Gentile Bardo,
la fonte è l' Enciclopedia storico-nobiliare del marchese Vittorio Spreti.
TIDI o
TITIArma :
Troncato : nel 1°scaccato di rosso e d'oro di 4 file ; nel 2°di azzurro alla banda d'argento carica di 3 rose di rosso.
Dimora : Firenze


La tradizione che i TIDI discendano da un TITO dei Malatesta di Rimini, non sembra troppo fondata, anche se ad avvalorarla concorse, nel 1685, una pubblica attestazione della Magistratura civica di San Sepolcro.
Il primo della famiglia che ricoprì in San Sepolcro la carica di gonfaloniere fu BARTOLOMEO, d'Agostino, nel 1535.
Simile onore godettero i suoi discendenti, non solo nel paese di origine, ma anche in Livorno, dove si trasferirono ai primi del '600 e dove PANDOLFO, di Federigo, fu gonfaloniere nel 1649.
Un nipote di questi, PANDOLFO, di Giovan Federigo, vestì per giustizia le divise di cavaliere stefaniano, il 26 luglio 1726.
La famiglia Tidi fu ascritta alla nobiltà di San Sepolcro con decreto 20 aprile 1761, e alla nobiltà di Livorno con decreto 23 marzo 1768.
La famiglia è iscritta nell' El. Uff. Nob. Ital. col titolo di
Nobile di Livorno (mf), in persona dei discendenti da Guido, di Federigo, di Roberto.
Non compare nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana (presumibilmente, estinta). [
N.d.R.]A titolo di curiosità, propongo la blasonatura di una famiglia omonima ravennate, fonte Crollalanza.
TITI di Ravenna
Arma :
D'azzurro, al leone d'oro, tenente colle branche anteriori una torcia dello stesso, accesa e fumante di rosso.

Cordiali saluti