Nel volume III delle
Memorie storiche della città e dell'antico ducato della Mirandola (1876) vi sono numerosi rimandi alla famiglia Quistelli e a molti suo esponenti:
http://www.archive.org/stream/memoriest ... 5/mode/2upRiporto i passi più importanti che abbracciano il periodo che ti interessa.

p. XX
E' pur meritevole di ricordo il privilegio Imperiale concesso nel 25 febbrajo 1432 ad Amorotto, Ferraguto e Taddeo Arnoldi detti Quistelli originarii di Zurigo e da gran tempo stabiliti nella Mirandola.
p. 14
1523. - [...] Godeva quel principe [Giovanni Francesco II Pico della Mirandola 1469-1533, n.d.r.] letteratissimo della conversazione d'uomini dotti e letterati, fra i quali, oltre il P. Domenico tedeschi Mirandolano, eravi il Padre Luca Bettini Fiorentino, il P. Nicolò Michelozio e il P. Leandro Alberti Bolognese, noti per le opere loro, massime l'ultimo per la
Descrizione dell'Italia. Furono questi i primi ad abitare detto luogo, ed assistere la fabbrica, nel qual mentre il P. Tedeschi e leandro abitavano nell'Ospitale di s. Maria Bianca, ufficiando la cappella del Rosario eretta nel Duomo prossimo e n'udivano le confessioni con tale assistenza, divozione ed esemplarierità che incitavano tutti, e massime
Gio. Marsilio Quistelli governatore di quel pio luogo, [...].
p. 16
1528. - In quest'anno a' 13 Agosto restò la Mirandola priva del signor
Marsilio Quistelli, che ancor dalla tradizione viene celebrato per l'insigne sua nobiltà, saviezza e liberalità verso poveri, vedove e pupilli, de' quali era il rifugio e padre, come ne accenna l'elogio posto al suo sepolcro nella chiesa di s. Francesco (2).
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(2) Questa iscrizione non esiste più in detta chiesa. Si trova però stampata nelle
Memorie del P. Flaminio da Parma t. II. p. 31. N. X.
p. 22
1535. - Quest'anno ritrovandosi nella Mirandola presso il signor Galeotto Monsignore Capo d'Istria concesse a chi farà limosina per il proseguimento della fabbrica di detto Oratorio, a chi lo visiterà, o interverrà ai divini uffizj, alle messe vi si dicono o alle processioni sue, quaranta giorni d'indulgenza, e di questa concessione e grazia ne fu rogato il magnifico Gio. Maria Arnoldi alias Possidonj notaro della Mirandola. Anzi essendo padrino di detta compagnia il nobile Lodovico Papazzoni, aveva ottenuto dal predetto conte Galeotto diciassette biolche di terra ronchiva chiamata
la Saldella alli Roncadelli, confine il canaletto, la via comune, Taddeo Sonzinello e gli eredi del magnifico
Gio. Marsilio Quistelli sotto il 27 Agosto 1535 per Girolamo dell'Osanna [...].
pp. 23-24
1544. - [...] Nelli stessi anni circa, un
Alfonso Quistelli eccellente giureconsulto aveva grande stima, ed impieghi riguardevoli presso i signori duchi di Firenze, che lo costituirono Giudice di Siena, e
Lodovico suo figlio, emulo delle qualità paterne, fu in Roma degnissimo prelato, e chierico di Camera apostolica.
pp. 30-31
Non debbo più differire l'onor dovuto alla nobil donna
Lucrezia Quistelli di Mirandola, di cui erano pronipoti Alfonso, e fratello Lodovico, chierico di Camera apostolica nel 1544. Questa, alle nobili sue prerogative natali, v'aggiunse un genio distinto al disegno e alla pittura, avendone appreso i rudimenti da Alessandro Allori allievo del famoso Bronzino, che ella seppe lavorare di sua mano assai belli quadri e ritratti degni d'esser lodati da chi possiede a perfezione quell'arte, come accenna Giorgio Vasari (p. 3. t. 1. f. 179) e Gioacchino Sandrat nella sua Accademia de' Pittori (t. 2 c. 22. f. 192) con le seguenti parole:
Lucretia Quistelli Mirandulana, uxor Comitis Clementis Petrae pictoriam (artem...?) similiter didicisse a quondam Alexandro Allorio, qui discipulus fuerat Bronsini cuiusdam, ut colore oleario multas faceret effigies sua laude dignissimas. Il detto conte Clemente di Pavia in occasione del suo accasamento colla detta Lucrezia stabilissi in Mirandola. (1)
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(1) Il Tiraboschi Bib. Mod. t. IV. p. 318 ripete le parole del Vasari e dice che non gli è avvenuto di rinvenire sù di essa niun altra notizia. Nel Dizionario degli Architetti Pittori etc, edito in Milano dallo Schiepatti nel 1830 pag. 210 si legge che l'Allori consigliò Lucrezia "ad occuparsi esclusivamente dei ritratti che sapeva fare somigliantissimi. Eseguendo i consigli del maestro conseguì quella celebrità che ottenuta non avrebbe se si fosse avventurata nella pericolosa impresa di far quadri di storia". A lei si attribuisce un buon dipinto di s. Lucia e di altri santi ora esistente nella Galleria Municipale per gentilezza dei nob. signori Avvocati Agostino e Cesare Sforza di Reggio Emilia. L'ab. Zani nell'Enciclopedia Metodica parte 1, vol. 1, Parma Tip. Duc. 1819, pag. 364, prende abbaglio dicendo che Lucrezia era nativa di Carpi. Ella trasse i natali alla Mirandola nel 19 ottobre 1585 da Alfonso Quistelli e da Giulia dè Santi.
