150° Anno dell'unità d'Italia

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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda glntmf » domenica 6 febbraio 2011, 11:56

Ciao ,

Sì volevo dire menzogne. La lettera G era partito forse al nord. ;)
Hai fatto un giro sul link che ho postato ? perché per me non c'è bisogno di fare un discorso , il link è chiaro.
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda decio mure » domenica 6 febbraio 2011, 18:04

Premetto che sono "unitarista" e quindi festeggerò il 150mo, ma ho voluto leggere gli articoli contenuti nel link; sono consapevole che una analisi organica della questione "unità d'Italia" occuperebbe notevole spazio su questo forum, ed è anche stata più volte affrontata, pertanto proverò ad essere conciso nell'esporre la mia opinione.
Mi hanno incuriosito alcuni articoli sul brigantaggio, fenomeno complesso e drammatico, ma c'è anche una notevole approssimazione (per non dire ignoranza) come quel banner che recita: il sud italia terza potenza mondiale (?)... efficiente amministrazione borbonica (?)
Le radici della arretratezza del sud non possono mica essere così recenti, e potrebbero risalire dal punto di vista politico alla fine del regno normanno, da un punto di vista economico al (conseguente) declino della politica commerciale e dei rapporti col mondo arabo e greco, colpo di grazia finale sarà la cacciata degli ebrei.
Da un punto di vista amministrativo invece, mentre le altre monarchie europee accentreranno progressivamente il potere attorno alla figura del Sovrano, al sud viceversa si decentra il potere incrementando il feudalesimo, fenomeno che durerà fino al 1600 (ad esempio le licentiae populandi, a mio avviso primo esempio di speculazione edilizia)...insomma l'avere abolito il feudalesimo e la schiavitù domestica appena 200 anni fa è indice di una arretratezza che ha appunto radici lontane e complesse.
mi auguro di non avere creato troppa confusione, avendo condensato diversi secoli di storia in 4 righe, ma spero di avere dato spunti ad ulteriori riflessioni.

Vale

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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda adj » domenica 6 febbraio 2011, 20:23

decio mure ha scritto:insomma l'avere abolito il feudalesimo e la schiavitù domestica appena 200 anni fa è indice di una arretratezza che ha appunto radici lontane e complesse.

Beh, tanto per essere sempre "originale", a me non dispiacerebbe affatto che il feudalesimo fosse ancora in auge adesso. [dev.gif]
In fondo cosa stiamo cercando di ripristinare - seppure in modo estremamente meno efficiente ed equo - con tutte le varie proposte di federalismo e decentralizzazione?
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 7 febbraio 2011, 18:12

Il "guastafesten" :D ...

«PARLA Il presidente della giunta provinciale altoatesina, Luis Durnwalder, Italia 150, Bolzano conferma il «NO»
«Non parteciperemo alla festa» «Noi ci sentiamo una minoranza austriaca e non siamo stati noi a scegliere di far parte dell'Italia
Luis Durnwalder

MILANO - «Noi ci sentiamo una minoranza austriaca e non siamo stati noi a scegliere di far parte dell'Italia. Anche per questo motivo non abbiamo grande interesse di parteciparvi». La Provincia Autonoma d Bolzano non parteciperà ai festeggiamenti per i 150 dell'Unità d'Italia e la conferma è nelle parole del presidente della giunta provinciale altoatesina Luis Durnwalder. Insomma, niente stand del «made in Alto Adige» nemmeno alla mostra delle Regioni e delle eccellenze territoriali che sarà allestita dal 26 marzo a fine luglio al Vittoriano e a Castel Sant'Angelo a Roma.

«NON HO RICEVUTO INVITI» - «Per la mostra di Roma non ho ricevuto nessun invito e questo tema non è stato discusso in giunta. Se devo essere sincero non è che abbiamo tanto interesse per queste celebrazioni e non partecipare non credo sia un grandissimo problema - ha proseguito duramente Durnwalder -. Non mi sembra il caso di festeggiare e posso dire che non è una questione etnica e non vogliamo offendere nessuno. I 150 anni per noi non rappresentano soltanto Garibaldi ed i moti di fine Ottocento ma ci ricordano la separazione dalla nostra madrepatria austriaca. Noi non abbiamo fatto iniziative per favorire l'Unità d'Italia come altre regioni. Non volevamo nel 1919 e non volevamo nel 1945. Successivamente abbiamo accettato il compromesso dell'autonomia amministrativa. Se gli italiani vorranno parteciparvi lo possono fare, certamente noi non ci opporremo».

