Gambalunga - Carpi, Bologna, Rimini

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Gambalunga - Carpi, Bologna, Rimini

Messaggioda bardo » domenica 28 novembre 2010, 3:28

Buonasera,
mi trovo qui a chiedere lumi a proposito della famiglia - o delle famiglie - Gambalunga.

Credo che molti conoscano quello che senza dubbio è l'esponente più famoso di questa famiglia, Alessandro Gambalunga, patrizio riminese (nato dopo il 1554 e morto il 12 agosto 1619) che per testamento lasciò il proprio Palazzo e la Biblioteca in esso contenuta alla cittadinanza, compresi coloro che in vita lo avevano sempre escluso dal Consiglio cittadino in virtù della sua nascita non consona (in tal modo negandogli sempre l'accesso alla nobiltà cittadina) .
Era infatti figlio di Giulio, mercante da ferro ma anche di lino, canapa e cordami che si era molto arricchito grazie al commercio ed alle doti delle quattro mogli (di esse, Armellina di Angelo Pancrazi è ritenuta dai più madre di Alessandro; non so se sia madre anche del fratello di Alessandro, Francesco).
A sua volta, Giulio era figlio di Francesco, un domificator o mastro muratore (lo troviamo indicato come FRANCISCUS Q. CESARIS MURATOR) che proveniva da Carpi; è con Francesco che compare il soprannome Gambalunga (in atti del 1538, 1549 e 1551).

Mettendo da parte per un attimo il fatto, per me abbastanza nuovo, che Gambalunga sia considerato appunto un soprannome, ultimamente mi si sono posti diversi quesiti:

- ho sempre letto di come i Gambalunga fossero di origini lombarde, e non modenesi (Carpi poteva essere considerata lombarda nel XVI secolo?);

- scorrendo le Insignia Veneta, Mantuana, Bononiensia, Anconitana, Urbinatia, Perugiensia (1550-1555) mi sono imbattuto nello stemma Gambalunga, che è identico allo stemma che Alessandro Gambalunga fece eseguire per il monumento funerario del padre Giulio - è noto infatti come lo stemma che Alessandro ideò per sé sia uno stemma parlante, differente da quello del padre.
Inoltre, il Blasone bolognese del Canetoli presenta entrambe le armi, quella "antica" e quella "nuova", e mi chiedevo il perchè.

Premesso che:
- all'epoca della compilazione del Blasonario (1791-1795) il cognome Gambalunga a Bologna era presente associato alla famiglia Bianchetti in quanto Alessandro non ebbe figli maschi, e l'unica nipote Armellina, figlia del fratello Francesco, andò sposa a Cesare Bianchetti;
- recentemente, durante una visita alla mostra L'albero delle vite presso l'Archivio di Stato di Bologna ho potuto con alcuni amici osservare almeno tre esemplari dello stemma Gambalunga "nuovo",

è forse attestata la presenza della famiglia Gambalunga a Bologna, dove peraltro Alessandro si laureò in utroque iure (testimone è lo stemma Gambalunga presente presso l'Archiginnasio)? Chiedo questo perchè ho letto di diversi notai cognominati Gambalunga attivi a Bologna, ed allora ho ipotizzato che possano essere esistite due famiglie con il medesimo cognome. Ancora, un Berardino q. iacobi Gambalonga de Bononia è attestato a Rimini nel 1495.
A complicare le cose, nella Vita del Venerabile servo di Dio Cesare Bianchetti Senatore di Bologna di Carl-Antonio Del Frate si legge di come Cesare Bianchetti contrasse egli dunque le Nozze con Ermellina della famiglia Gambalunga già nobile, e delle più antiche di Bologna, trapiantata in Rimino. Forse l'autore ha fatto confusione unendo esponenti di due diverse famiglie? Ma c'è sempre l'identita di quei due stemmi a farmi sorgere dubbi su dubbi... e magari la spiagazione è semplice, chissà :o

Scusate la prolissità :D

Un saluto ;)

luca
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Re: Gambalunga - Carpi, Bologna, Rimini

Messaggioda Antonio De Battisti » domenica 28 novembre 2010, 16:55

Gentile Bardo,
la fonte è il Dizionario storico-blasonico di G.B. di Crollalanza.

