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Antonio De Battisti ha scritto:Gentile Morello,
mi auguro sia questa la famiglia che va cercando. La fonte è il Libro d'Oro.
de SANCTIS di CASTELBASSO
Arma : D'azzurro al monte di tre cime di verde uscente dalla punta dello scudo sostenente un leone d'oro fissante una cometa ad 8 raggi dello stesso ondeggiante in banda e posta nel canton destro del capo.
Antica e nobile famiglia del regno di Napoli feudataria di Cerreto e Penna S.Andrea in Abruzzo. Fu tra le primarie della città di Teramo, Penne, Canzano e Castelbasso ove possedeva proprietà e palazzi gentilizi.
Imparentata con le più antiche famiglie del teramano :
- della NOCE
- ROZZI di Campli
- MALASPINA di Ascoli
- NOBILI-VITELLESCHI
- CERULLI IRELLI
- CIVICO di Leognano
- DE STERLICH di Cermignano
- LEOPARDI
- CASTIGLIONE di Poggioumbricchio
- SORRICCHIO
- FLAJANI
- RICCI di Montereale
- SPINOZZI
- BARONI CORNACCHIA di Torano
- AMOROTTI di Castelmontino
Nella chiesa della Madonna dell' Alno in Canzano per eredità della famiglia della NOCE SANTARELLI gode di altare privilegiato dal titolo " La nascita del Salvatore " nonché in Castelbasso per successione della nobile famiglia CLEMENTE, di cappella e sepolcreto gentilizio.
Degno di nota fu il barone DIODATO de Sanctis, gentiluomo d'anticamera del re di Napoli che seguì nell'esilio a Gaeta e membro della Nobile Arciconfraternita dei Centuriati.
La famiglia è stata ammessa in via principale nell' Ordine Costantiniano con il barone GAETANO ARMIDORO del ramo di Chieti e presentemente, quale " quarto " nel processo nobiliare Rosati di Monteprandone.
La famiglia è contraddistinta e conosciuta pubblicamente con il titolo " baronale " per essere stata feudataria " jure longobardorum " dei feudi di Casanova, Poggioramonte, Nocella, Pagannoni.
Ramo di GIUSEPPE (1862)
figlio di Eugenio (1826) e di Domenica CLEMENTE, (di Pasquale (1789) e Carolina SPINOZZI), (di Nicola Antonio (1757) e Contessa Francesca LEOPARDI, Nob. di Recanati, Patrizia Ascolana) ; (di Tommaso (1716) e di Angela Maria RICCI di Montereale), sposa a Nereto Giulia SORGE, figlia di Antonio e Giustina de FILIPPIS DELFICO.
1) CESARE (1897-1963)
sposa a Zara la Nobile Elena de GENNARO, figlia di Pietro fu Gioacchino fu Gen. Raffaele de Gennaro e di Francesca PALCICH, da cui :
a) ETTORINA (* 1924), sposa Avv. Alfonso ROSATI di MONTEPRANDONE
b) GIULIA
c) GIUSEPPINA, sposata BAGALONI (+ 1995)
2) CONCETTINA, sposata RAPAGNA
3) SANTINA, sposata DI GIACOMO
4) ETTORE
5) VIOLANTE
Ramo di NICOLA (1858)
sposa Amalia PESCOSOLIDO, da cui :
- GIUSEPPE, sposa la cugina Virginia MARINELLI LEOPARDI, da cui :
1) MARIA
2) AIDA (+)
3) CLEMENTINA, sposa Cav. Miro MARTELLACCI, da cui :
a) VIRGINIO (* 18-V-1951), medico veterinario, (adottato dalla zia Maria ed assume il cognome de Sanctis con provv. Trib. di Teramo 785/94
b) ROSA MARIA (* 08-X-1956), Architetto
Cordiali saluti
contegufo ha scritto:Salve
Domanda, ma si tratta di concessione ex novo oppure di rinnovazione del titolo che sarebbe andato perso? Anche perchè credo che suddetto titolo (Conte) fosse stato concesso dal Margravio di Ungheria nel 1600.
ermete ha scritto:contegufo ha scritto:Salve
Domanda, ma si tratta di concessione ex novo oppure di rinnovazione del titolo che sarebbe andato perso? Anche perchè credo che suddetto titolo (Conte) fosse stato concesso dal Margravio di Ungheria nel 1600.
senza entrare nel merito della validità del titolo concesso da Umberto II in esilio perché ci sono già valanghe di dichiarazioni, credo che il punto sia questo: la rinnovazione era più un rispolvero di un titolo già appartenente alla famiglia mentre in questo caso il titolo doveva passare ad altra famiglia.
Molte famiglie, nella stessa posizione degli Orsetti, hanno ricevuto una concessione del titolo rivendicato e non una rinnovazione. Non cambia molto se non alla presenza di un predicato.
Penso che Umberto II, galantuomo com'era, sapendo di non essere più re ma volendo accontentare quei pochi fedeli rimasti, avesse cercato di non sovrapporsi alla storia.
Per i Titoli di Patrizio è altra cosa in quanto non rientrava nel diritto del Re dato che il Patriziato si otteneva dalle cariche cittadine e poteva solo essere riconosciuto secondo gli statuti municipali.

contegufo ha scritto:Gli Orsetti non furono mai Patrizi di Lucca (il patriziato era istituto ottocentesco) in quanto non rispondenti alle specifiche richieste, quindi sì Conti, rinnovati, ma non Patrizi in quanto non lo erano mai stati nemmeno all'epoca del Ducato di Lucca.
Saluti
ermete ha scritto:contegufo ha scritto:Gli Orsetti non furono mai Patrizi di Lucca (il patriziato era istituto ottocentesco) in quanto non rispondenti alle specifiche richieste, quindi sì Conti, rinnovati, ma non Patrizi in quanto non lo erano mai stati nemmeno all'epoca del Ducato di Lucca.
Saluti
contegufo guarda che i patrizi sono stati "inventati" al tempo dell'antica Roma dove il popolo era diviso in patrizi e plebei.
Riguardano le cariche pubbliche cittadine e quindi non sono concessi dai Sovrani, al limite sono riconosciuti. Hai mai visto una concessione di Patrizio da parte di Umberto II o di un altro re d'Italia ?
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