri sbagli (ahinoi quanto frequenti e possibili, sempre).

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Re: Lo stemma definitivo di S.S. Benedetto XVI

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 29 aprile 2005, 17:23

Gio Cairo ha scritto:
Alessio Bruno Bedini ha scritto:... purtroppo a pochi importa al giorno d'oggi di una blasonatura corretta..

Una blasonatura corretta è il primo passo importante nella vita.
(Parafrasando Oscar Wilde, senza entrare nel blasfemo, spero)


Araldicamente hai detto tutt'altro che una blasfemia, caro Gio, anzi!

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 29 aprile 2005, 17:27

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:...(omissis)...Alcune immagini di Benedetto XVI hanno lo stemma di Giovanni Paolo II sotto :!: :!: :!: ...(omissis)...


Il merito di ciò va ovviamente agli svelti imprenditori che hanno cercato di battere sul tempo i concorrenti produttori di immaginette... :roll:

...ed in parte anche all'assenza di una rapida definizione ufficiale dell'aspetto del nuovo stemma pontificio! :wink:

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 29 aprile 2005, 17:29

antonio_conti ha scritto:...(omissis)...Concordo, caro Michele :!: ... andranno certamente chiarite le osservazioni di fra' Eusanio sulla blasonatura... si sa... fra' Eusanio è esigente e puntuale... e non ha certo torto :P ...(omissis)...


Sei gentile come sempre, caro Antonio... :P

...quando vuoi, a tua disposizione per ogni chiarimento sulle dette osservazioni! :wink:

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il Triregno

Messaggioda Guglielmino » venerdì 29 aprile 2005, 18:57

Non mi piace di tutto il fatto che abbiamo perduto il triregno dello stemma papale. Certo, il papa non porta mai il triregno ma é uno simbolo, come le chiavi - il papa non si utilizzano le chiavi ma sono sempre lá!
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Re: Lo stemma definitivo di S.S. Benedetto XVI

Messaggioda antonio_conti » venerdì 29 aprile 2005, 20:08

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:(...)
Il vecchio frate si inchina rispettoso, conscio dei propri limiti e della pochezza di sè. Testi blasonici alla mano, osa però tentare per codesto stemma un blasone di pregnanza scientifica: Di rosso, alla conchiglia d'oro, cappato ricurvo dello stesso: nel 1° una testa e collo recisa di moro, vestita, coronata e con un orecchino, il tutto di rosso; nel 2° un orso levato al naturale, caricato d'una soma di rosso, legata di nero.


Vedo, caro fra' Eusanio, che non ha tenuto conto dell'osservazione del signor Pigni sul tipo di corona, possiamo ritenere superfluo indicare il tipo di corona?
Quanto alla testa di moro, il blasone ufficiale la descrive come "collarinata", lei come "vestita"... Pietro Guelfi Camaiani definisce "collarinato" l'animale che porta un collare... povero moro... meglio vestito!
In conclusione, la cosa che mi preme di più.
Il nostro caro orso... il blasone ufficiale non ci dice quale posizione assume, lei lo definisce levato (attributo dell'orso "rampante"), ma a me sembra che l'attuale posizione sia solo una rotazione di quella precedente assunta nell'arma cardinalizia.
E' scorretto definirlo "passante in banda"?
D'altra parte la leggenda non prevede un orso che (una volta caricato del bagaglio) si sia in qualche modo risentito... diciamo così... levato :lol:

Che ne pensa?, che ne pensano i nostri colleghi di passione?

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Re: Lo stemma definitivo di S.S. Benedetto XVI

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 29 aprile 2005, 20:20

antonio_conti ha scritto:
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:(...)Il vecchio frate si inchina rispettoso, conscio dei propri limiti e della pochezza di sè. Testi blasonici alla mano, osa però tentare per codesto stemma un blasone di pregnanza scientifica: Di rosso, alla conchiglia d'oro, cappato ricurvo dello stesso: nel 1° una testa e collo recisa di moro, vestita, coronata e con un orecchino, il tutto di rosso; nel 2° un orso levato al naturale, caricato d'una soma di rosso, legata di nero.


Vedo, caro fra' Eusanio, che non ha tenuto conto dell'osservazione del signor Pigni sul tipo di corona, possiamo ritenere superfluo indicare il tipo di corona?

Il blasone ufficiale non la menziona affatto, il disegno la dà all'antica... :roll: chi prevale? Nel dubbio, il blasone "non ufficiale" segue quello ufficiale... è prassi personale e consolidata del vecchio frate.