GAMBALONGA di Bologna
Arma : Partito ; a destra d'argento, al capriolo coricato di azzurro, accompagnato da tre teste di cane di nero ; a sinistra armellinato d'argento e di nero, frangiato d'azzurro.

GAMBALUNGA di Pesaro
Arma : D'azzurro, alla gamba di carnagione movente dal capo in palo.
Originaria di Rimini. Un conte CESARE appartenne al nobile Consiglio pesarese. (Estinta).

GAMBALUNGA di Rimini
Arma : D'argento, alla banda di rosso caricata da una cometa in capo e da un crescente in punta d'oro, con la gamba di carnagione attraversante sul tutto.
ALESSANDRO fondatore della famosa biblioteca comunale di Rimini che dal suo nome si dice Gambalunga.
GIULIO giureconsulto di bella fama. (Estinta).

Dal Dizionario storico-araldico dell'antico Ducato di Ferrara di Ferruccio Pasini-Frassoni
GAMBALONGA
Arma : D'azzurro, alla gru d'argento, tenente nel becco una gamba di carnagione, accompagnata in capo da tre stelle d'oro male ordinate.
Oriundi di Romagna.


Cordiali saluti
Antonio De Battisti
 
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Re: Gambalunga - Carpi, Bologna, Rimini

Messaggioda dpascale » domenica 28 novembre 2010, 17:42

Caro Luca,

penso che nel Medioevo e nel Rinascimento tutta l'Emilia fino a Modena fosse tranquillamente associata alla Lombardia, che diventava quindi un modo per intendere l'Italia padana in senso lato; più in giù c'era la Romagna (compresa Bologna). Così mi pare di ricordare, attendo smentite.

Anch’io sono rimasto un po’ stupito di aver visto lo stemma dei Gambalunga nel bellissimo volume miniato da te segnalato, considerando il fatto che non avevo mai sentito parlare dei Gambalunga come famiglia bolognese (eccezion fatta per i Bianchetti Gambalunga da te ricordati) e anche perché tra quelle miniature mancano gli stemmi di famiglie ben più importanti, come, ad esempio, gli Isolani, senatori e conti di Minerbio.
Sperando di farti cosa gradita, ti riporto tutte le citazioni che Giuseppe Guidicini (Cose notabili della Città di Bologna, che fornisce notizie tratte da documenti notarili per gran parte delle case bolognesi; è organizzato dunque per vie e numeri civici antichi) fa dei Gambalunga.

Vol. I, p. 40.
[Via Albiroli] N. 1683. Casa, alla quale sembrano applicabili le seguenti notizie.
Li 23 aprile 1486 Giovanni Boncompagni comprò da Antonio Gambalunghi o Gambalunga la metà di una casa sotto San Tommaso del Mercato in via Albiroli per lire 205.7.6; rogito Giovanni Battista Bovi. Confina a oriente colla via che è in faccia alle case dei Grassi, a settentrione coi figli ed eredi del fu Giovanni Pasi, di dietro coi Pasi predetti, ed in parte con Tommaso Castellani, a mezzodì cogli eredi di Vanne Caccianemici.
Li 18 maggio 1493 Gaspate Boncompagni comprò da Antonio Gambalunga la metà di una casa in via Albiroli sotto San Tommaso del Mercato per lire 250 d’argento a rogito Battista dal Bue. Confina cogli eredi di Giovanni Pasi, Leonardo e fratello Caccianemici, e Girolamo Castellani di dietro. Appartenne poi ai Pasi, indi ai Minozzi, e poscia al dottor Paolo Piella. Tale casa passa nella via di Mezzo di San Martino.


Ivi, p. 66
[Pugliole di Sant’Arcangelo] N. 1316. Stabile che li 14 giugno 1604, Valerio fratelli e figli di Domenico Simonini vendettero a don Annibale Gaspari [...] confina [...] con Lodovico Gambalunga.


