Daulus ha scritto:La ringrazio Antesterione per aver deciso di esporci il risultato delle sue ricerche e le sue opinioni in merito!
Grazie ad una segnalazione ho avuto modo di leggere il suo intervento di 6 anni fa sul medesimo argomento, e non mi vergogno ad ammettere che sono pienamente concorde con Lei ed ho ammirato molto il suo "sfogo" (anche se devo dire un po' prolisso
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La domanda sorge spontanea, è ancora dello stesso parere? Anche se a giudicare dagli interventi direi proprio di si
Saluti!
La ringrazio,
per rispondere alla sua in realtà vi è stata una sottile ma sostanziale evoluzione del mio pensiero in merito all'aspetto nobilitante che ho raggiunto riallacciando la tradizione al tempo presente e agli statuti dell'ordine.
Credo che vi siano argomenti molto validi per attestare che il Cavalierato del Santo Sepolcro venga ancor oggi conferito nella pienezza del significato tradizionale dell'antico titolo, quindi onorifico e nobiliare: il diploma, la veglia d'armi, il cerimoniale di investitura, le insegne con trofeo militare che sono state concesse per esplicitare una condizione onorevole, i privilegi mai abrogati, le bolle papali e i provvedimenti per dare maggior lustro (mai minore) all'ordine ne costituiscono prova, gli statuti attuali non sono incompatibili con tale tesi pur non esprimendosi su alcuno dei privilegi mai abrogati passati, d'altronde non è detto che debbano essere necessariamente riportati negli statuti (una bolla del Papa può integrare qualsiasi statuto poiché uno statuto non potrebbe abrogare una bolla), essi sono riportati invece nella (terribile) forma implicita sul diploma, sicché trovato il privilegio trovato il diritto purché ancora applicabile, ché il diploma li conferisce tutti.
Questi argomenti in alcuni "circoli di pensiero" venivano superficialmente accantonati con una pretesa mancata continuità che non mi risulta affatto perché sempre sanata da provvedimenti della massima autorità, quella Pontificia, che ha riconfermato più volte la natura e i privilegi dell'ordine e che di fatto è sempre rimasta la suprema autorità dell'ordine come è giusto che fosse per un ordine cavalleresco. L'estratto del libello, frenando gli eccessi, su questo punto può essere illuminante per chi ha poca dimestichezza con la storia dell'Ordine e le sue alterne vicende secolari.
Per quanto attiene la dignità di Conte Palatino, sono maggiori i miei dubbi in merito, credo che un ripristino di tale tradizione non apporti nulla di più e nulla di buono all'Ordine così come strutturato oggi. Però mi piacerebbe che gli argomenti non fossero basati sull'opportunità, quanto sulla continuità e sul diritto. Se fosse così semplice non vi sarebbe alcun dibattito, poiché non tutti i sostenitori sono sprovveduti.
Sulla base di questi due elementi (continuità e diritto) io mi sento di affermare oggi che il carattere nobilitante ad personam può valere tutt'oggi, racchiuso nel titolo di Cavaliere, come lo era per l'antica Cavalleria Aurata. Nessuna disposizione è in conflitto con questo privilegio, nessuna bolla ha revocato la qualità del Cavalierato concesso.
Solo l'elenco di tutti i privilegi concessi dall'origine a oggi e la verifica della possibile continuità degli effetti su un ordine che ha conservato la continuità formale (garantita dalle bolle pontificie) con il beneficiario di quei privilegi può rispondere nel tempo, con un rigoroso lavoro, alla sua domanda.
Non è detto che questo forum non possa essere di aiuto al raggiungimento di tale scopo.