Come era fatto lo stemma di Francesco Petrarca?

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Come era fatto lo stemma di Francesco Petrarca?

Messaggioda StefanoM » martedì 27 marzo 2007, 19:27

Apro una piccola parentesi.Sarei interessato a conoscere lo stemmma del famoso letterato Fiorentino e dellla sua casata, qualcuno potrebbbe darmi una mano? Chi erano i Petrarca?

Grazie
Cordialità :wink:
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Messaggioda mcs » martedì 27 marzo 2007, 19:54

Gent.mo :P ,

se ne era gia accennato in questo forum un pò di tempo fa...

Immagine

...e più precisamente http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=3280 ... :wink:

mcs
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Messaggioda StefanoM » mercoledì 28 marzo 2007, 13:18

E'un buon inizio carissima mcs :wink:

Ma...siamo sicuri che sia lo stemma dei Petrarca? :?

Non dico questo perchè ne conosco altri.

E se fosse solo una attribuzione?

Stimatissimi signori, voi che ne pensate?

Cordialità

StefanoM :D
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Re: Come era fatto lo stemma di Francesco Petrarca?

Messaggioda Antonio De Battisti » martedì 23 agosto 2011, 23:20

Gentile StefanoM,
allego la blasonatura e lo stemma.

PETRARCA di Firenze (Crollalanza)
Arma : D'oro, all'orso rampante di nero, tenente fra le branche anteriori tre pomi di rosso.
Immagine

Alcune notizie.


Cordiali saluti
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Re:

Messaggioda Tilius » mercoledì 24 agosto 2011, 18:05

mcs ha scritto:Gent.mo :P ,

se ne era gia accennato in questo forum un pò di tempo fa...

Immagine

...e più precisamente http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=3280 ... :wink:

mcs


Se la tomba del Petrarca é ad Arquà, questa memoria funebre (seicentesca?) invece dove si colloca?
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Re: Come era fatto lo stemma di Francesco Petrarca?

Messaggioda bardo » mercoledì 24 agosto 2011, 18:41

Il cenotafio si trova nel Duomo di Parma, e venne fatto erigere nel 1713 dal canonico Niccolò Cicognari.
Qual è lo stemma dei conti Cicognari di Parma? [hmm.gif]

un saluto ;)
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Re: Come era fatto lo stemma di Francesco Petrarca?

Messaggioda bardo » mercoledì 24 agosto 2011, 20:11

Sullo stemma in questione:

... e di sotto nel mezzo vi sta l'Arme gentilizia di lui [di Petrarca, n.d.R.], che, se diam fede alla testimonianza di Gauges di Gozze, da Pesaro, riferito da Monsignor Tommasini (a), era una banda di rosso con una stella al di sopra. Egli è ben vero, che l'Abate Gamurrini (b) asserisce, che lo stemma gentilizio del Petrarca fosse in campo d'oro un orso rampante, che era appunto l'arme della famiglia dell'Ancisa, della cui consorteria egli è assai probabile, che fosse anche quella dello stesso Petrarca; oltre di che dell'arme dell'Orso se ne vede il disegno nella sua casa d'Arquà, rapportato pure dal Tommasini a carte 122 del suo Petrarca Redivivo, giusta l'edizione accresciuta del 1650.

(a) Petrarca Redivivo, cap. I, p. 8
(b) Istoria genealogica delle famiglie nobili toscane e umbre, vol. II, p. 415

[da Giornale de' letterati d'Italia, tomo XV, 1713, p. 174]

un saluto ;)
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Re: Come era fatto lo stemma di Francesco Petrarca?

Messaggioda bardo » mercoledì 24 agosto 2011, 20:42

Questo è ciò che scrive Eugenio Gamurrini:

La casa dell'Ancisa porta per arme in Campo d'Oro un Orso nero ritto, tenendo tra le due branche d'avanti una fiamma di fuoco al naturale; e sopra il Cimiero una testa d'Orso nera retta da due Orsi del medesimo colore.

dall'Istoria genealogica delle famiglie nobili toscane e umbre, vol. II, p. 432

un ssaluto ;)
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Re: Come era fatto lo stemma di Francesco Petrarca?

Messaggioda loxnotar » venerdì 26 agosto 2011, 20:11

Il Bisnonno del Petrarca era notaio in firenze e si chiamava Garzo.Originario di cortona ha scritto il primo laudario che si conosca in lingua volgare.La famiglia si Chiama "Garzo" e possiede un proprio stemma ,anzi due per l'esattezza.Sono conservati nell'archivio storico (di Stato) di Siena.Cosa mi sapete dire cortesi amici di questa famiglia??
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Re: Come era fatto lo stemma di Francesco Petrarca?