Vol. II, pp. 69-70
I Bianchetti si dissero Gambalunga per testamento del fu Giulio Gambalunga fatto nobile di Rimini li 5 gennaio 1609, rogito Silvestro Boninsegni, col quale lasciò erede un figlio d’Armellina sua figlia, moglie del senatore Cesare Bianchetti, coll’obbligo di assumere il suo cognome, e di abitare la sua casa.


Ivi, p. 224
[Gangaiolo delle Pugliole di Santa Margherita] 1553, 20 settembre. Bernardo Limidi compra dal conte Polidoro, da Paolo Castelli, e da Giulio Cesare e fratelli Gabrielli, metà d’una casa sotto Santa Margherita [...] confina Virgilio Gambalunga [...]
.

Ivi, p. 344 (nota)
Viene nominato il conte Sighizzo [Bianchetti] Gambalunga tra gli anziani nel II bimestre del 1710, in una lettera che riporta alcuni avvenimenti del carnevale del 1710, tra cui l’ingresso al gonfalonierato del conte Alessandro Pepoli (soggetto di una nota miniatura delle Insignia degli Anziani in cui si vede bene lo stemma Gambalunga).

Vol. III, p. 139.
[Pugliole di Santa Margherita N.] 1327. Nel 1494 16 gennaio comprò Guizzardo del fu Antonio Prencipi alias dal Medico da Andrea, Girolamo Federico e Carlo fratelli e figli del fu Giovanni Maria Gambalunghi una casa sotto Santa Margherita nella via detta la via Nuova. Confinava le via predette da due lati, Forlivera, gli eredi di Giacomo Sforza, e una chiavica comune, per L. 332 6 2 d’argento. Rogito Delfino Landini.

Più in basso è riportata la stessa notizia di vol. II p. 224.

Vol. V, p. 40
[Strada Santo Stefano] N. 62. Casa che del 1577 era dei Gambalunga. Sotto la data delli 20 marzo 1590 era così descritta: «Due case contigue con orto sotto San Biagio, in Strada Santo Stefano, in confine degli eredi di Giovanni Tacconi, dei beni della compagnia della Trinità, e degli eredi di Angelo Michele Dosi».
Nel 1617 apparteneva a don Sinibaldo Blondi, che nella divisione della sua eredità colle suore della Santissima Trinità, seguita nel 1632, toccò a Marcantonio Anselmi. Passò in seguito alla famiglia senatoria Grati, che la vendette all’avvocato Domenico Passarotti.


Ivi, p. 148.
[Via Tagliapietre n. 271] Nel novembre del 1471 questa casa fu venduta da Gaspare Gambalunga a Giovanni da Panico. Rogito Francesco Ottoboni. In questo rogito è descritta come casa grande con terreno contiguo, posta nella contrada detta il Serraglio di Val d’Avesa.


Vol. Miscellanea, p. 101 (nota).
I Gambalunga sono indicati tra le famiglie di “nobiltà di mezzo tempo” e sono considerati estinti (il volume è pubblicato nel 1872).

Ivi, p. 130, 140, 149 (nota).
Tra gli archi del portico di San Luca, sono indicati il signor Francesco Gambalunga come compatrono dell’arco 35, la contessa Teresa Balducci Bianchetti Gambalunga dell’arco 329, Francesco Gambalunga dell’arco 574 (dall’anno 1682).

Ivi, p. 248 (nota).
1705, 20 ottobre. Il conte Paolo Zambeccari e Giuseppe Gambalunga, si batterono senza ferimento d’alcuno davanti la chiesa del Cestello. Il primo si rifugiò presso il collegio Montalto e il secondo nel convento dei Servi.

