Riforma Pontificia 1736

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Riforma Pontificia 1736

Messaggioda RFVS » giovedì 31 marzo 2011, 9:50

l'amico FP ed io stiamo cercando informazioni su una riforma pontificia del 1736.

se ne parla nel sito http://www.maas.ccr.it/ProgettoRinasco/inventarionline/html/frosinone/Alatri1e2.html

Non riusciamo bene a capire - perchè il testo non è chiarissimo - se sia stata una riforma per tutto lo Stato Pontificio oppure specifica per Alatri.

Io opto per la seconda ipotesi.

che ne dite?
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Re: Riforma Pontificia 1736

Messaggioda FP » giovedì 31 marzo 2011, 10:41

Grazie per il topic caro RFVS! Io propendo più per la prima ipotesi ma sono indeciso... [glasses3.gif]
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Re: Riforma Pontificia 1736

Messaggioda RFVS » martedì 5 aprile 2011, 7:03

nessuno degli amici esperti di cose pontificie sa dirci nulla su questa riforma?
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Re: Riforma Pontificia 1736

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 5 aprile 2011, 8:21

Caro Riccardo,

direi riforma meramente locale anche se questo non significa che nel medesimo periodo non vi siano state riforme simili o dissimili in altre citta' soggette al Pontefice.
Ho avuto modo di visionare le carte relative alla riforma del Governo in altra citta' dello Stato della Chiesa oltre ai documenti relativi ad una ulteriore citta'. Non mi sembra vi sia coincidenza di riforme od un sistema unico.
Cordialmente,

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Re: Riforma Pontificia 1736

Messaggioda FP » martedì 5 aprile 2011, 8:53

Cronista di Livonia ha scritto:direi riforma meramente locale anche se questo non significa che nel medesimo periodo non vi siano state riforme simili o dissimili in altre citta' soggette al Pontefice.
Ho avuto modo di visionare le carte relative alla riforma del Governo in altra citta' dello Stato della Chiesa oltre ai documenti relativi ad una ulteriore citta'. Non mi sembra vi sia coincidenza di riforme od un sistema unico.


La quasi totalità delle comunità pontificie libere dell'epoca aveva una separazione dei ceti, ma in effetti questi ceti partecipavano al governo cittadino in maniera diversa da luogo a luogo...fu così fino all'abolizione degli statuti comunali nel 1816. Per questo un'eventuale riforma del 1736 sarebbe interessante da studiare.
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Re: Riforma Pontificia 1736

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 5 aprile 2011, 9:41

Dal sito indicato:

In questo periodo si colloca la principale riforma istituzionale pontificia del XVIII secolo: infatti nel 1736 fu istituita la magistratura dei 3 Conservatori, eletti ed affiancati dal Consiglio dei 40, diviso in tre ceti (ciascuno nominava un Conservatore).

Nel caso quasi coevo (1739) da me visionato si mirava a riordinare, dopo una richiesta di ascrizione alla nobilta' cittadina che era finita davanti al Governatore Generale della Marca, un'amministrazione cittadina non ben funzionante anche per via della presenza di nobili non-residenti.
Anche li si opto' per una divisione in 3 ceti dei 40 consiglieri (nobili), ma vi era un Gonfaloniere eletto tra i membri dle primo ceto e Priori eletti tra i membri dei primi due ceti.
Date le differenze e le motivazioni alla base della riforma da me visionata direi che si tratta di una mera coincidenza e non gia' di una sistematica riforma di tutti i governi cittadini degli Stati pontifici.
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Re: Riforma Pontificia 1736

Messaggioda FP » martedì 5 aprile 2011, 9:57

L'espressione sottolineata è quella che mi ha fatto dubitare:

Cronista di Livonia ha scritto:In questo periodo si colloca la principale riforma istituzionale pontificia del XVIII secolo: infatti nel 1736 fu istituita la magistratura dei 3 Conservatori, eletti ed affiancati dal Consiglio dei 40, diviso in tre ceti (ciascuno nominava un Conservatore).


Forse era una riforma di carattere, per così dire, distrettuale...
Visto che ci siamo glielo chiedo: nel caso da Lei esaminato, risulta che sia Gonfalonieri (primo ceto) che Priori (primo e secondo ceto) fossero nobili? Insomma, entrambe le cariche erano nobilitanti o bisogna fare delle distinzioni? Se guardiamo, ad esempio, bolla e chirografo di Benedetto XIV leggiamo che gli aggregati ai Consigli Generali erano considerati nobili e gli ascritti alle magistrature nobili patrizi...in questi editti il pontefice non fece riferimento ai ceti. Possiamo desurmene che in ogni caso i magistrati delle comunità fossero patrizi e i consiglieri nobili?

Ecco gli estratti:

La Bolla Benedettina [Benedetto XIV – 4 gennaio 1746], ad indicare l’onoranza relativa alle alte cariche municipali, così si esprime: “Pro eu quod pertinet ad Patriciatus sive Nobilitatis concessionem”.

Nel chirografo del 1757 di Benedetto XIV si dice che si consente l’ammissione nel Consiglio Generale di Senigallia (composto da soli nobili) di quelle famiglie che “proveranno l’antica loro aggregazione al consiglio [generale] di qualche altra città o terra ragguardevole”.


