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Arrigo il Pacifico ha scritto: Esistevano anche in altri ambiti territoriali italiani leggi del genere? Arrigo
pierluigic ha scritto:conosco questi libri che portano elenchi di famiglie
libri d'oro delle citta' di Pontremoli e Modigliana Bruno Casini Edizioni del centro culturale apuano
i libri d'oro delle citta' di Pistoia Prato e Pescia Bruno Casini Edizioni del centro culturale apuano
i libri d'oro della nobilta fiorentina e fiesolana Bruno Casini Edizioni Arnaud
non ricordo quali altri libri d'oro delle citta' toscane siano stati editi
un frettoloso saluto
pierluigi c
Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Arrigo il Pacifico ha scritto: Esistevano anche in altri ambiti territoriali italiani leggi del genere? Arrigo
Per il Regno delle Due Sicilie ho trovato questo interessantissimo volume:
http://books.google.it/books?id=1p4uAAA ... q=&f=false.
A presto.
PMMO
fabrizio guinzio ha scritto: La legge sulla nobiltà e cittadinanza emanata nel 1750 dal Granduca Francesco II(di Lorena, nota mia) distingueva per la prima volta i nobili dai cittadini, riservando ai nobili il primo e più distinto onore(la Signoria), nelle 14 città nobili, Firenze, Siena, Pisa, Pistoia, Arezzo, Volterra, Cortona, San Sepolcro, Montepulciano, Colle, San Miniato, Prato, Livorno e Pescia (cui poi furono aggiunte Pontremoli, Modigliana, Fiesole, Pietrasanta e Fivizzano).

contegufo ha scritto:venduta ai Medici del granducato di Toscana nel 1847 dal figlio di Maria Luisa, Carlo Ludovico di Borbone Parma, compresa una rinomata quadreria andata poi in parte ad arredare Palazzo Pitti in Firenze
La quadreria del Palazzo era formata da vari gruppi di opere accumulatisi nel corso del tempo. Al periodo della Repubblica risaliva il nucleo più antico, costituito da quadri di pittori del manierismo toscano, e pittori lucchesi del ‘600. Con la soppressione di molti enti religiosi fra 1808 e il 1809 confluirono nel Palazzo una grande quantità di opere di genere sacro e di varie epoche e stili che furono immagazzinate ma solo in minima parte utilizzate nell’arredo. Carlo Lodovico di Borbone costituì una nuova raccolta ospitata nelle ultime due sale dell’appartamento della Regina. La collezione era formata da circa 150 dipinti con opere rastrellate sul territorio lucchese (collezioni di famiglie lucchesi, da chiese e conventi) e un grosso gruppo proveniente dalla collezione Albani. Infine alcune grandi tele contemporanee di pittori locali, commissionate dai duchi, furono raggruppate nella sala degli Staffieri. La galleria fu messa in vendita dal Duca Carlo Lodovico fra il 1836 ed il 1844 a Londra, per fare fronte ai debiti che aveva accumulato. Il duca si rifiutò di cederla in blocco agli intermediari della National Gallery, poi a quelli del Duca di Northunberland che offriva quasi due milioni di franchi. I quadri furono venduti separatamente a prezzi irrisori, andarono dispersi e oggi sono solo in minima parte rintracciabili. Alla partenza da Lucca, Carlo Lodovico portò via con sé un nutrito numero di opere dei primi del ‘400 che aveva raccolto sempre dal territorio lucchese per ornare le cappelle ortodosse di Lucca e di Marlia. Nel 1848 Leopoldo II, Granduca di Toscana, divenuto sovrano di Lucca, volle riparare in qualche modo alla gravissima dispersione; fece trasferire nel Palazzo una selezionata scelta di tele provenienti dalla guardaroba delle Regie Ville e le rese immediatamente visibili aprendo al pubblico il Palazzo Ducale.
Nel periodo unitario questa raccolta assieme alle opere superstiti confluì nella nuova pinacoteca pubblica alloggiata nel Quartiere del Trono e inaugurata nel 1875. La pinacoteca fu trasferita un secolo dopo nell’attuale sede di Palazzo Mansi.

Il successore Carlo Lodovico fu un personaggio contraddittorio. Cresciuto sotto il rigido controllo della madre, dimostrò vivaci propensioni intellettuali ma al momento della successione si rivelò un regnante latitante. Preferiva all'impegno di governo viaggi, divertimenti e compagnie sconvenienti che facevano chiaccherare mezza Europa; fu un grande scialacquatore di ricchezze. Per un certo periodo della vita, si convertì segretamente al protestantesimo, per questo favorì la costruzione di una chiesa anglicana a Bagni di Lucca. Nel 1847 lasciò Lucca rapinandola di innumerevoli opere d'arte e libri, solo in minima parte recuperati.
Ormai detronizzato, morì a Nizza il 17 Maggio del 1883.

contegufo ha scritto:......grazie a Mr. Tilius per le precisazioni e sempre attento a sottolineare errori ed omissioni del prossimo

La Repubblica lucchese fondata 6 aprile 1369 dopo la liberazione dal giogo pisano terminava così la sua storia di stato indipendente era il 1847. Quella che era stata una florida repubblica finì malamente la propria esperienza grazie alla oculata gestione di mani straniere.

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