Mons. Pizziol vescovo di Vicenza

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Mons. Pizziol vescovo di Vicenza

Messaggioda Guido5 » lunedì 18 aprile 2011, 17:04

CITTA' DEL VATICANO, 18 APR. 2011 (VIS). Sabato 16 aprile il Santo Padre ha nominato il Vescovo Beniamino Pizziol, finora Ausiliare di Venezia, Vescovo di Vicenza (superficie: 2.200; popolazione: 855.608; cattolici: 790.848; sacerdoti: 732; religiosi: 2.086; diaconi permanenti: 38).

Il numero di sabato del "Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede" precisa:
S.E. Mons. Beniamino Pizziol è nato a Ca’ Vio-Treporti, [comune di Cavallino-Treporti,] patriarcato e provincia di Venezia, il 15 giugno 1947. Ha percorso l’itinerario formativo nel Seminario Minore e Maggiore di Venezia fino all’ordinazione sacerdotale, ricevuta il 3 dicembre 1972 dall’allora Patriarca di Venezia, il Cardinale Albino Luciani. Da giovane chierico, ha ottenuto dal Cardinale Patriarca il permesso di svolgere un’attività lavorativa per breve periodo. Ha frequentato i corsi di Liturgia Pastorale presso l’Istituto Santa Giustina di Padova. Dal 1972 al 1987, è stato Vicario Parrocchiale. Dal 1987 al 2002, è stato Parroco di San Trovaso in Venezia e Incaricato della Pastorale Universitaria. Dal 1996 al 2002, è stato Assistente dell’AIMC e della FUCI. Dal 1997 al 2002, ha svolto l’incarico di Pro Vicario Foraneo. Dal 1999 al 2002, è stato Membro del Collegio dei Consultori. Dal 2002, è Vicario Generale di Venezia e Canonico Onorario di San Marco e dal 2007 Moderatore della curia patriarcale.
Eletto alla Chiesa titolare di Cittanova e nominato Ausiliare di Venezia il 15 gennaio 2008, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 24 febbraio successivo.

Lo stemma usato finora è quello che segue, dal quale - penso - scomparirà il "capo di san Marco". Aspettiamo indicazioni dall'amico Giorgio Aldrighetti...

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Ciao a tutti!
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Re: Mons. Pizziol vescovo di Vicenza

Messaggioda Giorgio Aldrighetti » lunedì 18 aprile 2011, 19:52

Grazie, come sempre, a Guido5.
Personalmente sono sempre stato fortemente dell'avviso che un prelato non dovrebbe mai modificare il suo stemma, anche se in realtà abbiamo casi numerosissimi di stemmi prelatizi modificati, per lo più in occasione di trasferimenti in altre sedi episcopali o per successive nomine a arcivescovo, patriarca o per essere stati creati cardinali.
Per mons. Pizziol, mi auguro che ciò non avvenga.
Per il capo di san Marco - di rosso al leone marciano passante d'oro - dovrebbe anch'esso mantenerlo poichè sta solo a significare che il presule è nativo di Venezia o delle isole limitrofe.
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Re: Mons. Pizziol vescovo di Vicenza

Messaggioda Lord Acton » lunedì 18 aprile 2011, 20:29

Guido5 ha scritto:S.E. Mons. Beniamino Pizziol è nato a Ca’ Vio-Treporti, [comune di Cavallino-Treporti,] patriarcato e provincia di Venezia, il 15 giugno 1947. [... omissis ...] Eletto alla Chiesa titolare di Cittanova e nominato Ausiliare di Venezia il 15 gennaio 2008, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 24 febbraio successivo.

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Re: Mons. Pizziol vescovo di Vicenza

Messaggioda Franco Benucci » lunedì 18 aprile 2011, 23:37

Giorgio Aldrighetti ha scritto:il capo di san Marco - di rosso al leone marciano passante d'oro - sta solo a significare che il presule è nativo di Venezia o delle isole limitrofe.

Mica tanto: sta a significare che è (o è stato) vescovo (o patriarca) di Venezia: con i papi è più macroscopico (vedi Pio X, Giovanni 23, GP1: tutti marcati in capo e nessuno nativo dell'estuario realtino) ma il meccanismo è lo stesso...
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Re: Mons. Pizziol vescovo di Vicenza

Messaggioda nicolad72 » martedì 19 aprile 2011, 10:40

Se ben ricordo quello stemma fu disegnato dal nostro Giorgio Aldrighetti...
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Re: Mons. Pizziol vescovo di Vicenza

