antonio33 ha scritto:Ebbene sì, proprio mi chiedo quale senso abbia, oggi, nel mondo in cui si vive, l'esser nobili, per titoli o diritto, d'indole o d'animo, come volete.
Insomma, l'esser nobili comporta dirittura morale, onestà, buona educazione, correttezza, serietà, disponibilità verso il prossimo, rispetto per gli altri, e chi più ne ha più ne metta. E questi, credetemi, oggi son lussi assai costosi. E, oggi, chi ce lo fa fare? Cordialmente. Antonio
Discorso generico e - permettimi - molto approssimativo.
La nobiltà è prima d'ogni altra cosa composta da esseri umani. Questo comporta che nell'universo mondo nobiliare - sia de facto che d'animo o quant'altro - vi siano praticamente tutti i possibili tipi di uomo. Ci sono persone simpatiche, antipatiche, belle, brutte, ricche o spiantate, col culto degli avi o pregni di menefreghismo, onesti e truffatori, amorali fino al midollo oppure estremamente ligi, forti o deboli. C'è tutto lì dentro, dall' Alfa all'Omega.
Quando scrivi: "
Insomma, l'esser nobili comporta dirittura morale, onestà, buona educazione, correttezza, serietà, disponibilità verso il prossimo, rispetto per gli altri, e chi più ne ha più ne metta." mi fai venire in mente mio nonno materno che era un po' di tutto questo condensato in un corpo umano. . .ma era tutto fuorchè nobile. . .e quindi come la mettiamo??
Tornando agli svantaggi concordo con Gens Valeria: alcuni svantaggi ci sono, come in ogni cosa, ma probabilmente sono meno rilevanti dei vantaggi.