Carissimo Cassinelli
Potrei sbagliarmi, ma quanto si vede della croce potrebbe non escludere il secondo modello che hai presentato, con croce di San Maurizio all'interno.
Se la croce infatti fosse un po' più piccola (il che è probabile vista la lunghezza dei bracci della croce di San Maurizio nel primo modello) potrebbe non vedersi affatto nella posizione in cui viene raffigurato il cavaliere.

Per quanto attiene lo spunto di riflessione offerto dal Gentile Aristarco:
credo che
la regola agostiniana fosse adottata spesso proprio per la sua adattabilità, offrendo una base soprattutto nella strutturazione della vita comunitaria e permettendo l'aggiunta di norme e regole proprie degli ordini che la hanno poi adottata. E' una regola aperta che non confligge con carismi specifici (salvo quelli eremitici).
Quella benedettina invece presuppone in modo più marcato un'aderenza di tipo monastico. In essa qualsiasi forma di ministero all'esterno va vista come un'eccezione e certamente non come una condizione ideale, tuttavia è impossibile dimenticare la funzione "ospitaliera" delle abbazie nelle loro foresterie.
Se da un certo punto di vista l'agostiniana sia certamente più attuabile in ordini cavallereschi, la "dispensa" dalla vita comune che caratterizza i frati cavalieri giovanniti lascia intendere che la regola agostiniana non sia più applicabile, anche qualora fosse effettivamente la regola originariamente osservata dagli ospitalieri. Al contrario potrebbe essere applicabile una regola monastica o eremitica: Cavalieri che hanno emesso professione religiosa, che vivono del proprio lavoro, in solitudine e preghiera rispondendo ad una vocazione al soccorso dei sofferenti e alla difesa della fede.