da Maria Luisa Alasia » domenica 9 gennaio 2011, 2:57
Gentilissimi,
Archivio storico campano, Volume 1
Dall'Appendice all'Eco di Aversa — Anno VI, N. 2, 15 Gennaio 1867, pag. 7 (presso l'Arch.0 Municipale della città di Aversa).
Famiglia del Tufo che va descritta così: di nero alla punta abbassata di argento, sormontata dal capriolo dello stesso, attraversato nel capo da un lambello di tre pendenti d'oro. Invece l'arma degli Abenavolo, qual'è riportata dal Campanile, per il ramo principale, ed originario di Aversa, è: di argento con due fasce di azzurro (orizzontali e non traverse) col lambello o rastello a tre pendenti di rosso nel capo.
IL BLASONE DEGLI ABENAYOLO
La provvenienza diretta del ramo degli Abenavoli di Teano da quello principale dei varvasori (1) di Aversa vien pure comprovato dalla conformità blasonica , i cui primordiali caratteri
i
(1) Per l'intelligenza di questa voce salica usata dagli antichi francesi basterà riportarsi al tit. X del libro 2° dei feudi « Qui a Capitaueis antiquitus beneflcium tenent, Valvasores sunt ». Oli Abenavoli erano dunque tra' primi militi, cui i conquistatori normanni divisero in feudo il territorio su cui surse la cittì di Aversa: Vedi pure Crbscenzi. Trattato di Nobiltà. Bologna 1693. Libro 1, Cap. X/UV e XXVI.
si riscontrano nelle due armi; nè occorre insistere sull'importanza di questa prova, bastando ricordare l'antico precetto d'araldica « identità* familiae ob insignium conformitatem demonstratur. »
E per vero, secondo che ci tramanda il De Pietri (2), gli Abenavoli Napoletani usciti d'Aversa, antichi e potenti de genert Normandorum sin dal 1110 usavano le sei fasce dalla metà dello scudo in giù vermiglio ed oro, che erano state aggiunte allo scudo primitivo ch'era di argento (A). . E questa origine normanna Giuseppe Campanile (3) par la ribadisce per 1' uniformità dei nomi o per le divise gentilizie di pure fascie e di schiette bande , ed a quella degli Abenavol: dipendente come la Gargano da uno de' dodici edificatori di Aversa dà le due fascie azzurre con un fastello rosso in argento. Or se non può dubitarsi che debbano dirsi più antichele insegne che non hanno corpo, perchè il loro significato — cose quelle di origine germanica, per cui l'arraerista riconosce il pregio della schiettezza in quegli scudi che hanno il semplice campo partito o la banda quantunque semplice ed ignuda— va distinguendosi pe'semplici e più eletti metalli , scuta tantum lectusitnis coloribus distinquunt, la derivazione normanna degli Abenavoli è constatato dal fatto che appo noi i principi normanni divenuti conti di Puglia tolsero il campo d'oro e tal'hora d'argenta e d'ostro. E le « pure fasce e le schiette bande > tolsero i Sanseverini, i di Capua, i Sanframondi, i Guarna, quei della Pagliara, gli Aiello et altri che possono vantare, al dir dello stesso Campanile, di discendere de genere Normandorum.
L'arma aversana degli Abenavoli — decorata nel secondo periodo del rastello o lambello a tre punte (4) — è conservata dagli Abenavoli di Teano con quelle sole varianti di metallo, che si veggono adottate sia per distinguere l'uno o l'altro ramo della
(2) DelPHistoria napoletana. Napoli 1634, pag. 103 n. 19. (A) Vedi il num. I della Tavola degli Stemmi.
(3) Notizie di nobiltà. Napoli 1672 fol. 15.
(4) « I Rastelli quasi impedimenti sono propri de' secondogeniti di Prencipi e tal hora de' Baroni, egli è vero eh' altri stima eh' il Rastello di tre n di quattro piedi sia terzo o quarto di corona rivolta in gin: » Campanili Gius. Op. eh., pag. 117.
famiglia diveltosi dall' albero, ovvero le trasmigrazioni da una città all'altra per notabili eventi.
Il lambello (5) è concessione de'principi Angioini, forse fatta prima del 1327 , a Lottiero Abenavolo Coutestabolo di Aversa, ad occasione del privilegio concessogli da Re Roberto di regio familiare (0), o poco dopo a Tommaso de Abinabile, anch'esso comestabolo di Aversa e suffeudatario di Filippo principe di Taranto e imperatore di Costantinopoli (7).
Questa seconda divisa trovasi così registrata dai due Campanile — di argento con due fasce di azzurro col rastello a tre pendenti di rosso nel capo (B).
Corrono appena altri dodici lustri , e della famiglia così potente fino allora e ricca di feudi in Aversa e nelle vicinanze , non si trova più notizia — ed invece il cognome emerge nella città di Teano, prendendo posto nei Registri di Stato per concessioni di terre feudali ed assensi regii nel tenimento teancse e nei limitrofi di Carinola e di Torre Francolise, dov'è ubicato il feudo detto per eccellenza degli Abenavoli.
Dal 1393 non passano she sole tre generazioni fino all'eroe di Barletta, ed il suo stemma lo si trova registrato nei mss. della Biblioteca Nazionale segnati ai N.ri X. A. 41, fol. 46 t° e 47 e X. A. 45, fol. 71. É di argento a due fasce vermiglie col lambello a tre punte di azzurro nel capo in campo d'oro (C).
Resta, quindi, pienamente comprovato, anche blasonicamente, che il ramo degli Abenavoli teanesi spiccossi direttamente dall'albero principale di Aversa.
Ciò posto , occorre per poco tornare indietro e soffermarsi a ricordare le gesta del padre e degli zii di Ludovico—di Troilo,
(5) Lambello è la brisnra più nobile — registra il Galluppi nel suo Dizionario Araldico — formata da una striscia di drappo di un terzo d' una fascia scorciata con tre pezzetti dello stesso drappo pendenti uno dal centro, due da lati.
(6) Secondo le leggi araldiche, quando sia concessione dei Principi Angioini, appartenenti al ramo secondogenito della Casa di Francia — il lambello suole essere indizio di secondogenitura, e tale indicazione potrebbe avere anche per gli Abenavolo le pezza aggiunta all'antica insegna.
Spero che ne capite molto piu' di me. Maria Luisa