Quanto alla testa di moro, il blasone ufficiale la descrive come "collarinata", lei come "vestita"... Pietro Guelfi Camaiani definisce "collarinato" l'animale che porta un collare... povero moro... meglio vestito!

Hai centrato in pieno la risposta! :wink:

In conclusione, la cosa che mi preme di più. Il nostro caro orso... il blasone ufficiale non ci dice quale posizione assume, lei lo definisce levato (attributo dell'orso "rampante"), ma a me sembra che l'attuale posizione sia solo una rotazione di quella precedente assunta nell'arma cardinalizia.
E' scorretto definirlo "passante in banda"?

Sì, :oops: lo è... per come sta messo ora, in rapporto agli assi dello scudo, esso è un levato bello e buono!

D'altra parte la leggenda non prevede un orso che (una volta caricato del bagaglio) si sia in qualche modo risentito... diciamo così... levato :lol:

Dati tutti gli :cry: "stravolgimenti" attraverso cui sono passate le figure dell'ex stemma cardinalizio, chi è che dovrebbe levarsi maggiormente, secondo te? :roll:

Che ne pensa?, che ne pensano i nostri colleghi di passione?
Cordialmente
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Messaggioda pierfe » venerdì 29 aprile 2005, 21:53

LO STEMMA DI BENEDETTO XVI

GIORGIO ALDRIGHETTI (1)