I COSTI - Pare inoltre che nella Provincia Autonoma sia ritenuto eccessivo il costo della partecipazione all'evento, 200 mila euro più Iva. Ad «ostacolare» la macchina altoatesina, che non ha nemmeno formato il previsto comitato locale per l'evento, ci sarebbe anche l'«improvvisa» mancanza di personale da inviare a Roma. Il vicino Trentino, che ovviamente sarà presente, ha proposto alla provincia di Bolzano di cedere metà del proprio stand ma anche questa ipotesi dovrà essere vagliata, ed approvata, dalla giunta provinciale. (Fonte Agi)»

http://www.corriere.it/cronache/11_febb ... 6ba6.shtml
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Tilius » lunedì 7 febbraio 2011, 18:47

Guarda, considerate le beghe miserevoli a livello italiano, governativo e non, in atto sull'argomento, questi qua dalla loro parte qualche almeno qualche ragione storica ce l'hanno. :roll:


Anyway, ho forti dubbi, per la micragnosità e la dispersività con cui sono state organizzate, che le celebrazioni del 2011 lasceranno un segno durevole nella memoria.

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E per tale motivo, col senno di poi, temo che chi, vilmente, avrà voluto tirarsene fuori, alla fine farà pure la figura di quello che fatto la scelta migliore... [confused.gif]
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 7 febbraio 2011, 19:16

Ecco l'articolo sul Corriere http://www.corriere.it/cronache/11_febb ... 6ba6.shtml

Ritengo la scelta della provincia di Bolzano molto onesta e coerente.
Se non si sentono uniti al resto d'Italia non vedo perché debbano festeggiare.
Il problema semmai è di chi non ha il coraggio di lasciarli andare...
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda adj » lunedì 7 febbraio 2011, 21:34

Oltre agli indubbi vantaggi economici - e non solo economici - gli altoatesini a quanto pare hanno anche la possibilità di dissociarsi apertamente dai festeggiamenti per l'unità d'Italia, senza dover temere pubblici anatemi e senza provocare la fibrillazione delle massime autorità; quelle stesse, per intenderci, riconvertite al patriottismo una volta sfumato il sogno di diventare uno dei tanti satelliti sovietici.
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda lion bianco » martedì 8 febbraio 2011, 1:17

Non credo che i sud tirolesi vogliano tornare all'Austria , specie i giovani , e comunque la corrente separatista tende non ad un ritorno al passato ma ad un Tirolo libero e indipendente . Tra l'altro gli austriaci snobbano i sud tirolesi e le stesse testimonianze storiche della grande guerra dimostrano come l'Impero ponesse i sudditi di questo territorio in posizione alquanto defilata . Personalmente reputo tutte queste date null'altro che riferimenti al concludersi di eventi di conquista più o meno cruenta . Il nazionalismo è unità , e l'unità del nostro popolo è tuttora in fase di costruzione . Ciò che unisce è cultura , storia , tradizione , consuetudine , patriottismo . Gli stessi Sovrani di casa Savoia solevano ripetere fatta l'Italia facciamo gli italiani , il duce tramite la sua politica gerarchico sociale sperava di unire negli intenti e nello spirito un popolo ancora lontano dall'essere coeso. L'unità , a mio umile avviso , possiam sì festeggiarla in una qualche storica data , ma va ricercata nel singolo sentire di ogni persona stanziata su di un territorio circoscritto . Il sentire di chi non dimentica , di noi figli di chi ha sofferto e combattuto , non per quell'unità , venuta oltre e più in là delle mire espansionistiche dei Savoia e voluta da una cerchia ristretta di politici , idealisti romantici, nobili di titolo e d'animo e studenti speranzosi di sangue italico.Ma di certo lontana dal volere ed anche dal sapere del popolo.Ma dall'unità che ha unito spalla a spalla uomini del sud e del nord nel sacrificio immane della grande guerra , quando per la prima volta un insieme di etnie s'è fatto popolo per la sopravvivenza comune.Concordo sul fatto che nel 1861 l'italia non era unita , di fatto non lo era perchè ne mancavano importanti regioni , idealmente ancor meno.Il 1861 concretizza il Regno d'Italia.E'la causa che va sposata , l'ideale ,non la forma che via via nel tempo esso prende.Oggi forse , benchè ancora lungi dalla meta , siamo un popolo unito molto più di ieri , un popolo giovane , anche linguisticamente , un popolo nuovo , senza intromissioni esterne da appena 150 anni .E per favore non venitemi a parlare dell'attuale spinta separatista.....Figlia esclusivamente dell'attuale grave crisi economica che rende tutti scontenti e preoccupati.Riformare , altro che separare , riformare a fondo , ma questo è out of topic, Distinti saluti .
lion bianco
 
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 8 febbraio 2011, 10:05

lion bianco ha scritto:Il sentire di chi non dimentica , di noi figli di chi ha sofferto e combattuto , non per quell'unità , venuta oltre e più in là delle mire espansionistiche dei Savoia e voluta da una cerchia ristretta di politici , idealisti romantici, nobili di titolo e d'animo e studenti speranzosi di sangue italico.Ma di certo lontana dal volere ed anche dal sapere del popolo.Ma dall'unità che ha unito spalla a spalla uomini del sud e del nord nel sacrificio immane della grande guerra , quando per la prima volta un insieme di etnie s'è fatto popolo per la sopravvivenza comune.


