PAGANO

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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PAGANO

Messaggioda Grimaldi » sabato 26 marzo 2005, 22:19

Gentili signori,
in quati giorni, consultando i Manoscritti Serra all'Archivio di Napoli ed opere varie sul tema (Campanile, Candida Gonzaga, ecc.), sto lavorando alla stesura della genealogia dei Pagano, feudatari e patrizi napoletani http://grimgio.altervista.org/genealogie/PAGANO.htm
Siccome l'opera è vasta sarei grato a chi volesse aiutarmi a completare tale lavoro. La sua collaborazione sarà ovviamente segnalata.
Potete contattarmi anche in privato e/o via mail, se preferite.
Grazie a ncora e scusate se approfitto di voi.
Grimaldi
 

Messaggioda MMT » mercoledì 30 marzo 2005, 15:49

Caro Giovanni,
a Sezze vi erano i Fidi-Pagani (o Fidipagani) che erano eredi dei Pagani. Nel processo di ammissione all'Ordine di Malta di GiovanBattista Castagna (n. 1651) si riscontra lo stemma di tale famiglia che dovrebbe essere un d'azzurro ad un uomo di carnagione lottante contro una sepe ondeggiante in palo, al naturale. Uso il condizionale perchè la copia di cui sono in posseesso è in b/n, gentile omaggio di don Massimiliano Di Pastina, archivista dell'Arch. della Cattedrale di Sezze.
Il Castagna era nipote paterno di una Fidipagani, Alteria. L'istrumento riporta una 20na di pagine fui Fidi-Pagani e parla anche, ovviamente, dei Pagani-o. Vi è anche un alberello genealogico, o meglio un filo, lungo due secoli:
Gio:Battista Castagna - Pretendente
-
Girolamo - Padre
-
Alteria Fidi pagani
ava 1617
-
Alessandro - Colonnello
1583
-
Sebastiano 1511
-
Antonio Bernardino
1480

Vi sono anche dei cenni storici sui Pagani. Qui vengono ricollegati ai Pagani che menziona cencio Camerario nel foglio 62. Si dice anche la stessa antichissima in Sezze e nota fin dai tempi di Celestino III. Il Cardinale Pagani dei tempi di Pasquale II sembra esser stato di questa schiatta, almeno questo si comprende dagli scritti del celebre card. Corradini (che era perente-cugino in via materna del Castagna). Sembra poi che Antonella Fidipagani sposò nel XIII sec. un Frangipane di Terracina. Questi ultimi ebbero un ramo anche a Sezze.

Non so se questa famiglia sia legata in qualche modo ai napoletani Pagano. Ho comunque pensato di riportati brevemente alcune notiziole per verificarlo (se possibile), poichè essendo Sezze al confine tra Stato della Chiesa e Regno di Napoli non escludo collegamenti.


Michele.
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 30 marzo 2005, 15:52

Caro Michele
grazie per le interesanti informazioni!
I Pagano furono una grande stirpe, molto estesa e diffusa (Campania, Lucera, forse anche Sicilia, con i Pr. di Ucrìa).
Hai letto dello stemma che usavano nel mio file?
Non saprei però se sono parenti.

Ciao


G.
Grimaldi
 

Messaggioda MMT » mercoledì 30 marzo 2005, 16:35

In effetti lo stemma non ha davvero niente a che vedere. Comunque i setini Fidipagani furono feudatari di Falbateria.


Michele.
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 30 marzo 2005, 16:42

Caro Michele,
al di là di quel che sembra in altri post io tengo ben presenti le varie ipotesi circa una genealogia. Ma in uno studio effettivo non le considero se non posso trovare il collegamento che dimostri come l'ipotesi era fondata ed effettivamente vera.
Pensa che a Casoria, dove vivo, è vissuta nel '700 la famiglia Galluccio.
Furono famiglia in vista, ebbero prelati e sindaci. Loro stemma era in pratica identico a quello della celebre casata Galluccio di origine longobarda. Ma finora, non avendo trovato un nesso genealogico (o una prova di appartenenza) li considero famiglia separata.
Eppure sarei bramoso di allacciarli all'albero generale dei Galluccio più noti!
Allo stesso modo aspetto conferme per considerare i Pagano siciliani ramo di quelli campani che sto studiando. Pensa che l'autore F. Campanile credeva che anche i Pagano di Genova e quelli di Milano, così come i Pagani di Imola, fossero un'unica famiglia!
Il solito tipico errore: stesso cognome, stesso status=stessa famiglia!
Grimaldi
 

Messaggioda MMT » mercoledì 30 marzo 2005, 17:02

Infatti: se è confermato l'aggancio tanto meglio, altrimenti dovremo per necessità di cose parlare di due distinte famiglie.