L’Osservatore Romano di giovedì 28 aprile, a pagina 6, porta un ampio articolo di mons. Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, arcivescovo titolare di Tuscania, già nunzio apostolico, sullo stemma di Papa Benedetto XVI.
Osservando lo stemma riportato in bianco e nero e leggendo, poi, l’articolo, mi sono reso conto che ci troviamo in presenza di una svolta epocale nell’araldica ecclesiastica, in quanto la tiara non timbra più lo scudo papale. Ma andiamo con ordine.
Lo scudo di Benedetto XVI che era, in precedenza, “inquartato”, contiene delle figure araldiche che egli aveva già nel suo stemma di arcivescovo di Monaco e Frisinga (1977-1982), e poi da cardinale prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (1982-2005).
Tali figure, caricate ora in un “cappato di rosso e d’oro”, sono la conchiglia di san Giacomo, il moro di Frisinga e l’orso di Corbiniano, tutti elementi che richiamano le antiche tradizioni della sua patria bavarese e parte del suo vissuto biografico.
La conchiglia, si riferisce anzitutto a una famosa leggenda che riguarda sant’Agostino. Si racconta, infatti, che mentre questi passeggiava lungo la riva del mare, meditando sull’imperscrutabile mistero della Trinità di Dio, incontrò un fanciullo che con una conchiglia stava versando l’acqua del mare in una piccola buca. A quel punto il santo, sorridendo davanti all’impossibilità di un tale tentativo, si sentì dire dal fanciullo: tanto poco questa buca può contenere l'acqua del mare, quanto poco la tua ragione può afferrare il mistero di Dio.
Allo stesso tempo il simbolo si ricollega alla personalità di Joseph Ratzinger come teologo e all’inizio della sua carriera scientifica. Nel 1953 egli conseguì il dottorato in teologia sotto la guida del professor Gottlieb Soehngen presso l’Università di Monaco con una dissertazione su “Popolo e
Casa di Dio nella Dottrina della Chiesa di sant’Agostino”.
La conchiglia, inoltre, è da secoli il simbolo primario del pellegrino e Benedetto XVI desidera calcare le orme di Giovanni Paolo II, che fu grande pellegrino in ogni parte del mondo.
Come “conchiglia del pellegrino”, fa anche riferimento ad un concetto centrale del Concilio Vaticano II, cioè il “popolo di Dio pellegrinante”, di cui l’allora arcivescovo Ratzinger, e ora Benedetto XVI, si riconosce pastore. Come arcivescovo egli aveva inserito intenzionalmente questo simbolo nel suo stemma anche come “conchiglia di san Giacomo”, simbolo dei pellegrini di Compostella.
La conchiglia è anche il simbolo caricato nello stemma dell’antico “Convento degli Scozzesi” (“Schottenkloster”) a Ratisbona, dove ora si trova il seminario diocesano. In questo modo essa ricorda anche una tappa della vita del Papa e la sua attività come docente di teologia. Dal 1969 fino alla sua nomina ad arcivescovo di Monaco e Frisinga, egli, infatti, insegnò Dogmatica e Storia dei Dogmi presso l’Università di Ratisbona.
L’altra figura è il “moro di Frisinga”, “Caput Aethiopum” (la testa di un etiope): la testa di moro coronata caricava lo stemma dell’antica Diocesi-principato di Frisinga nel 1316 ai tempi del vescovo Corrado III, e successivamente ripresa da tutti gli arcivescovi di Monaco e Frisinga, a partire dal 1817 anno del “Concordato Bavarese”, che segna l’atto di nascita della Arcidiocesi.
Vi è infine l’orso con il basto, il cosiddetto “orso di Corbiniano”. Esso si riferisce a una leggenda relativa al vescovo Corbiniano, giunto da Arpajon, nei pressi di Chartres, intorno al 724 per annunciare il Vangelo nell’antica Baviera, il quale viene venerato come padre spirituale e patrono dell’Arcidiocesi.
In particolare di lui si racconta una leggenda legata al suo secondo viaggio verso Roma, allorché un orso attaccò e divorò la sua bestia da soma. Si racconta che il Santo comandò allora alla belva di portare fino a Roma il suo bagaglio, prima di lasciarlo libero una volta giunto a destinazione.
Una nota dell’Arcidiocesi di Monaco e Frisinga, diffusa in questi giorni, così spiega: “Il significato è chiaro. Il cristianesimo ammansì e addomesticò il selvaggio paganesimo e pose così nell’antica Baviera i fondamenti di una grande cultura”.
L’orso di Corbiniano, come ha affermato lo stesso Ratzinger, richiama anche una delle meditazioni sui Salmi di sant'Agostino (354-430), per la precisione quella ai versetti 22 e 23 del salmo 72 (73), in cui Agostino vedeva espressi “il peso e la speranza della sua vita”, così come “il carico del suo servizio episcopale”: “Un animale da tiro sono davanti a te, per te, e proprio così io sono vicino a te”.
L' orso con il carico, che sostituì il cavallo, o più probabilmente il mulo di san Corbiniano, divenendo - contro la sua volontà - il suo animale da soma, non era e non è un’immagine di quel che deve essere e di quel che sono? “Sono divenuto per te come una bestia da soma e proprio così io sono in tutto e per sempre vicino a te”, scriveva il cardinal Ratzinger.
Per la blasonatura, mons. Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, sempre nell’articolo de L’Osservatore Romano, così recita: “Lo scudo dello stemma papale può quindi essere descritto (“blasonato”) secondo il linguaggio araldico nel seguente modo: Di rosso, cappato di oro, alla conchiglia dello stesso; la cappa destra, alla testa di moro al naturale, coronata e collarinata di rosso; la cappa sinistra, all’orso al naturale, lampassato e caricato di un fardello di rosso, cinghiato di nero”.
A tal riguardo mi sia permesso evidenziare che nel disegno, in bianco e nero, dello stemma di Benedetto XVI, che figura ne L’Osservatore Romano, di giovedì 28 aprile, manca, tra l’altro l’indicazioni degli smalti, ad esclusione del di rosso (le fitte linee verticali) e del d’argento (che non porta alcun segno);.il “cappato” è abbassato in quanto la cappa scende oltre la metà dei due lati dello scudo; per la conchiglia bisogna precisare che è quella di S. Giacomo; non trovo corretto il termine “cappa destra” e “cappa sinistra”; ritengo, invece opportuno blasonare nel canton destro del capo, nel canton sinistro del capo…; per la testa di moro, mons. Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, sempre nel saggio, scrive testualmente: “testa di moro al naturale (ovvero di colore bruno)”. Mi sia, invece, consentito affermare che, in araldica, le teste di moro vanno, invece, smaltate di nero. Sempre mons. Cordero Lanza di Montezemolo omette, poi, nella blasonatura, che la corona risulta “all’antica, a sei vette” e la presenza di un anello nell’orecchio della testa del moro.
L’orso, ancora, è nella positura in banda e nello scudo non figura cinghiato. Bisogna, perciò, descrivere in banda, poiché tale animale non figura nelle normali positure di passante o di ritto.
Per il lampassato di rosso, ricordo che non figura il simbolo di tale smalto nel disegno dello scudo, come, d’altro canto, la conchiglia non porta il tratteggio di oro, bensì d’argento; lo stesso dicasi per i campi dei due cantoni…
Mons. Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, riporta nel suo saggio, solo la blasonatura dello scudo e non degli ornamenti esteriori.
Pur in presenza di un’arme che non porta tutti i segni convenzionali indicanti gli smalti, mi permetto offrire la seguente blasonatura dello stemma di Benedetto XVI: “Di rosso, cappato abbassato d’oro, alla conchiglia di S. Giacomo, dell’ultimo. Il canton destro del capo, alla testa di moro al naturale, coronata all’antica di sei vette, collarinata e con l’orecchio anellato, il tutto di rosso; il canton sinistro del capo all’orso al naturale, posto in banda, lampassato e caricato di un fardello, il tutto di rosso.
Lo scudo è accollato dalle chiavi pontificie, una d’oro e l’altra d’argento, decussate, addossate, gli ingegni, traforati a forma di croce, in alto, rivolti a destra e a sinistra, e legate da un cordone di rosso, terminante, d’ambo le parti, con una nappa dello stesso. Lo scudo è timbrato dalla mitra d’argento, ornata da un montante e da tre traverse d’oro, la prima al capo, l’ultima in punta; dalla mitra pendono due infule svolazzanti di rosso e frangiate d’oro, caricate ciascuna da una crocetta greca, dell’ultimo; lo scudo è accollato in punta dal pallio d’argento, frangiato di nero, a tre croci greche, dell’ultimo”.
Il motto di Benedetto XVI rimane: «Cooperatores Veritatis», ma non compare nello stemma papale, secondo la comune tradizione degli stemmi dei Romani Pontefici.
Come si vede, tra gli ornamenti esteriori dello scudo del Romano Pontefice, compaiono, novità assoluta, la mitra ed il pallio , mentre figurano le chiavi e scompare la tiara . Siamo in presenza, quindi, di una svolta epocale nell’araldica ecclesiastica, in quanto la tiara ha sempre timbrato lo scudo papale, fin dagli albori dell’araldica.
Nel mentre convengo che dal pontificato di Paolo VI, la tiara non è stata più usata, sostituita dalla mitra, rappresento, però, il vivo rammarico dello sparuto numero di araldisti, nel veder scomparire per sempre quello che è stato il più insigne fra gli ornamenti esteriori araldici ecclesiastici.
Ma nella vita terrena, ovviamente, nulla è inamovibile.


