In attesa di conoscere quali sono esattamente gli smalti dello stemma di Benedetto XVI, mi permetto di fare alcune considerazioni sullo stemma del nuovo papa, per come appare.
Salve sempre possibili brisure delle singole armi che compongono l’arma di Benedetto XVI, possiamo ben notare come non ci sia stata sostanziale modifica del contenuto, anche se si passa da un inquartato di tre armi a un interzato delle medesime, con la piacevole soluzione del “bell'interzato ricurvo in mantello” (cit. fra’ Eusanio).
A colpo d’occhio la conchiglia assume un ruolo di maggiore rilevanza (come io avrei auspicato… seguendo – mi sia permesso- l’indicazione di mons. Heim)… chissà se il troncato ondato è effettivamente scomparso o se è stato omesso per eccessiva stilizzazione del disegno? Sono rimasti anche i riferimenti alla diocesi bavarese, inconsueti, almeno per ora, visto che i casi... le eccezioni non amate da mons. Heim... aumentano…
Quanto agli ornamenti esteriori, mi sia consentito di definirli orribili. Gli ingegni delle chiavi (soprattutto) farebbero impallidire, non solo un amante dell’araldica, ma anche in tecnico della CISA.
Ho trovato molto interessante quanto indicato da Pier Felice circa le ragioni delle scelte araldiche di Benedetto XVI, se quella disegnata a timbrate lo scudo è una mitra e non una tiara stilizzata (in araldica l’eccessiva naturalità delle figure disturba se non è addirittura bandita… ma questa “stilizzazione”…), si tratterebbe certo di una “rivoluzione” araldica non da poco.
Dal punto di vista pastorale ed ecumenico mi sembrerebbe un gesto di grande significato, anche se di clamoroso impatto araldico.
La tiara accompagna l’arma dei papi dal sorgere dell’araldica in ambito pontificio (ma ha origini ben più antiche, se come bianco cappello frigio viene citato nel falso della Donazione Costantiniana risalente all’VIII secolo).
Sia che la tiara avesse origini imperiali, sia avesse origini sacerdotali (i dubbi sull’argomento restano), è certo che il triregno (la tiara con tre corone) ebbe una valenza prevalentemente (meglio, esclusivamente) temporale. Innocenzo III definì la tiara stessa emblema del potere temporale e la mitra emblema del sacerdozio, cosicché il papa che possedeva entrambi questi emblemi aveva la pienezza della potestà.
Che il disegno “stilizzato” mostri una mitra vescovile con una certa decorazione, oppure una tiara con tre diademi (circulus) privi di perle e fioroni, uniti da una striscia verticale (titulus), saranno i prossimi disegni dell’arma papale a chiarirlo, per ora resta il dubbio.
Se ciò che timbra lo scudo di Benedetto XVI è una mitra, e non una tiara, appare ancor più logica la presenza del pallio, per le ragioni già ampiamente riportate.
Un’ultima considerazione riguarda l’affermazione di Pier Felice: “
Ora dopo le tante discussioni - come vi avevo detto - che hanno lasciato il tempo che trovano... vi invito a fare serie considerazioni sullo stemma papale visto che questo Papa già dall'inizio ci presenta grandi novità...”
A parte le novità (francamente araldicamente impensabili) relative agli elementi esteriori dell’arma di Benedetto XVI, le nostre precedenti discussioni hanno riguardato le ipotesi (araldicamente possibili) relative a quale arma avrebbe assunto il nuovo papa, discussioni interessanti e che non mi sembra abbiano “lasciato il tempo che trovano...”

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In conclusione devo esprimere una dichiarazione di voto.
Ho votato sì al sondaggio, ma solo per quanto riguarda il contenuto dello scudo. Sulle scelte in ordine alla tiara o alla mitra ed alla presenza del pallio, mi rimetto certo all’autorità del papa, pur con le considerazioni che ho svolto sopra.
Per quanto riguarda lo stile del disegno delle chiavi voterei no senza incertezza alcuna, mentre sul disegno della tiara o della mitra, attendo di sapere che cosa è

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Cordialmente
Antonio Conti