150° Anno dell'unità d'Italia

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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda adj » domenica 27 marzo 2011, 13:13

adj
 

Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 28 marzo 2011, 15:05

Non alternativo, ma componente della verità. Un paio di osservazioni: l'Italia esisteva da oltre duemila anni e nel 1800 doveva liberarsi da oppressioni straniere. La visione guelfa è parte anch'essa della verità, ma quella cristiana cattolica ghibellina mi sembra quella un po' meno anticristica. Ciao e grazie per il video! Post scriptum: cosa mancava, e da lungo tempo, all'Italia prima del Risorgimento? Il Re d'Italia per grazia di Dio in primis e poi per volontà della nazione. La politica ecclesiastica del governo delle Loro Maestà fu parzialmente erronea? Certo, San Giovanni Bosco(devotissimo alle Corone nobiliari ed alla Corona reale sabauda) avvisò il Sovrano di quel che comportava: se rammento bene, lutti terribili in Casa(la devotissima moglie, pronta a perdere la sua vita al posto del marito, il fratello Duca di Genova etc.) e non oltre 4 generazioni per il Primo Regno ; ma il programma unitario ed independentistico era da quel santo confermato nel piano della Divina Provvidenza così come: la pace fra Stato e Chiesa, un Secondo venturo Regno d'Italia(qui Don Bosco trova conferma in San Padre Pio da Pietrelcina) etc etc.. Ciao di nuovo, a presto,
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Pantheon » martedì 29 marzo 2011, 9:18

Carissimo adj,
purtroppo questi contributi di conoscenza sono stati spesso e a lungo ignorati.
Il fatto che se ne discuta su questo forum non può che essere apprezzabile ed utile per portare avanti un confronto serio e scevro di inopportuni relativismi.
Saluti.
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Tilius » martedì 29 marzo 2011, 14:07

Il relativismo peggiore rimane comunque la visione a-senso-unico delle cose (tanto quella filo-clericale quanto quella filo-risorgimentale).

PS: ma l'avete ascoltato il passaggio in quel documentario (molto ben fatto: non ha niente da invidiare ai cinegiornali LUCE [thumb_yello.gif] ) in cui si parla del "Paese dell'Arte, della Poesia e della Buona Cucina" ?
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Sigillum1 » martedì 29 marzo 2011, 19:15

[clapping.gif] [clapping.gif] [clapping.gif]..........caro Tilius. Silvia
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda adj » martedì 29 marzo 2011, 19:37

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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Salvennor » mercoledì 30 marzo 2011, 0:58

La scorsa settimana alcuni conoscenti mi hanno consigliato di tenere presenti, per comprendere meglio la storia italiana dall'800 al periodo fascista, gli atti e i relatori del convegno

"Massoneria esercito e monarchia nel regno d'Italia"

svoltosi a Cagliari il 23 maggio del 2009 ed organizzato con l'intento di tracciare i legami intercorsi nella storia del nostro Paese tra potere, esercito ed esoterismo.

Così lo segnalo anche nel presente forum, dato che coinvolge anche vari aspetti citati nei post precedenti.
A tale evento hanno partecipato come relatori studiosi del Risorgimento, studiosi della Massoneria, docenti universitari, esponenti delle gerarchie militari, in particolare dell'Ufficio Storico Militare.
Ai lavori, introdotti dall'Avv. Sergio Ciannella, hanno partecipato:
-Il generale Bovio si è soffermato sulla rappresentazione simbolica del potere, dalle monarchie assolute a quelle costituzionali, e dopo un'interessante excursus storico sul significato che insegne militari e bandiere hanno assunto tra i popoli antichi, si è soffermato sul passaggio dall'epoca araldica delle bandiere sino all'assunzione della bandiera come il più importante simbolo politico nazionale ed emblema sacro della dinastia regnante e dello Stato.
-Più orientato alla storia sarda è stato il contributo del professor Orrù che ha parlato sul tema della tradizione garibaldina in Sardegna ed i garibaldini sardi tra '800 e primi decenni del XX secolo. -Gianfranco Murtas ha proposto una relazione sugli ufficiali massoni sardi. -Alberto Monteverde ha parlato del sistema difensivo della Sardegna nei piani del generale Gastone Rossi.
E tra gli altri relatori hanno preso la parola il prof. Mola, con riferimenti a studi sulla Casa Sabauda, Marcello Millimaggi e Nicola Pedde, con relazioni sui rapporti tra militari e massoneria fino al 1946.