(1) Il comm. Giorgio Aldrighetti, Socio Ordinario dell'Istituto Araldico Genealogico Italiano, membro del Comitato Scientifico di NOBILTA' e dell'ENCICLOPEDIA DELLE FAMIGLIE STORICHE ITALIANE. Autore di oltre una sessantina fra monografie e saggi di contenuto araldi.
Per incarico delle rispettive amministrazioni ha curato l’istruttoria storico-araldica per il riconoscimento, con decreto del Presidente della Repubblica, degli emblemi di diversi enti territoriali e morali, tra i quali la Provincia ed il Comune di Venezia.
Ha curato, altresì, l’ideazione, la blasonatura e l’esegesi di numerosi stemmi ecclesiastici, come quello dell’em.mo cardinale Giovanni Cheli, Città del Vaticano, dell’em.mo cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia, dell’ecc.mo mons. Dino De Antoni, arcivescovo metropolita di Gorizia, dell’ecc.mo mons. Ioannis Spiteris, arcivescovo metropolita di Corfù-Zante-Cefalonia e amministratore apostolico del Vicariato Apostolico di Tessalonica, dell’ecc.mo mons. Bruno Andrea Mazzocato, vescovo di Treviso e dell’ecc.mo mons. Paul Hinder vescovo ausiliare del Vicariato Apostolico di Arabia.
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Re: Lo stemma definitivo di S.S. Benedetto XVI

Messaggioda Cottoneum » venerdì 29 aprile 2005, 22:25

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Gio Cairo ha scritto:
Alessio Bruno Bedini ha scritto:... purtroppo a pochi importa al giorno d'oggi di una blasonatura corretta..

Una blasonatura corretta è il primo passo importante nella vita.
(Parafrasando Oscar Wilde, senza entrare nel blasfemo, spero)


Araldicamente hai detto tutt'altro che una blasfemia, caro Gio, anzi!


