Enigma trecentesco

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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda StefanoM » mercoledì 5 gennaio 2011, 11:01

Chi sa se in epoca Ellenistica il motivo non esisteva già [hmm.gif]

Comunque l'ipotesi dello scudo non andrebbe scartata.
Scudo a Pelte
Peltarion (shield)
A peltarion, pelta or pelte (Ancient Greek: πέλτη) was a crescent-shaped wicker shield commonly used in the ancient world before the 3rd century BCE and gradually replaced in some cases with the thureos. Xenophon describes the shield as "round" but such round shields are rare in contemporary art. It could either be carried with a central hand-grip or a double grip similar to an aspis. It also usually had a carrying strap to allow it to be slung from the back. According to Aristotle it was rimless and covered with goat or sheep skin. The shield was carried by many troops of period including the light Ancient Greek infantry known as Peltasts. Some Persian and other Eastern troops used shields similar to the pelte such as Later Achaemenid takabara. It can also be seen in Scythian art. It seems however that the shield used in Greece had its origins in Thrace and central Europe. The small round shield carried by the phallangites of the Macedonian phalanx was also called a pelte, due to its size.
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VALE [thumb_yello.gif]
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » giovedì 6 gennaio 2011, 0:43

C.Quaratesi ha scritto: Anche a Saletto di Vigodarzere, in provincia di Padova, in una villa sulle sponde del Brenta del tardo II inizio III sec. c'è un mosaico in marmo rosso di Verona(!) il cui "campo ha bipenni rosse delineate in nero".

Interessante... e ignoto: è un po' di giorni che ci penso ma non mi viene in mente niente. Bibliografia in merito? La Carta archeologica del Veneto?
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda bardo » giovedì 6 gennaio 2011, 0:51

Franco Benucci ha scritto:
C.Quaratesi ha scritto: Anche a Saletto di Vigodarzere, in provincia di Padova, in una villa sulle sponde del Brenta del tardo II inizio III sec. c'è un mosaico in marmo rosso di Verona(!) il cui "campo ha bipenni rosse delineate in nero".

Interessante... e ignoto: è un po' di giorni che ci penso ma non mi viene in mente niente. Bibliografia in merito? La Carta archeologica del Veneto?


Provi a dare un'occhiata qui: http://books.google.it/books?id=NjL2KGs ... ro&f=false ;)

(figg. 56 e 62)

un saluto ;)

Luca
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » giovedì 6 gennaio 2011, 1:10

bardo ha scritto:Provi a dare un'occhiata qui: http://books.google.it/books?id=NjL2KGs ... ro&f=false ;)

Ah però... grazie. Di Saletto non si sa nulla, vedo, ma al Museo ci sono spesso, anche se non nella sezione archeologica... andrò a vederli dal vivo
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda StefanoM » venerdì 7 gennaio 2011, 18:29

A Grado nella Basilica Sant'Eufemia i mosaici della navata settentrione riportano una composizione molto simile a quelle di Ravenna.
Poi vi posto la foto. 'E un bel pavimento. [jump.gif]
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Guido5 » venerdì 7 gennaio 2011, 23:10

Cari amici,
ringraziando "Contegufo" che per primo ha colto il termine e "StefanoM" per l'apporto decisivo, a questo punto propenderei per accogliere il suggerimento degli archeologi con scaccato di bipenni (anche se loro parlano di "scacchiera di bipenni"). Per semplificare le cose ecco le due figure più significative dal volume di Marina De Franceschini "Le ville romane della X regio":

ImmagineImmagine

E' superfluo rilevare che - volendo ottenere figure uguali come forma e dimensione, il che è implicito nello scaccato - il termine è assolutamente univoco.

