Cari amici
Sappiamo che la nobiltà è cosa d'animo ed alberga negli individui al di là della classe sociale e della denuncia dei redditi. I suoi segni distintivi sono l'umiltà, la modestia insomma un atteggiamento defilato da basso profilo che però a volte inciampa nelle pieghe dell'onestà andando ad incrociare i sentieri del maligno.
Un titolo si ottiene per meriti da cui discende la parola NOBILE ma se appunto per qualche ragione si incappa nelle maglie della giustizia, che sentenza alla mano stabilisce comportamenti lesivi alle leggi statuali, al nobile andrebbe tolta la nobiltà ovvero andrebbe SNOBILITATO un po' come avviene per il prete indegno che si dice SPRETATO.
Risulta a nessuno degli interlocutori del forum casi del genere ?
Un noto editore lombardo morto nel 1972 sotto un traliccio dell'alta tensione per lo scoppio accidentale dell'ordigno che stava sistemando e il cui padre era stato nobilitato a Marchese di Gargnano da Vittorio Emanuele III nel 1940 previo versamento di un cospicuo assegno, non mi risulta che sia stato depennato come avrebbe dovuto avvenire da Umberto II così come conferiva, confermava e rinnovava titoli a distanza.
Esistono i meriti ma esistono anche i demeriti da cui il ritiro del titolo.....ma è mai successo?
Saluti a tutti