Grazie! :oops:
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Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 30 aprile 2005, 22:33

A questo punto non posso fare altro che chinarmi alla volontà del Santo Padre ed accettare umilmente la Sua decisione di sacrificare il triregno. Dopo averci pensato, devo ammettere di concordare con il sempre puntuale Enrico Forlanini.
L'araldica dimostra ogni giorno di sapersi adattare ai tempi, pur mantenendo una forte storia e tradizione.
Dispiace anche per la scelta dell'eliminazione del troncato ondato. Sarebbe interessante scoprirne le motivaizoni.
Cordialmente
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Messaggioda Karl von Blaas » lunedì 2 maggio 2005, 10:01

Qualche osservazione "fuori dal coro" apparsa su un forum araldico
estero rileva alcune oggettive perplessità e se pensiamo che ancora ieri il
drappo usato da Sua Santità non recava il suo "nuovo stemma"..........


http://www.scotsheraldry.com/Forum/Show ... sp?ID=8107

HABEMUS PAPAM
Posted by: Guy Selvester
Date: 29 April 2005

There has been NO OFFICIAL WORD FROM THE VATICAN. Abp . Montezemolo can give
all the interviews he wants explaining his ignorant monstrosity but he
doesn't speak for the Pope...not even in l'Osservatore Romano which is the
UNofficial paper of the Vatican . The Sala Stampa makes all the official
pronouncements for the Holy See and they've said nothing yet .

Besides, the tiara will never disappear as the symbol of the Papacy . The
arms themselves may be set but the external ornaments are, in fact, open to
artist interpretation . They tried this with John Paul II after Heim did his
arms . In the Papal Apartment itself (and I've been there several times and
seen it with my own eyes) the arms of John Paul II had been depicted above
the door to the study with a mitre . Also, in the floor of St . Peter's
Basilica there is a depiction of JP2's arms near the font, again, with a
mitre. However, at the end of the day the design with the tiara won out.

There is no denying that this Pope now has arms being promulgated with a
mitre instead of a tiara but, for the UMPTEENTH time that does not mean the
tiara is out!

P.S.: The Vatican website has added a biography page to the Pope's part of
their website . Interesting that there they are still using his arms as a
cardinal NOT the Montezemolo mess.
Karl von Blaas
 
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Messaggioda antonio_conti » lunedì 2 maggio 2005, 13:27

Gentile von Blaas, la ringrazio moltissimo per l'interessante segnalazione!
La scoperta di quest'altro Forum è particolarmente gustosa.
Ho letto (per come ho potuto -sic!-) i numerosi interventi ed ho piacevolmente riscontrato un andamento pressoché identico della discussione rispetto a quanto avvenuto sul nostro Forum Iagi.
Alcune differenze le ho riscontrate -diciamo così- nei toni, ben meno blandi di quelli usati (anche da me) per quanto riguarda il disegnatore e l'ideatore dell'arma di Benedetto XVI, e più caustici su alcuni aspetti (l'orso è definito simile ad un ratto... io l'ho paragonato ad un tapiro... ).
Anche la discussione (più seria ) sulla tiara e sul pallio, appare meno arrendevole di come l'abbiamo resa noi. Per quanto mi riguarda credo di aver capito che il papa ha in materia un'autorità assoluta. Il timbro del papa non trova una normazione specifica (o sbaglio?), a differenza dei timbri degli stemmi dei prelati, quindi non sarebbe nemmeno necessario emanare una nuova disposizione in merito.
Eppure nel Forum scozzese le critiche sono arrivate a sostenere una sorta di illegittimità di questi cambiamenti.
In particolare il post di Guy Selvester che lei ci ha trasmesso sembrerebbe indicare una non definitiva decisione sul timbro dell'arma di Benedetto XVI.
E' vero che Monsignor Lanza Cordero di Montezemolo non può parlare per il papa, e nemmeno l'Osservatore Romano (in un certo senso), ma ormai immagino che alcuni "documenti materiali araldici" dovrebbero essere stati realizzati: il sigillo di Benedetto XVI, quale arma vede rappresentata, con quale timbro sullo scudo?
La presenza di alcuni stemmi di Giovanni Paolo II con la mitra, segnalati da Guy Selvester, sono decisamente interessanti, ma se non mi sbaglio, la Chiesa Cattolica (ovverosia l'insieme dei fedeli) ed il Mondo intero, hanno potuto vedere solo l'arma di papa Giovanni Paolo II con il triregno e non con la tiara.
Quegli stemmi sono dunque una singolare espressione artistica, seppure realizzata per luoghi di assoluta importanza, ma laddove l'araldica papale ha svolto un ruolo ufficiale, con Giovanni Paolo II, si è sempre vista un triregno.
Al contrario il disegno pubblicato da l'Osservatore Romano, e l'intervista dell'Autore, sembrerebbero i primi passi di uno stemma ufficiale.
Sarà l'ultimo, il definitivo? Forse con Benedetto XVI sì, chissà cosa faranno i suoi successori?

