antonio_conti ha scritto:Peccato che di quel codice non sia stata pubblicata un'edizione a stampa, o anche solo in DVD
E' veramente un peccato, anche perchè questo è già stato fatto per altre opere concepite e realizzate alla corte di Sigismondo Pandolfo, come ad esempio il
De Re militari di Roberto Valturio, di cui una bella edizione corredata da dvd e saggi critici è stata pubblicata qualche anno fa per le edizioni Guaraldi.
E sul lavoro di Predonzani, confermo, davvero ottimo.
L'unico esempio di cimiero piumato malatestiano, ancora oggi visibile, è quello presente nella Rocca di Montefiore Conca. Questo stemma attribuibile a Malatesta Ungaro è molto particolare anche per la presenza, tra piume ed elmo, del cuscino o origliere, elemento assolutamente non comune negli stemmi malatestiani (lo si può osservare nei primi sigilli di Malatesta da Verucchio). Per quanto riguarda l'elefante crestato bicipite, nel Tempio Malatestiano lo si ritrova relativamente spesso: l'esempio forse più celebre è quello al di sopra della superba tomba di Isotta degli Atti (più nascosto, si trova anche su quella di Sigismondo Pandolfo). E' da notare che anche il ramo dei Malatesta Marchesi di Roncofreddo utilizzò questa tipologia di cimiero per timbrare i propri scudi (vedi gli stemmi conservati a Roncofreddo, Montiano e Montecodruzzo relativi a Giacomo Malatesta, primo Marchese di Roncofreddo).
Curioso il fatto che le bande scaccate si ritrovino unicamente sui drappi delle trombe, mentre è un
fiorire di rose, cifre SI (o SY) e quello che si potrebbe chiamare un troncato dentato di rosso e di verde (?):


un saluto

Luca