Franco Benucci ha scritto:Dicevo solo l'impressione che che mi fa un blasone così meramente descrittivo (al di là della terminologia specifica, è l'approccio che ho definito da storico dell'arte) e che richiede di avere il disegno accanto.
No. Il bello di un "blasone meramente descrittivo" (e tutti i blasoni a conti fatti lo sono...) é proprio che
non richiede di avere il disegno accanto.
La coordinazione sintattica è "nel primo d'argento bla bla bla, nel secondo dello stesso bla bla bla" cioè lo stesso è l'argento: non può essere il rosso che è incassato in fondo al primo elemento del congiunto.
Confesso che anch'io leggendo quel "dello stesso" per la prima volta l'ho inteso come riferito alla campitura del 1°, cioé all'argento.
Se proprio ci sembra ambiguo o fuorviante, rimpiazziamolo con un bel "di rosso" (anche se, come osservava il frate, ripete cacofonicamente, e a brevissima distanza, l'ultimo smalto menzionato). Anche così il blasone fratesco risulta essere "la meglio cosa" finora proposta.
Primario è il logos, che è quello che ci fa umani e che dipende appunto dalla struttura della mente umana, non il disegno: il disegno viene dopo, come traduzione/esemplificazione di quanto dato dal logos (tipo Biblia pauperum come accennavo altrove, a proposito del nome dei 'metalli'), infatti si diceva (forse Adj) che il blasone deve essere chiaro affinché un eventuale disegnatore possa tradurlo in immagine...
Al di là di considerazioni linguistiche (o forse più filosofiche, a 'sto punto) abbiamo visto recentemente
molti stemmi che graficamente (cioé "avendo il disegno a fianco") sono semplici, intuitivi, eleganti, immediati... e che invece, allorquando ci si attenta di produrne una descrizione a parole, i risultati dell'improba e velletaria operazione sono, dopo tanta fatica, vieppiù pietosi.
Piccioli ma pesantissimi esempi del fatto che il primato del "logos" é tutto da dimostrare: Cielo & Terra esistevano egregiamente ben prima che i grugniti umani turbassero l'aria o addirittura venissero tracciati in forma simbolica su un supporto scrittorio.
Sistemati alcuni dettagli, un blasone così a fini pratici va bene, ma non ci porta avanti nella comprensione: almeno a me mi lascia con la voglia di qualcosa di più esplicativo, non come commento a latere, ma proprio dentro al blasone, qualcosa che appunto permetta di "afferrare struttura e armonia della composizione grafica", che però non si da come prius ma sua volta dipende da quanto aveva in mente (e in rebus) il titolare/ideatore dell'arma stessa che appunto ne ha determinato/costruito la struttura in un modo che va compreso (e non è affatto detto che io ci fossi riuscito, ci mancherebbe...). Forse pretendo troppo...
Pretendi di tracciare una cosa che sta a metà fra il profilo psico-attitudinale dell'originale ideatore dello stemma... e l'oroscopo del medesimo.
É cosa spesso velleitaria e potenzialmente fuorviante
(che ne sai tu che l'idea dell'ideatore non fosse esattamente una tripla fascia ondata bianco-verde-bianco in campo rosso??? Non ti sembra una soluzione abbastanza armoniosa? A me sì. E non mi sembra nemmeno strano che queste potessero essere le reali intenzioni araldiche dell'ideatore. Siamo noi araldisti - pardon, siete VOI araldisti
- che ragionate sempre e comunque in termini blasonici stretti. Gli ideatori di stemmi, almeno in epoca antica, si facevano molti meno problemi e spesso palesemente non avevano cognizioni araldiche... o non ne avevano di particolarmente approfondite. Con risultati comunque egregi).
PS:

...
![dev [dev.gif]](./images/smilies/dev.gif)