p. 48
1578. - Intendendo Errigo re di Francia le virtù e qualità del signor
Orazio Quistelli della Mirandola lo giudicò degno del suo Ordine di s. Michele, e ne ragguagliò di questa sua degnazione il signor Cornelio Bentivoglio, comettendogli conferirgli il collare, come da sua lettera data in parigi li 20 Agosto 1578. (Ex Arch. Masetti).
p. 49
1581. - Nell'anno 1581 nella Mirandola seguirono due nobili matrimonii, il primo li 23 aprile Aprile fra il conte Alfonso Fontanella da Parma e la signora Veronica figlia dell'illustrissimo e eminentissimo signor cardinale di Correggio: l'altro del cavalier
Orazio Quistelli colla signora Ranea Borgonovi colla presenza del signor cardinale Gambara, del preposto, di tutta casa Pica li 29 Giugno, a' quali s'aggiunse il terzo del famoso dott. Camillo Lepidi colla signora Lodovica Fini.
p. 85
1603. - [...] Le cose riguardanti il politico ed economico, e pubblico e privato camminavano con felicità; al pari l'anno fu abbondante in tutti i raccolti, sebbene mancassero di vita in città soggetti riguardevoli per molte qualità, fra quali il signor Sartorio Loschi segretario segreto del principe, insigne in lettere e politica, il signor Claudio Pedoca (fratello del vescovo) che esercitava la medica per suo genio, il signor
Fulvio Quistelli capitano della guardia del principe, [...].
p. 119
1628. - [...] Noi pure perdessimo il signor
Francesco Quistelli, signor Lodovico Panigadi, e il capitano Federico Chiaveni, ed altre persone qualificate
1629. - [...] Li 27 [febbraio, n.d.r.] maggior fu la sorte della principessa Virginia Pico che sen volò al cielo. - Il giorno seguente mancò il signor
Gio. Alfonso Quistelli, [...].
p. 123
1630. - [...] Noi perdessimo il principino Francesco Stefano figlio di Galeotto e della Maria Cybo li 25 Settembre, di cui nel principio dell'anno 1629, cui fece l'esequie il P.
Daniello Quistelli, e li 28 fu seppellito nella chiesa di S. Francesco che li 14 Novembre fu seguito dalla duchessa Laura sua ava da tutti compianta [...].
p. 125
1631. - [...] Tra mansionari, sacerdoti semplici e chierici ne morirono venticinque: de' frati di S. Francesco mancarono sul principio del male il P. Cherubino della Concordia nell'ultim'anno della sua guardiania, che aveva per due anni e mezzo lodevolmente retta, le cui veci compì poscia il
P. Daniello Quistelli della Mirandola, [...].
p. 154
1648. - [...] Il convento di S. Francesco perdette li 4 Ottobre il
P. Daniele Quistelli della Mirandola, uomo veramente riguardevole per dottrina, erudizione, ed aggiustatezza. Predicò in varie cattedrali, tre quaresime in Roma. Lesse l'Apocalisse nel Duomo di Piacenze; nelle sue prediche si vede un gran fondo di filosofia, teologia, dottrina de' santi padri, istorie sacre e profane; fu quattro volte definitore della provincia e quattro volte guardiano in patria, ove fece rilevanti benefizi al convento, libreria e chiesa, accrescendo camere, libri e sacre suppellettili.
p. 156
1649. - [...] Seguirono indi due matrimoni qualificati per varie circostanze. Il primo li 27 Aprile del signor Francesco Volpi colla signora Chiara Tedeschi, figlia del signor Ippolito, la quale fu l'ultima di quest'insigne famiglia, di cui in più luoghi parlai, e finalmente nel 1654, l'altro li 19 Maggio del signor
Orazio Quistelli colla signora Lelia Vanini, vedova del conte Fabio Acquaviva Pico, che poscia rimaritossi al conte Camillo Bellinzini di Modena.
p. 164
1655. - [...] Nella Mirandola mancarono D. Gio. Cavallerini arciprete, a cui successe D. Giacomo Baglioni, il signor
Orazio Quistelli, ultimo della casa, di cui nel 1649, ed il signor Gio. Boretti maggiordomo di sua eccellenza.
Per quanto riguarda la lapide di Marsilio Quistelli presente nella chiesa di San Francesco a Mirandola, essa è presente alle pagine 34 e 35 delle
Memorie istoriche delle chiese, e dei conventi dei frati minori dell'osservante, e riformata Provincia di Bologna, vol. II (1760), di Padre Flaminio da Parma:

Una nota recita:
La Casa nobile Quistelli fu estinta in persona d'Orazio morto li 27 Sett. 1655. Col di lui testam. fatto li 19 Lug. 1652 rog. di Alessandro Ferrari. Fù erede la Casa Masetti succeduta per ciò anche in questo Sepolcro. Questo è un ritratto di Padre Daniele Quistelli conservato presso il Museo Civico di Mirandola. Di auore sconosciuto, ma di ambito bolognese, è un olio su tela degli inizi del XVII secolo. Inizialmente la figura era intera, ed il quadro si trovava nel convento degli osservanti di Mirandola.

un saluto

Luca