Messaggioda Giorgio Aldrighetti » martedì 19 aprile 2011, 12:39

Ringrazio Nicola 72 che ricorda che ho ideato e blasonato lo stemma di mons. Beniamino Pizziol, ora vescovo eletto di Vicenza. come, d'altro canto, anche quello del cardinale patriarca di Venezia Angelo Scola.
A tal proposito, per il signor Franco Benucci c he, con sicurezza, riguardo al capo di S. Marco, afferma: "Mica tanto: sta a significare che è (o è stato) vescovo (o patriarca) di Venezia: con i papi è più macroscopico (vedi Pio X, Giovanni 23, GP1: tutti marcati in capo e nessuno nativo dell'estuario realtino) ma il meccanismo è lo stesso..." ricordo che l’insegna araldica del Patriarcato di Venezia è : “d’argento al leone marciano passante col libro, al naturale”, che solo i patriarchi veneziani la caricano al capo dei loro scudi, come l’attuale Emm. mo e rev. mo signor cardinale patriarca Angelo Scola; i vescovi originari di Venezia caricano, invece, nei loro stemmi il capo di san Marco: “di rosso al leone marciano passante col libro, il tutto d’oro”, come figura nello stemma episcopale del veneziano mons. Beniamino Pizziol, vescovo ausiliare di Venezia, in quanto nativo della città di Venezia o delle isole limitrofe.
Anche diventando patriarchi emeriti, come nel caso del card. Marcò Cè, o eletti al Sommo Pontificato, come nel caso di S. Pio X, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo I, si mantiene il “capo patriarcale di Venezia”: d’argento al leone marciano passante col libro, al naturale.
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Re: Mons. Pizziol vescovo di Vicenza

Messaggioda Tilius » martedì 19 aprile 2011, 12:46

Effettivamente, il capo patriarcale é d'argento...
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Re: Mons. Pizziol vescovo di Vicenza

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 19 aprile 2011, 12:53

Dobbiamo essere grati all'amico Giorgio, grande esperto di araldica veneziana, sia per il puntuale intervento chiarificatore, sia soprattutto per l'armonioso equilibrio dell'invenzione blasonica da lui concretizzata nello stemma Pizziol, esemplare per equilibrio armonico e ritmicità cromatica.

Circa l'uso cui si accenna:
Giorgio Aldrighetti ha scritto:(...) Anche diventando (...) eletti al Sommo Pontificato, come nel caso di S. Pio X, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo I, si mantiene il “capo patriarcale di Venezia”: d’argento al leone marciano passante col libro, al naturale.

...molto, troppo vi sarebbe da aggiungere e puntualizzare... 8-)

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Re: Mons. Pizziol vescovo di Vicenza

Messaggioda Giorgio Aldrighetti » martedì 19 aprile 2011, 15:00

Grazie di cuore all'amico frà Eusanio da Ocre per le benevole espressioni usatemi.
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Re: Mons. Pizziol vescovo di Vicenza

Messaggioda Franco Benucci » martedì 19 aprile 2011, 15:57

Giorgio Aldrighetti ha scritto:per il signor Franco Benucci c he, con sicurezza, riguardo al capo di S. Marco, afferma: "Mica tanto: sta a significare che è (o è stato) vescovo (o patriarca) di Venezia: con i papi è più macroscopico (vedi Pio X, Giovanni 23, GP1: tutti marcati in capo e nessuno nativo dell'estuario realtino) ma il meccanismo è lo stesso..." ricordo che l’insegna araldica del Patriarcato di Venezia è : “d’argento al leone marciano passante col libro, al naturale”, che solo i patriarchi veneziani la caricano al capo dei loro scudi, come l’attuale Emm. mo e rev. mo signor cardinale patriarca Angelo Scola; i vescovi originari di Venezia caricano, invece, nei loro stemmi il capo di san Marco: “di rosso al leone marciano passante col libro, il tutto d’oro”, come figura nello stemma episcopale del veneziano mons. Beniamino Pizziol, vescovo ausiliare di Venezia, in quanto nativo della città di Venezia o delle isole limitrofe. Anche diventando patriarchi emeriti, come nel caso del card. Marcò Cè, o eletti al Sommo Pontificato, come nel caso di S. Pio X, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo I, si mantiene il “capo patriarcale di Venezia”: d’argento al leone marciano passante col libro, al naturale.

