Due campanelli del XVI secolo

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Re: Due campanelli del XVI secolo

Messaggioda Franco Benucci » venerdì 17 giugno 2011, 0:01

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Suggerisco una descrizione blasonica come questa:
Interzato doppio nebuloso minuto in fascia d'azzurro, di verde e d'argento. Al capo di rosso, all'aquila di nero, illuminata d'argento, tenente nel rostro un breve al naturale, svolazzante sopra la testa.


Non è interzato in fascia, né per la geometria (una divisione in 3 fasce uguali prende dentro più (o meno, a seconda dei casi) di una ricorrenza blu-verde-bianco, ma questo dipende dall'inaccuratezza del disegnatore), né per il ripetersi della successione, fingendo che la divisione regolare in 3 sia possibile (dall'alto, 1: blu-verde-bianco, 2: bianco-blu-verde, 3: verde-bianco e basta), né per la struttura, che è binaria e non ternaria (successione blu-verde-bianco ripetuta 2 volte).
Come dirlo? Forse troncato nebuloso, alle fasce doppio(contro)nebulose d'azzurro, di verde e d'argento ripetute identiche nel primo e nel secondo?

P.S. ma che la famiglia del campanello sia questa l'hai trovato documentato da qualche parte o è solo per la somiglianza, cioè per esclusione e/o fortuita coincidenza? Perché sul bronzo vedo solo 5 fasce nebulose e non 6 (ma la sesta possiamo immaginarla nascosta dai cartocci), gli smalti indicati sembrano solo 2 (liscio e puntinato) e non 3, e soprattutto l'aquila del capo non ha il cartiglio in bocca...
Ultima modifica di Franco Benucci il venerdì 17 giugno 2011, 16:40, modificato 1 volta in totale.
Franco Benucci
 

Re: Due campanelli del XVI secolo

Messaggioda Tilius » venerdì 17 giugno 2011, 8:40

Franco Benucci ha scritto:P.S. ma che la famiglia del campanello sia questa l'hai trovato documentato da qualche parte o è solo per la somiglianza, cioè per esclusione e/o fortuita coincidenza? Perché sul bronzo vedo solo 5 fasce nebulose e non 6 (ma la sesta possiamo immaginarla nascosta dai cartocci), gli smalti indicati sembrano solo 2 (liscio e puntnato) e non 3, e soprattutto l'aquila del capo non ha il cartiglio in bocca...


IL fatto che salvanel non abbia sulla famiglia mantovana "nessuna notizia" mi induce a pensare che sia esclusione data dal fatto che lo stemma mantovano assomiglia un po' di più (ma sempre assomiglia...) rispetto a quanto assomigli lo stemma da Porto.
Anche se la comune collocazione vicentina dei Grandi esecutori e dei da Porto possibili committenti mi mantiene questi ultimi come candidati preferenziali.
IMHO, of course.
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Re: Due campanelli del XVI secolo

Messaggioda Salvanèl » venerdì 17 giugno 2011, 15:32

P.S. ma che la famiglia del campanello sia questa l'hai trovato documentato da qualche parte o è solo per la somiglianza, cioè per esclusione e/o fortuita coincidenza? ...


Franco carissimo,

e puntiglioso. Ma hai ragione. Mi son preso la briga in questi ultimi mesi di controllare tutti gli stemmari e i molti repertori che posseggo (in originale o in fotocopia o digitalizzati), quelli di alcune biblioteche italiane e consultato vari siti araldici nella rete. L'unico stemma che "più si avvicina" a quello del campanello è l'arma dei Celerati di Mantova. Stemma che ho trovato, come si può facilmente riconoscere dallo stile particolare dell'artista, in uno dei numerosi codici fuggeriani della Nazionale di Monaco. E solo li. Dato per scontato che non ci fossero dubbi sull'altro stemma del campanello con le due bisce appartenente ai Bissaro/Bissari ho fatto ricerche su quest'ultima famiglia. Non c'è molto per quel che ne so, pur essendo una famiglia importante estinta nel 1859. E non sono riuscito a ritrovarne l'archivio (SIAS) ma solo 200 carte superstiti alla Bertoliana. Distrutto o confluito forse in quello di qualche altra famiglia che lo ha ereditato e ancora in possesso di privati. Ma per problemi famigliari ho un ristretto raggio d'azione. Quel che è certo è solo che all'epoca avevano possedimenti e interessi nel Mantovano. Troppo poco dirai. Per questo avevo gettato l'esca Celerati.

Perché sul bronzo vedo solo 5 fasce nebulose e non 6 (ma la sesta possiamo immaginarla nascosta dai cartocci), gli smalti indicati sembrano solo 2 (liscio e puntnato) e non 3, e soprattutto l'aquila del capo non ha il cartiglio in bocca

Sulla realizzazione degli stemmi da parte degli artisti (pittori, disegnatori, incisori, e scultori in particolare) ci sarebbe molto da dire e da scrivere. E probabilmente me ne occuperò appena possibile utilizzando il vasto materiale trentino e tirolese che ho raccolto soprattutto negli ultimi vent'anni. In breve, quando lo stemma non corrisponde a quello "regolare" credo di poter dire trattarsi o di errore del committente (non sempre appartenente alla famiglia in questione) o dell'artista o della reinterpretazione di quest'ultimo (a seconda del mezzo usato). Per tornare al nostro stemma, anche tenendo presente il campanello della collezione Frick: il numero delle fasce nebulose credo possa variare da 5 a 6 senza compromettere la forma dello stemma "ideale"; il cartiglio imbeccato non è stato rappresentato probabilmente per mancanza di spazio (10x15 mm circa); all'epoca (secondo quarto del Cinquecento) non vengono ancora indicati gli smalti col tratteggio o il puntinato che qui serve soltanto per evidenziare plasticamente le fasce.
A proposito dell'invenzione del tratteggio araldico attribuita a Marc Vulson de la Colombière, perfezionata da Jacques Francquart e realizzata da Silvestro Pietrasanta nel 1637, ho un documento a stampa bresciano del 1583 che sembrerebbe anticipare di almeno 17 anni l'idea di Vulson. Ma ne parleremo in altra occasione.
Nell'attesa che qualcuno del forum mi segnali la presenza di alberi genealogici dei Bissari o mi dia qualche informazione sui Celerati.
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Re: Due campanelli del XVI secolo

Messaggioda Franco Benucci » venerdì 17 giugno 2011, 16:37

Salvanèl ha scritto: all'epoca (secondo quarto del Cinquecento) non vengono ancora indicati gli smalti col tratteggio o il puntinato che qui serve soltanto per evidenziare plasticamente le fasce.

Sì, non intendevo che rappresentassero argento e oro, ma solo la presenza di fasce di diverso colore: se i colori erano 3, mi aspetterei 3 modi diversi di rappresentarli, al di fuori delle successive convenzioni di tratteggio ecc. Non è che ai bronzisti mancasse la capacità tecnica di distinguere plasticamente 3 cose invece di 2...
Per il resto in generale sono d'accordo, anche se in questo caso il numero di 6 fasce sarebbe cruciale per la duplice ricorrenza tricromatica, soprattutto se non c'era posto per il cartiglio, anche quello cruciale per distinguere l'aquila Celerati da un capo dell'Impero...
Le 200 carte della Bertoliana le hai viste (per Pian delle Fugazze il raggio sarebbe abbastanza breve... ;)) o almeno ne conosci il contenuto? Magari un pezzo di albero è lì dentro...
Franco Benucci
 

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