Michele.
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 30 marzo 2005, 17:07

E' quello che penso anch'io.
Qui abbiamo troppi pochi elementi (per i Galluccio, ad esempio).
stesso cognome, stesso stemma.
Anche altri casati hanno documenti che non specificano l'esatto aggancio genealogico, ma hanno indizi probanti.
Ad esempio un atto ufficiale in cui tizio è detto "dei Baroni di XXX" o dei "Patrizi di YYY".... creando un indizio.
Ma qui, per ora, nulla.
Ergo: non posso che restare con le ipotesi.
E basta! :(
Grimaldi
 

Messaggioda MMT » mercoledì 30 marzo 2005, 17:17

Esistono poi casi di famiglie discendenti l'una dall'altra ma che alzano uno stemma differentissimo, per strani casi o motivi. Ovviamente siamo sempre sullo stesso punto: se non si prova l'aggancio...

Lasciami ricordare un aneddoto. Vi fu un caso di errore nel reciproco riconoscimento che fece la nobile schiatta bitontina dei Planelli con quella francese dei Pianelli de la Vallette, nel 1720: tra Giovanni e Jean-Baptiste.
La famiglia francese era originaria di Bologna, passò a Genova nel XVI sec. e poi nel Delfinato. Luigi XV, sul reciproco riconoscimento di una comune discendenza, rivelatasi solo ai giorni nostri non fondata, concesse ai Signori de la Vallette di riaquistare i presunti nome ed arme originari.


Michele.
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 30 marzo 2005, 17:33

Anche questo aneddoto dimostra come in passato si facessero errori tanti...

Nel regno di Napoli mi sovvengono alla mente tanti casati del genere...
Grimaldi
 

Messaggioda Landenulfo da Sarno » domenica 3 aprile 2005, 18:42

Caro Giovanni,
ho visitato il sito ed ho molto
apprezzato i risultati delle tue ricerche.

Io credo che i Pagano si siano originati
dalla città di Pagani, nei pressi di Nocera
Inf. e non che abbiano, di contro, dato il
loro nome al feudo.

Potrebbero appartenere forse agli alfani, come
da te riportato, ma bisognerebbe vedere quali
feudi questi possedevano e se sono nelle vicinanze
di altri possessi della casata alfana.

Come già riportammo in un precedente topic, il
nome appare strettamente legato anche agli atenulfingi...

Tuttavia è sempre molto problematico attribuire il
primo Gran Maestro di Malta alle rive italiane
poichè si ritrova sempre, in ogni socumento firmato,
"hugo(ne) de pagano" della regione dello Champagne.
Quando questi si firma utilizza il francese ("Huguyes(!) de
Payens"),

per ulteriori info al riguardo ti consiglio Andreas Beck, Der Untergang
der templer, edito di recente anche in edizione italiana per <N.N.>?

In effetti lo storico dei "Monumenta" effettua una apologia dei
templari e dimostra quanto infondata sia l'ipotesi della loro
sodomia, idolatria, blasfemia. Il primo movimento crociato, non
bisogna dimenticarlo, fu un movimento essenzialmente francese e,
purtroppo per noi :cry: , dalla francia provenivano i militi templari.

In fede,
a.f. :wink:

P.S.: fammi sapere se posso fornirti qualche altra notizia inerente
al crociato.
[...] E allora non essere troppo generoso nel distribuire la morte nei tuoi giudizi [...] (J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Lib. I)
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Messaggioda Grimaldi » lunedì 4 aprile 2005, 11:44

Caro Landenulfo
grazie per le tue note.
Non credo affatto, però che i Pagano abbiano preso il nome dalla città di Pagani e non viceversa. E' infatti dimostrato (es. De Santis) che non esistono documenti che citano Pagani prima del sec. XIII.
In tale epoca esisteva il "locus Paganorum" (e il genitivo è chiaro).
Di contro i Pagano sono attestati in Roccapiemonte almeno dal sec. XII, come si nota nei documenti del Monastero di Materdomini.
La loro discendenza da Landone detto "pagano" è solo una ipotesi, come lo è l'appartenenza agli Alfani.
Non vedo, però, come possano essere legati ai Capuani (o "atenulfingi"). Puoi aiutarmi a capire?
Infine ho molte perplessità sul citato Ugone come Gran Maestro dei Templari ed infatti riporto solo che come tale era considerato da alcuni storici e dal Campanile (se lo credevo tale non indicavo "secondo gli storici...").
Grazie comunque per le tue osservazioni, che reputo utili a valutare e giudicare un mio lavoro modestissimo, incompleto e "in progress".
Aspetto aiuti, suggerimenti..... e critiche! :wink:

Cordiali saluti


G.
Grimaldi
 

pagano

Messaggioda princdellaGatta » lunedì 4 aprile 2005, 22:42

Gentili signori,una mia amica fa di cognome Pagano e vanta una certa nobiltà,il loro stemma è d'oro al pavone rotante d'azzurro,dice che i suoi antenati erano rifugiati politici,originari della sicilia.(??!!)
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Messaggioda Grimaldi » martedì 5 aprile 2005, 11:26

Gentile signore
i Pagano che lei cita sono quelli siciliani, di Messina e Santa Lucia (come mi ha spiegato l'amico Messianensis).
Non mi risulta, per quanto io ne sappia fino ad ora, che sia dimostrato l'allaccio con i Pagano campani (anche se da quelli siciliani e da alcuni storici vantato).
Lo stemma che cita è proprio quello loro, diverso, noterà, da quello dei Pagano campani e del ramo napoletano.
Se Messianensis me lo permetterà riporterò qui le sue note sui Pagano siciliani.
Cordialmente
Grimaldi
 

Messaggioda Messanensis » martedì 5 aprile 2005, 16:00

Caro Giovanni,
fai pure, non c'è nessun problema.
Rosario Basile

Ogni erba si conosce per lo seme.
Dante
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PAGANO di Sicilia

Messaggioda Grimaldi » martedì 5 aprile 2005, 16:14

Grazie!
Aggiungerò quindi le tue notizie.