In un post della discussione nel forum scozzese si parlava del pallio e della astrazione araldica.
Convengo -naturalmente-. nel mio disegno riportato sopra ho fatto riferimento ad una fotografia del papa (pallio effettivamente usato, non necessariamente araldico, quindi) per risolvere un dubbio che mi era sorto confrontando alcuni disegni al tratto ed altri a colori.
Vedremo se il pallio nell'arma di Benedetto XVI avrà le croci rosse o nere.

Ancora grazie per la segnalazione,

cordialmente

Antonio Conti
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Messaggioda Karl von Blaas » lunedì 2 maggio 2005, 14:05

Gentlissimo Signor Conti,

non vorrei essere in seguito smentito, ma dall'"aria" che tira nei corridoi apostolici credo, e sottolineo CREDO, che anche la versione del Nunzio Montezzemolo possa risultare in un prossimo futuro una semplice "espressione artistica" che potrebbe essere definita "liturgica" dell'araldista autore........

Non mi risulta che allo stato siano apparse versione dello stemma pontificio in altri documenti ufficiali, oltre a quelli a noi già noti. Anzi, sul sito web della Santa Sede risulta ancora lo stemma cardinalizio, credo non senza un giustificato motivo.

Cordiali saluti.
Karl von Blaas
 
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Messaggioda antonio_conti » lunedì 2 maggio 2005, 14:44

... dunque non ancora fumata bianca?... :?
Attendiamo allora altri atti ufficiali che ci facciano dormire sogni araldici più tranquilli...
In effetti questa attesa (con le relative discussioni di contorno) rendono i nostri sogni un po' più allegramente movimentati :lol: .

Cordialmente

Antonio Conti
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Messaggioda pierfe » lunedì 2 maggio 2005, 14:58

Karl von Blaas ha scritto:Gentlissimo Signor Conti,

non vorrei essere in seguito smentito, ma dall'"aria" che tira nei corridoi apostolici credo, e sottolineo CREDO, che anche la versione del Nunzio Montezzemolo possa risultare in un prossimo futuro una semplice "espressione artistica" che potrebbe essere definita "liturgica" dell'araldista autore........

Non mi risulta che allo stato siano apparse versione dello stemma pontificio in altri documenti ufficiali, oltre a quelli a noi già noti. Anzi, sul sito web della Santa Sede risulta ancora lo stemma cardinalizio, credo non senza un giustificato motivo.

Cordiali saluti.


Ma vi sembra possibile che la prudenza sempre dimostrata dalla Chiesa possa cambiare quanto ha già permesso di vedere su inviti ufficiali di importantissime cerimonie pontificie (inizio pontificato), o di far scrivere sulla voce ufficiale della Santa Sede (L'Osservatore Romano) ad un Arcivescovo di tutto rispetto conclusioni veramente impegnative per spiegare il mutamento di ornamenti importanti ed usati per circa 700 anni?

Neglio ultimi quarant'anni ho visto una Chiesa ben diversa da quella che avevo visto da bambino, una Chiesa più vicina alla primitiva tradizione storica, un abbandono di "vuoti ornamenti" per ristabilire l'essenziale.

Si può discutere sull'abilità artistica del disegnatore che non ha ben realizzato alcune figure, ma è pur vero che esistono tanti disegnatori araldici che sono semplici fumettisti, o poveri di contenuto, o peggio ancora nemmeno capaci di rappresentare bene una idea.

Ma anche se sono uno dei pochi (ma non fra quelli che vivono da dentro la Chiesa, i quali hanno accettato con entusiasmo l'innovazioni) ad approvare l'evoluzione araldica voluta dal Santo Padre (ripeto dal Santo Padre che fa qui dell'araldica qualcosa di vivo, un linquaggio vivo ed in evoluzione e non destinato a morire all'interno delle biblioteche o dei musei) continuo ad apprezzare questo mutamento che non rinnega il passato ma ne converva la memoria storica.
Questo mutamento come Cattolico praticante lo trovo così pieno di simboli e così vicino al nostro mondo che cambia in un continuo vortice di rinnovamenti. Nel volersi rendere leggibile all'uomo di oggi, il Papa, ripeto, non ha rinnegato la tradizione, ma lascia nella mitra una memoria di un passato che non esiste più ma che fa parte della storia.
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