Caro Antonio Conti,
rileggendoti mi accorgo che probabilmente ciò che intendevi era avere informazioni sui conti di Ghiaggiolo, l'ultima esponente della quale, Orabile, sposò Paolo il Bello, e non sui Guidi di Dovadola. Provvedo subito a colmare la lacuna con le informazioni sui Conti di Ghiaggiolo presenti nel volume.
I Conti di Ghiaggiolo discenderebbero dai duchi bizantini dell'antico Esarcato. I fratelli Pietro e Severo ricoprirono importanti posizioni di rilevo a Ravenna (X secolo). Avevano giurisdizione su Ravenna, Decimano, Bobbio (Sarsina), Comacchio, sui contadi di Forlì, Forlimpopoli, Cesena e Ficocle (l'antica Cervia). Ebbero posizioni contrastanti con l'imperatore Ottone III che spogliò Lamberto, figlio di Pietro, di tutti i possedimenti a favore di Gerberto d'Aurillac, arcivescovo di Ravenna. Il fratello di Lamberto, Uberto, fu vescovo di Forlì. Al 1021 risale l'investitura del
castrum Glazoli da parte dell'arcivescovo Eriberto ai figli di Severo.
Cent'anni più tardi, nel 1121, il castrum Glazoli risulta tra i possedimenti del conte Alberto, nipote di Lamberto, insieme ai castelli di Mustiola, Castelnuovo, Meldola, Dovadola e Monteacuto. Albertò donò tutto alla Chiesa ravennate, che subito, seguendo una prassi comune, lo investì dei medesimi beni. Nel 1158 Bonifacio, nipote di Alberto, ebbe comunque difficoltà a farsi investire dei possedimenti che all'epoca erano: Mustiola, Montesalto, Montevecchio, castrum Carlini e la pieve di Sant'Apollinare, i castelli di Massa, Santo Stefano e Monte Santo Stefano, Monte Scrutilio, Monte Paolo, il castello di Valdarca e di Ravaldino, Ghiaggiolo, Ranchio, Dovadola, Monteacuto e Meldola. Uberto figlio di Bonifacio ricorse allora all'imperatore Enrico VI attraverso il vicario imperiale Marcovaldo di Anweiler, e l'amicizia con potenti famiglie vicine come i Traversari ed i Malatesta.
Uberto, probabilmente - ma non vi è una prova certa - fu anche secondo marito di Matilde Malatesta, figlia di Malatesta e prozia di Malatesta da Verucchio. Ritroviamo Matilde in un rogito del 3 luglio 1199 (presso il Fantuzzi, II, p. 173, riportato dal Tonini) insieme al marito
Ubertis comitis diede in enfiteusi parte di un casamento a Ravenna. Nel 1221 l'imperatore diede ragione ad Uberto, e nel 1229 Lamberto figlio di Uberto ottenne l'investitura imperiale ed il titolo di conte. Da Lamberto e tal Beatrice nacquero Guido/Guidone e Beatrice.
Nel 1250 Guido adottò, e quindi legittimò col proprio testamento la figlia naturale Manentessa (futura moglie di Guido da Montefeltro) insieme alla di lei sorella Sapia, e nominò eredi i figli Uberto e Rannieri (+ ante 1269). Nel 1262 l'abate del monastero di Sant'Ellero di Galeata, dipendente dalla Chiesa di Ravenna, riscontrando il mancato pagamento del canone dovuto da parte di Uberto di Ghiaggiolo, concesse i beni della famiglia a Malatesta da Verucchio (metà del castello di Ghiaggiolo con la sua curia e le pertinenze, i castelli di Monte Pezzoli, Sambucheto, e tutto ciò che Uberto possedeva nel territorio di Galeata e della Pieve di San Pietro per conto del monastero, ed altri beni nel castelli di Cusercoli e le sue pertinenze. Furono esclusi i castelli di Valdarca, Mustiola e Aiola).
Uberto morì prematuramente senza eredi maschi, con solo una figlia, Orabile. L'arcivescovo Filippo allora concesse l'intero castello di Ghiaggiolo a Malatesta da Verucchio, che poi prestò giuramento alla Chiesa ravennate, assicurando per se stesso e per il figlio. Guido da Montefeltro, come parente più prossimo, era probabilmente anche il tutore legale di Beatrice. Da notare che fino al 1269 Guido da Montefeltro si definisce "conte di Montefeltro e Ghiaggiolo". Il 28 agosto 1269 Orabile
sive Beatrice, insieme all'ava Beatrice (moglie di Guido di Ghiaggiolo), alle zie Manentessa e Sapia ed allo zio Guido da Montefeltro, nella chiesa di Santa Croce ad Urbino cedè, insieme alle altre donne di famiglia, tutta l'eredità a Ludovico quondam Rinaldo delle Caminate, procuratore dei Malatesta.
Rimaneva solo da far sposare Orabile ad un Malatesta, e la scelta ricadde su
Paulus Pulcher.

Per quanto riguarda lo stemma familiare.. la vedo difficile! Ma non si può mai dire.

un saluto

Luca