Ho indicato sia notizie riferite ai Bianchetti Gambalunga (che forse ti interessano meno) sia quelle riferite ai Gambalunga più antichi, che, a quanto pare, pur se non ricchissimi, dovevano avere qualche mezzo se possedevano una 'casa grande' (termine che indicava una casa con un buon numero di stanze, cortili, vari annessi di servizio, ma che non poteva essere ancora definita 'palazzo', caratterizzato da maggiore grandezza e decoro). In alcuni punti ho tagliato un po', ma, se ti servono i passi completi (magari per andare a cercare i documenti completi nel fondo 'Notarile' dell'Archivio di Stato di Bologna) non hai che da chiedermelo.

Un caro saluto, :)


Daniele
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Re: Gambalunga - Carpi, Bologna, Rimini

Messaggioda bardo » lunedì 29 novembre 2010, 15:02

Ringrazio i gentilissimi Antonio De Battisti e Daniele per la disponibilità e soprattutto per la pazienza di trascrivere tante informazioni interessanti :D

Per quanto riguarda le varie armi Gambalunga, le conoscevo tutte ad eccezione dell'ultima che mi appare del tutto nuova. La prima, dei Gambalunga di Bologna, dovrebbe corrispondere a quella trovata sulle Insigna e sul Blasonario bolognese, e soprattutto a quella del monumento funebre di Giulio Gambalunga, padre di Alessandro. Ne differisce però, mi pare, per le teste della prima partizione, che sono di leone, e non di cane, e per il campo della seconda partizione, che è piumato, e non armellinato.

Forse Giulio di Francesco Gambalunga, padre di Alessandro, venne in qualche modo ascritto al patriziato di Bologna, tanto da aver prodotto un'arma personale che il figlio utilizzò sul suo monumento funebre e che Canetoli incluse poi nel Blasonario? [hmm.gif]

Ho inoltre incontrato una notizia davvero interessante: in località San Giuseppe presso Bologna (conosciuta anche come Valle in Pietra, Val di Preda o Val Predosa), oltre porta Saragozza, dovrebbe essere esistita una Chiesa (San Giuseppe?) in cui si poteva leggere la seguente iscrizione:

JO. BAP. GAMBALONGA
CIVIS ET IURISPERITUS
BONON. ANN. DCCCIX

Trovo poi riportato: L'antica iscrizione che era sull'avello di Gio. Battista Gambalonga rinovata da Alessandro di tale cognome nel 1600 (quando fedelmente sia stata copiata dal suo originale) prova ad evidenza l'antichità di questa Chiesa [...]

Incassata rimane sopra un confessionale nel muro laterale della Chiesa a sinistra, e prima vi si legge. Dirutum monumentum pro Foribus templi olim extructum com huiusmodi inscriptione. JO. BAO. &c. indi. Alexander Gambalonga civis & I. C. Arminen, ne familiae decus, & antiquitas pereat fed ad posterorum etiam notitiam permaneat instaurari hucque tranferri curavit anno Jub. 1600

http://books.google.it/books?id=o2A1AAA ... ga&f=false

Alessandro Gambalunga forse riteneva i Gambalunga bolognesi propri parenti, tanto da ristrutturare la lapide di tal Giovanni Battista Gambalunga? [hmm.gif]

Ogni nuova informazione pare portare nuove connessioni che ingarbugliano il tutto... :D

un saluto ;)

Luca
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Re: Gambalunga - Carpi, Bologna, Rimini

Messaggioda Sigillum1 » mercoledì 1 dicembre 2010, 0:21

Cari tutti, una storia piuttosto ingarbugliata...cui mi limito a contribuire, pur non conoscendo la genealogia della famiglia. Prima del famoso Alessandro, un altro studente che suppongo della famiglia, anche se purtroppo il suo scudo non compare in Archiginnasio, perchè non era ancora stato costruito, si laurea a Bologna in utroque (29.8.1541): si tratta di Hippolytus de Gambalunghis, di cui i documenti non indicano la patria, ma soltanto la paternità e la cittadinanza bolognese "filius honorabilis viri Vergilii causidici... et Bononiae civis". Come è noto i bolognesi non potevano frequentare lo Studio della loro città e dunque si può forse supporre una doppia cittadinanza? Riminese ma anche cittadino bolognese? Ma vedo un Ippolito Gambalunga da Bologna, podestà di Lucca nel 1549. Possibile che a Rimini non abbiano mai ricostruito la storia della famiglia del loro famoso Alessandro? Ciao. Silvia
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Re: Gambalunga - Carpi, Bologna, Rimini