Messaggioda Franco Benucci » sabato 27 agosto 2011, 12:29

bardo ha scritto: l'Arme gentilizia di lui [di Petrarca, n.d.R.], se diam fede alla testimonianza di Gauges di Gozze, da Pesaro, riferito da Monsignor Tommasini (a), era una banda di rosso con una stella al di sopra. Egli è ben vero, che l'Abate Gamurrini (b) asserisce, che lo stemma gentilizio del Petrarca fosse in campo d'oro un orso rampante, che era appunto l'arme della famiglia dell'Ancisa, della cui consorteria egli è assai probabile, che fosse anche quella dello stesso Petrarca; oltre di che dell'arme dell'Orso se ne vede il disegno nella sua casa d'Arquà, rapportato pure dal Tommasini a carte 122 del suo Petrarca Redivivo, giusta l'edizione accresciuta del 1650.
(a) Petrarca Redivivo, cap. I, p. 8
(b) Istoria genealogica delle famiglie nobili toscane e umbre, vol. II, p. 415

[da Giornale de' letterati d'Italia, tomo XV, 1713, p. 174]


Allora, Tomasini 1650 fino a metà della settimana prossima mi è inattingibile, però nella princeps del 1635:
a p. 8 non si parla affatto dell'arma familiare di Petrarca, ma solo del nome e della genealogia;
a p. 6 si parla dell'Ancisa, ma non come 'consorteria' familiare, bensì come toponimo: Ancisa o Incisa (Valdarno) Florentini agri vicum, e solo per discutere e rigettare la versione divulgata da Voss che lo diceva nato lì: Incisa, dice Tomasini, è troppo vicino a Firenze (solo 13 miglia, circa 25 km) perché i suoi potessero vivere lì da esiliati, infatti è nato ad Arezzo ecc. ecc. (dall'Ancisa -e non da Cortona- era forse originario il bisnonno Garzo -di nome e non di 'cognome'-, ma di questo Tomasini non parla);
a p. 122 si parla di Giustina Levi Perotta da Sassoferrato e del suo affetto letterario per Petrarca (cap. XVII).
L'unica raffigurazione araldica è a p. 134 (cap. XIX, Arquadae Collis vicus et Petrarchae domicilium), nell'immagine della fontana di Arquà, poeticamente descritta a p. 133-135, certamente preesistente al soggiorno del poeta, ma tuttora chiamata 'fontana di Petrarca' e di cui una tradizione poetica narra che sia stata fatta scaturire da Amore per compensarne la perdita e testimoniare che gli amanti non possono por freno alle lacrime neppure da morti: longos miserata nimis Libitina labores pallenti clausit lumina fessa manu. Risit Amor, furtim et subductos condit ocellos non procul a tumulo, magne Petrarca, tuo: iussit, et irriguos lympha manare perenni, fallere et urentes caetere membra rogos. Splendide fons, miseros semper testabere amantes ponere nec lachrymis funere posse modum.
Ecco la fontana oggi, sullo sfondo, col lavatoio in primo piano:Immagine
Ed eccola come la raffigurava l'incisione riprodotta da Tomasini:Immagine
si noti il distico, forse di Antonio Querenghi (ma vedi sotto), Fonti Numen inest, Hospes venerare liquorem unde bibens cecinit digna Petrarcha Deis 'Un nume abita in questa fonte: straniero venera quest'acqua, bevendo la quale Petrarca poté cantare cose degne degli dei (versi divini)', e si noti il dettaglio araldico sulla sinistra:
Immagine
benché le iniziali invoglierebbero a ricondurlo a F(rancesco) P(etrarcha) (ma Tomasini non spende una sillaba sull'argomento e dice solo che "Iconem in Curiosorum gratiam hic damus") l'animale raffigurato non sembra affatto un orso, piuttosto un cavallo o un bue, e in realtà dovrebbe essere un maiale: ritengo infatti che la serie araldica si riferisca ai Vicari di Arquà sotto il cui mandato l'opera fu realizzata nella sua versione monumentale.
Dopo verifica della serie dei Vicari direi che F.P. era Francesco Porcellini, Vicario nel 1548-49 (arma parlante), e M.C. era Manfredino Conti, Vicario nel 1547-48: le date quadrano bene con l'aspetto stilistico degli stemmi (al centro invece Vicariatus Arquadae, con arma civica già allora illeggibile: oggi di tutta la serie non è rimasto nulla :-( )
Franco Benucci
 

Re: Come era fatto lo stemma di Francesco Petrarca?

Messaggioda Franco Benucci » martedì 30 agosto 2011, 17:37

Allora, ho verificato anche l'edizione ampliata del 1650 ed effettivamente a p. 8 è riportata l'insegna gentilizia già discussa: una trave sotto una stella:
Immagine
Per quanto riguarda gli smalti non saprei quanta fiducia dare al tratteggio della banda, dato che per il campo e per la stella non è indicato nulla. A quest'epoca potrebbe anche essere una generica indicazione di "colore più scuro".

Invece per p. 122, si conferma quanto era sospettabile: l'immagine lì riportata non è della casa di Arquà, ma della stessa fontana già vista e discussa sopra, che per effetto dell'ampliamento del testo è passata da p. 134 a p. 122 (e così gli altri riferimenti: l'Ancisa è finita a p. 5-6, la descrizione della fontana a p. 118-119, ecc.)
Immagine
Quanto a quest'ultima, l'edizione 1650 specifica che il distico è di Lazzaro Bonamico (c. 1477-1552) -e non di Antonio Querenghi (1546-1633) come racconta la tradizione locale citata nel post precedente- ulteriore conferma della datazione (e attribuzione) degli stemmi suggerita sopra. Il componimento poetico sull'origine della fonte, anche questo parzialmente citato sopra, è invece di Marc'Antonio Romito, jc e letterato, contemporaneo di Tomasini.
Quindi, per quanto riguarda Tomasini, banda con stella 1 : orso con fuoco 0. Palla a Gauges de Gozze... ;)
Franco Benucci
 


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