Franco Benucci ha scritto:Mica poi tanto di fantasia [...]
Quel che si inendeva dire è che la latinizzazione del nome seguiva molti possibili percorsi (e con ulteriori differenze in base al luogo e all'epoca):
- traduzione latina del significato del nome (il caso di Corso se si fosse assunto
Cursus,us: è in un certo senso analogo al procedimento che portò a stemmi parlanti);
- formazione ex novo di un cognome a partire da alcune caratteristiche dell'individuo (fisiche, morali, origine, nascita: ma questo è più relativo a soprannomi, poi magari venutisi a sostituire al cognome originario e per processo inverso rivolgarizzati; può essere il caso di
Cochlaeus)
- semplice latinizzazione della forma, in genere assumendo le declinazioni più comuni (p.e. se mi chiamo Bertoldo diverrò
Bertoldus,i; e mi pare sia il caso di Corso divenuto
Cursus,i).
- ecc...
Così se mi chiamo Tromba, potrò diventare
Tuba,ae o
Bucina,ae o
Lituus,i ma anche semplicemente
Tromba,ae (o magari un più virile
Trombus,i), vuoi per disinteresse nel richiamarsi al significato del nome, vuoi per semplice ignoranza del "latinizzatore". O potevo per circostanze varie finire per essere latinizzato in modo ancora diverso.