da Lord Acton » lunedì 17 gennaio 2011, 22:52
L'unico testo che parla un pò dell'Ordine della Nave è il "Saggio Storico degli Ordini Cavallereschi antichi e moderni estinti ed esistenti nel Regno delle Due Sicilie" di Raffele Ruo, del 1832, un originale di questo volume è abbastanza difficile da reperire, ma, per fortuna, le Edizioni Brenner a metà degli anni '90 ne fecero una ristampa anastatica ben rilegata che, invero, non sfigura in biblioteca, e che è diventata, anch'essa, introvabile, e, recentemente, ne hanno ristampata una nuova edizione, un pochino più povera, ma altrettanto meritoria, per la sua utilità di poterci erudire in merito, e normalmente acquistabile nelle librerie un pò specializzate.
Quindi, procurandosi questo volume, sempre utile, anche per altre notizie su tutti gli Ordini del Regno delle Due Sicilie, potrà avere alcune notizie in merito.
Intanto anticipo... stralciando e sintetizzando...
Carlo di Durazzo, assumendo il trono di Napoli, come Carlo III, nel 1381, istituì questo nuovo Ordine di cavalieri che denominò "Compagnia della Nave", si proclamò capo di detta nobile compagnia, e gli diede come sede la Chiesa di San Nicola di Bari, in Napoli, dando come norma che i cavalieri vi facessero vi celebrassero la festa ogni anno, lì facessero tutti gli atti relativi alla vita dell'Ordine e, mettendo tale "Compagnia" sotto la regola di San Basilio, stabilì che nella stessa chiesa tale regola fosse consegnata ai cavalieri dal vescovo di Napoli.
L'argomento di questa istituzione fu tratto dalla famosa favola della nave di Argo, per disporre l'animo di coloro che fossero ammessi ad imitare Giasone e i suoi compagni nell'impresa delle ricerca del vello d'oro. Per insegna venne stabilita una nave posta tra onde d'argento, sull'albero di mezzo era posta una palla con una croce con l'epigrafe NON CREDO TEMPORI, e questa nave pendeva da una collana formata di conchiglie e mezze lune d'argento.
L'abito solenne per i cavalieri era di seta bianca, in forma di mantello, e altri militari ornamenti alla divisa de colori del Re.
Molti nobili napoletani vennero ascritti e sul volume ci sono citati vari personaggi del Regno, tutti di primissimo piano, che vennero insigniti e si rileva che sulle tombe di alcuni di questi sono riportate le insegne dell’Ordine.
Tra gli obblighi dei cavalieri c’era quello di difendere la Religione Cattolica, di stare in fraternità tra loro e di procurare sempre pace.
Quest’Ordine non ricevette alcuna approvazione Apostolica e non venne sostenuto da nessun contributo di Commende o simili.
Nel 1415, vedendo che l’Ordine era svilito nei suoi componenti, non più personaggi di primo piano, la Regina Giovanna II convertì ad altro uso le poche rendite, e la chiesa, concesse e determinò, di fatto, la fine dell’Ordine.
Lord Acton
Amiamo il servizio straordinario... le imprese giudicate assurde o impossibili (A. Dumas)