Al di là di una retorica poetica, è un fatto storicamente riconosciuto che la tragedia della Grande Guerra fu letteralmente IMPOSTA in primis da Vittorio Emanuele III - che minacciò di abdicare se l'Italia non fosse entrata in guerra a seguito del patto segreto di Londra (e andò doppiamente male che il paese si sarebbe risparmiato ben due conflitti mondiali) - e dal governo di allora che s'imposero su un parlamento a netta maggioranza neutralista e, soprattutto, su un povero paese che NON ci pensava lontanamente di unirsi per farsi massacrare spalla a spalla; anche nei cosidetti territori "irredenti" poi, la percentuale di popolazione italiana favorevole ad un distacco dall'Impero era una netta minoranza come ebbe a riconoscere De Gasperi. Bisogna riconoscere che questa tragedia nazionale, questo "sacrificio immane", quindi non si deve a chissà quale feroce nemico esterno contrario alla nostra "sopravvivenza comune", ma solo al cinico gioco di potere imposto dagli stessi vertici istituzionali di allora al paese proprio per forgiare a forza e nel sangue - e che bagno di sangue - un sentimento nazionale sostanzialmente inesistente.

FJVT
Ultima modifica di Franz Joseph von Trotta il martedì 8 febbraio 2011, 10:20, modificato 1 volta in totale.
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda adj » martedì 8 febbraio 2011, 10:14

lion bianco ha scritto: Il sentire di chi non dimentica , di noi figli di chi ha sofferto e combattuto , non per quell'unità , venuta oltre e più in là delle mire espansionistiche dei Savoia e voluta da una cerchia ristretta di politici , idealisti romantici, nobili di titolo e d'animo e studenti speranzosi di sangue italico.

Che la cerchia fosse ristretta non discuto; che fossero idealisti romantici nobili di titolo e d'animo discuto assai; che anche allora gran parte dei guai venisse da studenti bramosi di sangue è probabile.

Oggi forse , benchè ancora lungi dalla meta , siamo un popolo unito molto più di ieri , un popolo giovane , anche linguisticamente , un popolo nuovo , senza intromissioni esterne da appena 150 anni .

Proprio sicuro che non ci siano intromissioni esterne?

E per favore non venitemi a parlare dell'attuale spinta separatista.....Figlia esclusivamente dell'attuale grave crisi economica che rende tutti scontenti e preoccupati.

Io mi reputo separatista fin nel più profondo dell'animo, nostalgico di quando l'Italia era formata da innumerevoli "staterelli"; e questo certo ben prima della contingenza "dell'attuale grave crisi economica", crisi che - sia detto per inciso - a me pare presente solo sui telegiornali.
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 8 febbraio 2011, 12:12

Mi riallaccio a quanto postato da von Trotta.
Se la diplomazia sabauda, dimostrando un po’ d’astuzia avesse giocato bene le sue carte, avrebbe strappato agli Imperi Centrali buona parte dei territori rivendicati in cambio della neutralità italiana, evitando così gli orrori ed i lutti di due guerre mondiali ( come ben osserva Franz ), vent’anni di dittatura fascista e molto probabilmente saremmo tutt’ora ( piaccia o non piaccia ) sudditi del Regno d’Italia.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda de la cerda » martedì 8 febbraio 2011, 12:36

io la penso come Gramellini (La Stampa di oggi)
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Franco Benucci » martedì 8 febbraio 2011, 15:55

Mi associo, e se la bagna è verace, non solo aliti... ;)
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Sigillum1 » martedì 8 febbraio 2011, 16:23

Sono con voi e con Gramellini...e dio ci aiuti se, come sembra, le sorti dell'industria italiana in Italia e nel mondo dipendono dalle pause bagno degli operai, invitati ad astenersene, suppongo, anche nei giorni di festa nazionale..ci sono comunque molte feste che potrebbero saltare, per un anno e anche per sempre...Silvia
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda de la cerda » martedì 8 febbraio 2011, 18:28

uhm non vorrei che adesso si aprisse un dibattito anche sulla bagna caoda, per esempio se si deve mettere la panna o no, o se si lasciano le lische delle acciughe o no [sweatdrop.gif]
a Silvia e Franco [cheers.gif]
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