(i dati di cui sopra sono tratti dal sito della G. L. di Roma)

Lo segnalo anche perché i vari relatori e cmq tutti coloro che sono intervenuti a tale convegno sono di varia estrazione culturale e politica, e dunque suppongo che sia stato un'evento equilibrato.
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Pantheon » mercoledì 30 marzo 2011, 13:20

Tilius ha scritto:Il relativismo peggiore rimane comunque la visione a-senso-unico delle cose (tanto quella filo-clericale quanto quella filo-risorgimentale).

PS: ma l'avete ascoltato il passaggio in quel documentario (molto ben fatto: non ha niente da invidiare ai cinegiornali LUCE [thumb_yello.gif] ) in cui si parla del "Paese dell'Arte, della Poesia e della Buona Cucina" ?
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Vuoi forse dubitare che l'Italia non sia il paese dell'arte, della poesia, della buona cucina ?
Cos'è uno "spot al contratrio" ?
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Tilius » mercoledì 30 marzo 2011, 15:01

Ci mancherebbe!
Vagheggiare i bei tempi che furono tirando in ballo la "buona cucina" é cosa favolosa, semplicemente oltre. [thumb_yello.gif]
Anzi, sulla falsariga di discussioni in altre stanze, suggerisco di armarci tutti di pala, andar per cimiteri a scavar tombe di patrioti risorgimentali, e inscenare dei bellissimi processi postumi ai cadaveri... stile papa Formoso.
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Nelle pause del dibattimento si potranno, ça va sans dire, gustare gli ottimi manicaretti della buona cucina regionale italiana. :D
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Pantheon » mercoledì 30 marzo 2011, 15:15

Ti ricordo, caro Tilius, che oltre il 50% dei beni mondiali accreditati all'UNESCO sono italiani..... [dev.gif]
Tra questi si potrebbero aggiungere anche le ricette....Tra le altre la famosa pizza con la "pummarola in copp"..... [dev.gif] [dev.gif]

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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda de la cerda » giovedì 31 marzo 2011, 18:04

Un commento personalissimo, epidermico e contestabile, ma sentito.
Nei giorni scorsi sono stato in giro per Torino e per Milano.
Mentre nella capitale morale, a parte quelle sugli edifici pubblici, le bandiere esposte sono pochissime, a Torino è tutto un fiorire di drappi tricolori, nelle vie del centro come in quelle della periferia.
Se da questo semplice fatto dovessi giudicare l'interesse alle celebrazioni del 150°, direi che è confermata la tesi di Gramellini comparsa su La Stampa di qualche settimana fa e da me già riportata qua.
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 31 marzo 2011, 18:22