Messaggioda bardo » mercoledì 1 dicembre 2010, 0:48

Credo che l'Ippolito Gambalunga di cui parliamo sia lo stesso Ippolito che, nel Repertorio di tutti i professori antichi, e moderni, della famosa università di Bologna di Serafino Mazzetti viene così descritto:

GAMBALUNGA Ippolito figlio di Virgilio Bolognese, Dottore in ambe le Leggi, ed ascritto ai Collegii Civile e Canonico. Nell'anno 1541 ebbe una Lettura in Gius Civile, che tenne sino al 16 Agosto 1561, epoca di sua morte avvenuta in Bologna.

Il medesimo scritto riporta anche un altro Gambalunga, Federico:

GAMBALUNGA Federico figlio di Giovanni Maria Bolognese, laureato in Filosofia e Medicina li 12 Ottobre 1495, ascritto al Collegio Medico nello stesso giorno, ed al Filosofico li 9 Marzo 1497. Nell'anno suddetto 1495 ottenne una Cattedra di Filosofia, che tenne sono al 1501, in cui passò a leggere la Medicina sino al 20 Maggio 1527 epoca di sua morte.

Per quanto riguarda l'ascendenza di Alessandro Gambalunga, Luigi Tonini scrisse nel 1869 Del riminese Alessandro Gambalunga, della Gambalunghiana e dei suoi bibliotecari: brevi memorie, all'interno degli «Atti e memorie della R. Deputazione di Storia Patria per le Provincie di Romagna», VIII: non sono ancora riuscito a leggerlo, ma credo, comunque, consultando alcuni lavori recenti che su questo scritto si basano, che Tonini non risalga più in su dell'avo Francesco (da Carpi).. mai dire mai del resto, dovrò comunque leggere l'articolo per poterlo affermare con certezza.

un saluto ;)

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Re: Gambalunga - Carpi, Bologna, Rimini

Messaggioda bardo » giovedì 9 dicembre 2010, 22:40

Ho alcune novità: ho potuto leggere l'articolo La lastra tombale Gambalunga del Museo della Città di Rimini, in Romagna Arte Storia, Anno XXVIII, numero 82, gennaio-aprile 2008; riporto un estratto dalle pp. 76-77-78:

Il rinvenimento nell'Archivio storico della Biblioteca Gambalunga, fra le carte del 1933, della lettera di ringraziamento del bibliotecario al conte bolognese Cesare Ranuzzi Segni, induce ad escludere non soltanto la provenienza dell'opera dall'Oratorio del Paradiso ma anche dall'ambiente riminese. Nella missiva del 2 settembre 1933, Carlo Lucchesi, che era anche direttore del museo civico, ringrazia il conte di Ceretolo di Bologna per il "munifico dono" della "lapide Gambalunga". La donazione della "bella lapide sepolcrale con lo stemma dei Gambalunga (ramo bolognese)" viene ricordata nella relazione a stampa che annualmente il Lucchesi presentava al Podestà.


L'Oratorio della Madonna del Paradiso, distrutto dai bombardamenti aerei del 1944, sorgeva alle spalle del Tempio Malatestiano ed era stato scelto da Alessandro Gambalunga - che lo aveva anche fatto abbellire con stucchi e dipinti dell'Arrigoni - come luogo di sepoltura per se stesso e per il padre Giulio.

Evidentemente la lapide che spesso è riportata come appartenente al sepolcro di Giulio Gambalunga appartiene invece ad una sepoltura di un Gambalunga bolognese: ci troviamo di fronte a due famiglie omonime, una riminese (proveniente da Carpi) ed una bolognese, o forse ad una stessa separatasi e sviluppatasi in due rami.

[mf_bookread.gif]

un saluto ;)

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