Ciao a tutti!
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » venerdì 7 gennaio 2011, 23:57

[clapping.gif] [clapping.gif] [clapping.gif]
Amen Amen Alleluja, anche se siamo ancora un po' fuori stagione...
Franco Benucci
 

Re: Enigma trecentesco

Messaggioda StefanoM » sabato 8 gennaio 2011, 11:56

Questi mosaici sembrerebbero concentrarsi intorno a Venezia, il che è curioso.
Resta da capire perchè nel XIV secolo un tizio ha deciso di crearsi uno stemma con quel disegno. Gli piaceva? [confused.gif]
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Guido5 » sabato 8 gennaio 2011, 12:24

Caro Stefano,
a Venezia aggiungerei Ravenna ("Casa dei tappeti di pietra") ma non siamo così lontani... Bisognerebbe dare un'occhiata al libro di Catherine Balmelle e altri "Le décor géométrique de la mosaïque romaine", citato nella bibliografia del testo di di Marina De Franceschini e indicato in nota con "Décor".

Ciao a tutti!
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » sabato 8 gennaio 2011, 21:11

Guido5 ha scritto:a Venezia aggiungerei Ravenna ("Casa dei tappeti di pietra") ma non siamo così lontani... Bisognerebbe dare un'occhiata al libro di Catherine Balmelle e altri "Le décor géométrique de la mosaïque romaine", citato nella bibliografia del testo di di Marina De Franceschini e indicato in nota con "Décor".

E inoltre Mérida e Turchia, postati proprio da StefanoM...
Quanto al libro, la stessa C.Quaratesi ha detto che sta aspettando di poterlo vedere, immagino causa chiusure natalizie delle biblioteche. Quindi da lunedì se ne riparla...
Franco Benucci
 

Re: Enigma trecentesco

Messaggioda contegufo » sabato 8 gennaio 2011, 21:32

Salve a tutti

Per festeggiare la conclusione, con abbondanti libagioni offerte a tutti i partecipanti al topic e pagate dal trio, Guido5 autore del famigerato disegno, Contegufo per il modesto contributo e Stefano M. "per l'apporto decisivo" vorrei levare il calice al cielo e declamare quanto segue:

Conte Bauscia veniva da Brescia
munito di un ascia
si tuffò dentro al Pescia
per pescare una biscia.

Ps. A proposito di ascia...........
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » domenica 9 gennaio 2011, 0:03

La bissia strissia sulla cossia lissia della ragassia di Bressia,
indi di poi possia alssia la cossia e pissia ssivolando felissie sull'erba lissia...
;)
Franco Benucci
 

Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Tilius » domenica 9 gennaio 2011, 2:05

Dispiace raffreddare gli entusiasmi generali, ma l'avere trovato un precedente "antico" (1000 anni ante, mese più, mese meno...) ed adottarne entusiasticamente la denominazione archeologica "moderna", é davvero la soluzione del problema araldico posto inizialmente?
Really?
Cioé, pensiamo veramente che uno stemma terecentesco si rifaccia direttamente ad un pavimento musivo romano?
Perché é su tale improbabile base che può trovare una qualche legittimazione l'utilizzo del termine archeologico...

Se invece si vuole coniare un neologismo araldico, mutuandolo dall'archeologia (ma avendo ben presente che il solo, labile collegamento fra i due contesti é di mera coincidenza grafica) e attraverso questa operazione fornirgli una illusoria patina di storicità, niente a che ridire.

:roll:
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » domenica 9 gennaio 2011, 10:35

L'uso del termine in sè stesso, come etichetta per quel tipo di scaccato, mi pare del tutto legittimo una volta riconosciuto l'oggetto di base e il motivo grafico ispiratore, che certo era ben presente (in una qualche sua versione e realizzazione, magari su carta o pergamena, non necessariamente in tassellato litico) anche a chi ideò lo stemma trentino oggetto dei nostri crucci.
Poi è vero, è rimasta aperta la discussione sull'aspetto 'definitorio', cioè blasonico, tra ondato e grembiato, doppio- e contro-, ecc. In un certo senso ci siamo paracadutati sull'obiettivo finale senza aver del tutto chiarito il percorso da fare per raggiungerlo via terra...
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