Comunque, anche se parlare di "stemmario" dei Comuni della Regione Lazio sarebbe forse troppo... un'opera che raccoglie stemmi civici laziali, dal titolo Regione Lazio. Stemmi e Sigilli, esiste.
Fu realizzata ad opera della Regione Lazio nel 1989.
Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, Lambertini, Alessio Bruno Bedini
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
Antonio Pompili ha scritto:Beh... potremmo sempre provare a realizzarlo, caro Alessio!![]()
Comunque, anche se parlare di "stemmario" dei Comuni della Regione Lazio sarebbe forse troppo... un'opera che raccoglie stemmi civici laziali, dal titolo Regione Lazio. Stemmi e Sigilli, esiste.
Fu realizzata ad opera della Regione Lazio nel 1989.


Alessio Bruno Bedini ha scritto:1) Stemmario delle famiglie nobili esistenti in Roma nel 1654 = SI
adj ha scritto:Beh, anche queste avrebbero potuto avere uno stemma vecchio di 5 secoli o di 2 decenni, essere "romane de Roma" da 7 generazioni o provenire da Venezia, dalla Sassonia o dalla Gallia, essere di nobiltà papalina oppure no, ecc., ecc., ecc.


Alessio Bruno Bedini ha scritto:
Fu realizzata ad opera della Regione Lazio nel 1989 e non è una pietra miliare dell'araldica![]()

Faccio un esempio per far capire meglio il mio pensiero: che senso ha mettere insieme uno stemma ricavato da un consegnamento del 1580 con un altro di una famiglia creata nobile nel 1791? Oppure una famiglia decurionale di Cuneo, presente nell'elenco del 1535 con una famiglia creata marchese nel 1817?
Famiglie come queste che ho citato (spero di aver citato bene altrimenti me ne scuso) non ha senso che stiano insieme perché appartengono a tempi diversi, a luoghi diversi e insomma a una storia e un'araldica completamente diverse tra di loro.
de la cerda ha scritto:Faccio ancora un esempio e poi mi ritiro dalla discussione.
In un paesetto a nord di Torino c'è un palazzo che gli attuali proprietari stanno ristrutturando.
In questo palazzo sono state ritrovate
- le armi di un'antica e a celebre famiglia francese, un ramo della quale si trasferì in Piemonte a metà del 1600,
- le armi di una famiglia piemontese che a metà del 1700 fu infeudata della località in questione
- le armi di un famiglia piemontese che ebbe il titolo di conte nel 1860 e che abitò l'edificio.


Sigillum1 ha scritto:Cari tutti, vedo con molto ritardo questi due dibattiti, interessanti, entrambi e mi associo, caro von Trotta, inchinandomi con lei alle scuole e ai maestri evocati, esattamente nella stessa forma e sostanza.
Sigillum1 ha scritto:e nel frattempo, mentre aspettiamo, proviamo ad apprezzare quel che ci viene offerto, in un paese dove la buona letteratura araldica non è abbondante e neppure la buona divulgazione.
Sigillum1 ha scritto:mi è parso di percepire che quella parte rischi di essere interpretata come l’ultimo dei tanti, famigerati elenchi nobiliari di cui spesso si chiacchiera in questo forum: la burocrazia della nobiltà sembra aver colpito ancora, con i suoi elenchi e le agognate certificazioni..ma questo libro non si chiama blasonario? E delle famiglie tout court…mi pare…(non vedo aggettivi…) ed è pure dichiaratamente in progress…Buonanotte. Silvia.
PS. Attendo lumi sul linguaggio storico araldico...e ringrazio sin d'ora...





Il manuale di storia della fisica che tratta (la butto così) da Newton a Einstein per quanto accurato non sarà mai un opera scientifica al pari di un manuale che tratta specificatamente la validità della teoria dei quanti di Planck tramite l'effetto fotoelettrico dei metalli. Il manuale di storia della fisica andrà bene, certo, per gli alunni del Liceo scientifico o per la prima annualità di Storia della fisica ma non sarà mai considerato dalla comunità scientifica come una pietra miliare
Avevi fatto l'esempio del manuale di fisica.. non è più buono quell'esempio dopo la mia risposta?


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