Giusta puntualizzazione, grazie, non avevo riflettuto sul valore semantico del diverso colore del campo... imparata una cosa nuova... Citius emergit veritas ex errore quam ex confusione... ;)
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Re: Mons. Pizziol vescovo di Vicenza

Messaggioda Franco Benucci » martedì 19 aprile 2011, 23:42

Ma allora la domanda successiva è: quali/quanti sono i vescovi originari di Venezia e isole (come peraltro a rigore geografico Cavallino-Treporti non è, dato che a est c'è un fiume e non mare o laguna, ma va bene lo stesso: quando mons. Pizziol è nato era Comune di Venezia) che usano il capo di S.Marco rosso? E perché solo i veneziani e non ci sono capi di nascita anche per tutti gli altri?
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Re: Mons. Pizziol vescovo di Vicenza

Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 20 aprile 2011, 11:12

Tutti i casi di capo veneziano per vescovi originari della Serenissima non saprei citarteli con assoluta certezza. Alcuni esempi li abbiam visti in una precedente discussione dal titolo: "Informazioni sul capo di Venezia".
Quanto alla seconda domanda, la risposta che mi viene da offrire come più immediata (istintiva direi), è semplicemente questa: negli usi araldici e nel loro consolidarsi, molto, moltissimo conta l'imitazione. Tutto sta a che uno inizi, e poi un altro lo segua, e l'uso si consolida. La questione da porre allora potrebbe essere questa: cosa ha facilitato l'imporsi di un simile uso dopo i casi iniziali? Forse la risposta potrebbe risiedere semplicemente nella grande notorietà e nell'assoluta facilità di identificazione dell'emblema veneziano.
Infine, quanto ad altri casi di "capi" di origine, anche se non consolidati nell'uso, se ne possono osservare, sia pur raramente, ai nostri giorni. Un esempio interessante è quello di S. Ecc. Rev.ma Mons. Giovanni Paolo Benotto, Arcivescovo di Pisa, originario della stessa città, che già dai tempi del suo ministero episcopale nella Diocesi suburbicaria di Tivoli usava uno stemma con un "capo di Pisa":
Immagine
Essendo rimasto lo stemma invariato (eccetto, ovviamente, che negli ornamenti) nella promozione all'arcidiocesi toscana - secondo quanto Giorgio ritiene giusto che sia, in un pensiero che in linea generale condivido - se ne può leggere qualcosa qui:
http://www.diocesidipisa.it/index.php?o ... Itemid=297
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
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Re: Mons. Pizziol vescovo di Vicenza

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 20 aprile 2011, 18:17

Il capo di San Marco direi che è appropriato per un prelato veneto, un bel segno che è allo stesso tempo identitario e devozionale, un segno "affettivo" che travalica le questioni di protocollo.

Nello stemma, se mi posso permettere, risulta a mio parere meno gradevole le colorazione in "multicolor" :D delle ancore che crea un effetto un po' confuso, sebbene è lecito supporre vi sarà un significato allegorico alla base dei colori. Anche la loro dimesione assai ridotta alla fine le perde nell'immenso scudo bianco; una maggiore pienezza delle figure gioverebbe.

Saluti,

FJ
Ultima modifica di Franz Joseph von Trotta il mercoledì 20 aprile 2011, 18:23, modificato 1 volta in totale.
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Re: Mons. Pizziol vescovo di Vicenza

Messaggioda adj » mercoledì 20 aprile 2011, 18:22

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Nello stemma, se mi posso permettere, risulta a mio parere meno gradevole le colorazione in "multicolor" :D delle ancore che crea un effetto un po' confuso, sebbene è lecito supporre vi sarà un significato allegorico alla base dei colori. Anche la loro dimesione assai ridotta alla fine le perde nell'immenso scudo bianco; una maggiore pienezza delle figure gioverebbe.

La colorazione variata e la dimensione minuscola delle ancore avevano destato anche la mia perplessità.
adj
 

Re: Mons. Pizziol vescovo di Vicenza

Messaggioda Giorgio Aldrighetti » mercoledì 20 aprile 2011, 19:15

Le tre ancore caricate nel campo d'argento nello scudo episcopale di mons. Pizziol simboleggiano la Fede, (l’ancora d’azzurro) la Speranza (l’ancora di verde) e la Carità, (l’ancora di rosso), le tre virtù teologali, oltre a ricordare la località natia del presule, Treporti (Venezia).
Mi permetto inserire anche la relativa blasonatura dello stemma: D’argento alla stella di otto raggi, di rosso, accompagnata in punta da tre ancore, poste 2, 1, la prima d’azzurro, la seconda di verde, la terza di rosso; al capo di san Marco: di rosso al leone passante, alato e nimbato, movente dalla partizione, tenente con la zampa anteriore destra il libro aperto recante le parole nella prima facciata, in quattro righe, PAX TIBI MARCE, nella seconda facciata, similmente in quattro righe, EVANGELISTA MEUS, il tutto d’oro, con la scritta in lettere maiuscole romane di nero.
Lo scudo, accollato ad una croce astile d’oro, è timbrato da un cappello di verde, con cordoni e nappe dello stesso, in numero di dodici, disposte sei per parte, in tre ordini di 1, 2, 3.
Sotto lo scudo, nella lista bifida e svolazzante d’argento, il motto in lettere maiuscole di nero: “DEUS CARITAS EST”.
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