A proposito di cucina. Sul quotidiano "La Stampa" odierno a pag. 26 vi è un pezzo su "Fratelli di Teglia" , "l'Italia è un carciofo per il Savoia Testa di ferro", a firma Rocco Moliterni. Letto il piccolo articolo, capisco ancora di più il perchè la Spagna voleva mandare i Savoia a regnare nei Paesi Bassi Belgici(su consiglio di un Gonzaga, che vedeva la cosa come unica possibilità di mantenere i dominii del Re di Spagna, di cui era al servizio, nella penisola italiana) e distruggere la Repubblica Veneta(congiura di Bedmar etc.). Ve lo riassumo. "L'Italia è un carciofo da mangiare foglia a foglia. A fare questa affermazione non è stato Ernesto Calindri...omissis. A paragonare l'Italia all'ortaggio da mangiare una foglia alla volta fu, nel '500, Emanuele Filiberto di Savoia. E la sua fase preconizzava con qualche secolo di anticipo quella che sarebbe stata la politica dei Savoia nei confronti dell'Unità d'Italia. Emanuele Filiberto era chiamato Testa di ferro. Il che forse si può spiegare con la sua predilezione per i carciofi, che questa sostanza contengono in gran quantità. E la sua vita è stata molto avventurosa: fu Conte di Asti, Duca di Savoia, Principe di Piemonte e Re di Cipro(etc., nota mia). Continua con il fatto che purtroppo non bevesse aperitivi ma vino in quantità esagerate, tanto che morì di cirrosi epatica. Non si occupò solo di politica e di guerra, riuscì a trovare il tempo per le fatiche amorose dentro e fuori il letto coniugale. Pur riconoscendo i principii del Concilio di Trento, fondamento della Controriforma cattolica, ebbe una mezza dozzina di figli tra legittimi e naturali da donne diverse. Non c'e da stupirsi che a Torino nella centralissima piazza San Carlo gli abbiano eretto un monumento che si chiama Caval 'd brons. Pur ammirando la sua testa di ferro i sudditi forse non ne dimenticavano la faccia di bronzo." Era, insomma, un Principe Rinascimentale, Italiano, non dell'Età Barocca. Sinceramente, sapevo che la frase del carciofo era antecedente al Cynar, ma ignoravo che risalisse ad Emanuele Filiberto, la credevo ottocentesca. Ciao,
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Pantheon » venerdì 1 aprile 2011, 9:39

de la cerda ha scritto:Un commento personalissimo, epidermico e contestabile, ma sentito.
Nei giorni scorsi sono stato in giro per Torino e per Milano.
Mentre nella capitale morale, a parte quelle sugli edifici pubblici, le bandiere esposte sono pochissime, a Torino è tutto un fiorire di drappi tricolori, nelle vie del centro come in quelle della periferia.
Se da questo semplice fatto dovessi giudicare l'interesse alle celebrazioni del 150°, direi che è confermata la tesi di Gramellini comparsa su La Stampa di qualche settimana fa e da me già riportata qua.
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Eh sì ! Anche diverse bandiere con lo stemma di Casa Savoia (a Torino)... ;)
Arvedse.
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 7 aprile 2011, 18:17

Parlando "alla marinara", tenterei di "fare il punto"! Aggiungo che "il sasso nello stagno" del nostro Alessio, alla fin fine, è stato utilissimo(lì per lì mi aveva lasciato più che perplesso). La questione romana è stata felicissimamente risolta, a far data dal 1929. Per quanto riguarda la questione settentrionale, fù questione veneta non padana poichè in realtà il Nord - Ovest fu avvantaggiato mentre, dopo il 1866, il Nord - Est che tanto aveva sperato, subì una cocente delusione(dalla padella alla brace); ma in seguito la questione veneta fu anch'essa risolta. Oggi la questione meridionale è drammaticamente aperta. Oltre a questa, riapertasi solo nel secondo dopoguerra(il Sud Italia votò compatto per la benemerita Casa d'Italia al termine del secondo conflitto mondiale) permangono gli irredentismi orientale(Istria alias Venezia Giulia) e occidentale(Nizzardo, Corsica), per il completamento dell'unificazione nazionale politica.
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » venerdì 8 aprile 2011, 8:59

fabrizio guinzio ha scritto:permangono gli irredentismi (...) e occidentale(Nizzardo, Corsica), per il completamento dell'unificazione nazionale politica.


È infatti universalmente noto come gli "irredenti" abitanti di Corsica e Nizzardo non abbiano altro pensiero per la testa di lasciare la Francia per essere annessi al più presto in questo felicissimo Stato :D. Qualcuno li può informare? Ho il sospetto che in realtà non lo sappiano! :D

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