****


CENNI SUI PAGANO di Sicilia
(di Messanensis)



Il Galluppi vuole i Pagano nobili di Messina dal XVI al XVIII secolo ed originari del Napoletano. Egli dà per arma: bandato d'oro e d'azzurro di sei pezzi, al capo d'armellino, caricato da tre pendenti di rosso; e la bordura dello scudo composta d'azzurro e d'argento di dieci pezzi, l'azzurro seminato ciascuno di gigli d'oro, col lambello a tre pendenti dello stesso attraversante, e l'argento caricato dalla croce potenziata d'oro, cantonata da quattro crocette del medesimo (anche se non è chiaro se Galluppi l’ha rilevata da qualche parte o l’ha semplicemente copiata da qualche araldista napoletano).
Il Villabianca viceversa in un manoscritto inedito dà ai Pagano la seguente arma: d’oro, al pavone rotante d’azzurro; senza aggiungere ulteriori notizie (perciò non sappiamo a quale famiglia in realtà si riferiva il Villabianca; per esempio a Polizzi Generosa esisteva una famiglia Pagano nobile ma non antica e di origini popolane).
Il Galluppi riallaccia i Pagano siciliani ai famosi Pagano patrizi napoletani. Aggiunge poi: "nel napoletano la famiglia Pagano è tra le più rinomate, avendo goduto nobiltà nel sedile di Porto a Napoli, e nelle città di Nocera, Salerno, Caserta, Lucera, Cotrone e Reggio (...)".
Poi scrive: "la linea siciliana nobile nella nostra Messina, come scorgesi dalla Mastra del Mollica, dall'Ansalone e dai Ruoli dell'Arciconfraternita della Pace, faceva pure nei tempi andati, residenza nella città di S. Lucia del Mela". La casa Pagano era dunque nel contempo messinese e luciese, come si può notare da vari documenti (ed anzi essa era più luciese che messinese).
Fra i vari personaggi di tale famiglia: Biagio Pagano fu giudice delle appellazioni a Messina nel 1580-81, della corte straticoziale nel 1583-84, giudice del tribunale del Concistoro nel 1586-87, 1596-97 e della Gran Corte Civile nel 1592-93 e risulta iscritto nella c.d. mastra nobile del Mollica nel 1589.
A S. Lucia nell'archivio comunale sono conservati gli atti dei giurati, che partono all'incirca dal 1550. Proprio in quell’anno risulta giurato il nobile Giulio Pagano. Negli anni immediatamente successivi i Pagano occuparono la carica giuratizia diverse volte con vari loro membri. Da ciò si deduce che allora doveva essere una delle famiglie di S. Lucia più importanti e presente nella cittadina da diverso tempo, visto che all’epoca è già parecchio diramata.
Di seguito cenni sulla genealogia dei Pagano principi di Ucria, riunendo le frammentarie notizie tratte dal Galluppi, dal Mango e dal Villabianca:
Sebastiano Pagano, di S. Lucia del Mela, verso il principio del '600 aveva comprato da casa Spadafora i feudi di Santa Domenica, Purrito (inv. 27/7/1629) e Puzzoleo.
Il barone di Ucria D. Giuseppe Marquet e Giardina (morto nel 1650 e sepolto nella Chiesa Madre di Ucria, dove ancor oggi esiste il suo sepolcro) sposò la luciese Donna Catarina Pagano e Trovato, figlia del suddetto D. Sebastiano, come per capitoli matrimoniali del 3 nov. 1633, VI indizione in Notar Domenico Cirino di S. Lucia.
Gli successe il nipote Francesco Pagano e Marquett (figlio di Antonino Pagano, primogenito del suddetto Sebastiano Pagano) (inv. 25/9/1650), il quale ottenne il titolo di Principe di Ucria con privilegio dato a Madrid il 22/8/1670 ed esecutorato a Palermo il 15/1/1671.
A questi successe il figlio Antonino Pagano e Risicato (inv. 9/11/1673), il quale sposò Laura Lombardo e morì il 27/12/1730 (testamento pubblicato in Notar Gio. Battista Destri di Tortorici il 20/12/1731).
Gli successe la figlia Flavia Pagano e Lombardo (inv. 15/3/1732), ereditiera della casa, la quale sposò Vincenzo di Giovanni e di Napoli, Duca di Saponara, e P. del S.R.I., di Castelbianco, ecc.

****

Grazie ancora a Messanensis e saluti a tutti.

G.
Grimaldi
 

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