Non fa riferimento all'istituto di separazione dei ceti e non specifica che, per essere considerati nobili, bisognava essere aggregati e anche far parte di un ceto particolare...
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Re: Riforma Pontificia 1736

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 5 aprile 2011, 10:33

Nel caso da me visionato erano tutti nobili (non vi erano ne plebei ne patrizi). I Consiglieri rappresentavano la nobilta' cittadina residente (ca. 40 famiglie). Al primo ceto erano ascritte le famiglie piu' importanti e ricche e giu' a scendere.
La bolla di Clemente XII istitui' quello che fu definito un regime estremamente conservatore ed aristocratico (forse il piu' conservatore ed aristocratico della Marca pontificia), che andava a riformare un pre-esistente governo aristocratico.
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Re: Riforma Pontificia 1736

Messaggioda FP » martedì 5 aprile 2011, 10:49

Cronista di Livonia ha scritto:Nel caso da me visionato erano tutti nobili (non vi erano ne plebei ne patrizi). I Consiglieri rappresentavano la nobilta' cittadina residente (ca. 40 famiglie). Al primo ceto erano ascritte le famiglie piu' importanti e ricche e giu' a scendere.
La bolla di Clemente XII istitui' quello che fu definito un regime estremamente conservatore ed aristocratico (forse il piu' conservatore ed aristocratico della Marca pontificia), che andava a riformare un pre-esistente governo aristocratico.


Grazie; potrebbe dire di che città si tratta?
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Re: Riforma Pontificia 1736

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 5 aprile 2011, 11:08

Ho inviato un MP con vari riferimenti.
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Re: Riforma Pontificia 1736

Messaggioda RFVS » martedì 5 aprile 2011, 12:13

in effetti ho pensato anche io che si trattasse di una riforma pontificia locale e ne sono sempre più convinto.

Franz, potresti girarmi il mp del gentile Cronista di Livonia sulla cittadina marchigiana?! Del resto quella è la mia zona d'azione :-)
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Re: Riforma Pontificia 1736

Messaggioda FP » martedì 5 aprile 2011, 21:37

Oggi ho visto l'elenco degli elettori e degli eleggibili di una terra pontificia del 1850. E' molto interessante; divide i possidenti in tre classi di contribuzione e riporta età, professione, paternità ed eventuali impedimenti ad esercitare le cariche civiche. Una cosa mi chiedo: se quelli sono tutti i possidenti (gli elenchi dei possidenti eleggibili sono previsti anche dalla Circolare del 1831, art. 8, la quale impone di aggiornarli ogni anno), come si faceva, senza un opportuno elenco, a stabilire quali non possidenti potevano essere aggregati al consiglio, dato che quest'ultimo poteva essere formato per 1/3 da non possidenti?
Ultima modifica di FP il mercoledì 6 aprile 2011, 10:15, modificato 1 volta in totale.
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Re: Riforma Pontificia 1736

Messaggioda RFVS » mercoledì 6 aprile 2011, 9:08

Devo essere sincero, per le questioni riguardanti i non-possidenti non mi sono mai informato molto [ops.gif] forse esisteva un elenco specifico come per i possidenti.

Comunque - sto scrivendo dall'ufficio quindi non posso consultare il mio archivio - se non ricordo male proprio con il 1850 entrò in funzione il nuovo metodo di elezione dei consiglieri, che divenne esclusivamente su base censuaria.
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Re: Riforma Pontificia 1736

Messaggioda FP » mercoledì 6 aprile 2011, 10:21

RFVS ha scritto:... se non ricordo male proprio con il 1850 entrò in funzione il nuovo metodo di elezione dei consiglieri, che divenne esclusivamente su base censuaria.


Quest'ultimo fatto non lo sapevo; potresti confermarmelo più tardi?
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Re: Riforma Pontificia 1736

Messaggioda FP » mercoledì 6 aprile 2011, 10:38

Intanto ti cito la nota circolare del 1831:

Art. 8: Gli elenchi dei possidenti dovranno essere rettificati in ogni anno. Non verranno compresi ne' medesimi i possessori de' beni attualmente ecclesiastici, ed i luoghi pii. [...] Gli ecclesiastici aventi beni propri potranno essere nominati consiglieri al pari di qualunque altro possidente con permesso dell'Ordinario.

Nella circolare del 1833:

La prima operazione da farsi nel consiglio, quando si compie il biennio, sarà l'estrazione dei consiglieri [...] Quindi rettificati gli elenchi degli elegibili, secondo l'Art. 8 [suddetto], si formeranno le terne dei consiglieri nuovi [...]

Quello che mi dici mi suona strano in quanto leggo, ne "I documenti per la storia d'Italia con prospetti", di Carlo Pace, 1869:

Il primo giorno di ottobre fu pubblicato in Roma il motuproprio [del 1847] del papa concernente l'organizzazione del Consiglio e Senato di Roma. Eccone il preambolo e le disposizioni: [...] In ciascuno dei due primi biennii escono dal medesimo cinque fra i consiglieri tanto della prima, che della terza classe di possidenti, undici fra quei della seconda classe dei medesimi, ed altrettanti fra i consiglieri non possidenti.

Dal precedente estratto si evince come ancora nel 1847, quindi poco prima del 1850, i possidenti fossero ancora divisi in tre classi. Dagli altri due estratti vediamo invece come gli elenchi degli eleggibili fossero proprio gli elenchi dei possidenti. Continuo dunque a chiedermi dove fossero i non possidenti [nonono.gif]
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