Re di Gerusalemme

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Re: Re di Gerusalemme

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 24 novembre 2010, 22:17

Carissimo, ci potresti far vedere i due stemmi del Regno partenopeo, quello bonapartista(Re Giuseppe) e quello murattiano(Re Gioacchino Napoleone)? Ciao,
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Re: Re di Gerusalemme

Messaggioda alfabravo » giovedì 25 novembre 2010, 8:01

Questa è la grande arma di Giuseppe Bonaparte
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e questa è la grande arma di Gioacchino Murat
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Ritter
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Re: Re di Gerusalemme

Messaggioda fabrizio guinzio » sabato 27 novembre 2010, 13:00

Ho cercato notizie, ma con scarso esito. Posso solo ipotizzare che il Murat, trattandosi di pretensione succedanea rispetto a quella primaria dei Savoia, comunque allora Re titolari effettivi solo della Sardegna insulare, naturalmente in accordo con Napoleone, vi abbia rinunciato. Sembra che anche oggi i principi Murat non abbiano alcuna pretensione gerosolimitana, ma unicamente napolitana, partenopea. Ciao e grazie!
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Re: Re di Gerusalemme

Messaggioda Franco Benucci » lunedì 29 novembre 2010, 20:39

Non per rinfocolare polemiche, e non sono certissimo che c'entri con quanto discusso sopra, però, cito dal Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 12, alla voce relativa al card. Stefano Borgia da Velletri:

"Il 25 nov. 1758 fu nominato da Clemente XIII rettore di Benevento dove rimase dal 1759 al 1764. Durante questi anni raccolse il materiale erudito per i tre volumi delle Memorie istoriche della pontificia città di Benevento dal secolo VIII al secolo XVIII (Roma 1763-1769), che vennero dedicate a Clemente XIII.
Il primo volume comprende la storia della città dal sec. VIII all'XI; il secondo ricostruisce rapidamente gli avvenimenti a partire dall'inizio del sec. XI fino al XVIII, facendo perno sull'età normanna; il terzo volume presenta l'opera dei governatori della città dall'inizio del dominio pontificio fino al 1550. Il loro interesse consiste anche nei numerosi documenti pubblicati con ricca annotazione.
omissis
Dopo il 1780 si schierò in favore degli interessi, anche temporali, del Papato. Utilizzando il materiale storico già raccolto a Benevento e dopo altre approfondite ricerche negli archivi vaticani, il B. fu infatti in grado di difendere brillantemente le rivendicazioni pontificie, nella secolare controversia tra la Curia e il Regno di Napoli per il possesso di Benevento e del suo territorio, nei tre libri della Breve istoria del dominio temporale della Santa Sede nel Regno delle due Sicilie, pubblicata anonima a Roma nel 1788, in due volumi.
Il primo libro trattava del dominio pontificio e dei titoli giuridici del Papato sul Regno delle Due Sicilie, riconducendoli giustamente alle investiture dei principi normanni concesse da Niccolò II e Gregorio VII. In particolare prendeva in esame i rapporti di Roberto il Guiscardo, Ruggero II e Guglielmo I con Benevento, su cui non esercitarono mai alcun diritto di sovranità. Il secondo libro esaminava in ordine cronologico i documenti di investitura da Umfredo (1053) fino a Ferdinando IV di Borbone (1760). Nelle dissertazioni di diritto feudale che aggiungeva a commento, il B. sosteneva fra l'altro che le rivendicazioni pontificie sulla Sicilia non si fondavano sulla falsa donazione di Costantino. Nel terzo libro difendeva l'autenticità del diploma non datato rilasciato da Enrico II al papa Benedetto VIII, che confermava i diritti della Chiesa romana su Roma e il suo ducato, riconosciuta ora dalla critica moderna. In un'appendice erano pubblicati ventitré documenti, fra i quali i giuramenti feudali dei Normanni e i diplomi di Ruggero II, Guglielmo II e Tancredi per Benevento.
Già nell'agosto del 1787 il B. aveva presentato al segretario di stato di Pio VI, il cardinale Boncompagni Ludovisi, una dissertazione manoscritta sulla sovranità pontificia su Pontecorvo, che fu utilizzata con tutta probabilità nelle trattative col governo napoletano condotte dallo stesso cardinale, il quale nell'ottobre del 1787 si era recato in forma non ufficiale nel Regno. In una lettera di ringraziamento del 20 ag. 1787 il Boncompagni preannunziò al B. il più alto riconoscimento per il suo impegno scientifico; il 30 marzo 1789 Pio VI lo elevò a cardinale prete di S. Clemente, affidandogli in particolare la sorveglianza degli orfanotrofi.
La Breve istoria, concepita come risposta agli scritti dell'abate Cestari, apparve nello stesso anno in una seconda edizione che portava però il nome del Borgia. La controversia pubblicistica con il Regno di Napoli raggiunse allora il culmine: numerosi pamphlets furono diffusi contro le tesi del B., che replicò nel 1791 con una Difesa del dominio temporale della Sede apostolica nelle Due Sicilie,in risposta alle scritture pubblicate in contrario (Roma), nella quale utilizzò anche i materiali su Pontecorvo. Dal punto di vista teorico il Papato aveva vinto, ma la realtà politica decise contro le rivendicazioni pontificie. Il governo napoletano si rifiutò di continuare a pagare il tributo feudale e di riconoscere la giurisdizione del nunzio e, nonostante l'arrendevolezza mostrata da Pio VI nella questione delle nomine vescovili, non si riuscì a concludere un concordato. [segue bibliografia]"

Ogni valutazione di pertinenza e ogni conclusione ai più esperti nel settore specifico...
Franco Benucci
 

Re: Re di Gerusalemme

Messaggioda Pantheon » giovedì 2 dicembre 2010, 17:27

Ritter ha scritto:Ho due domande da fare.

1) nello stemma di Giuseppe Bonaparte Re di Napoli figura la Croce di Gerusalemme. Giuseppe era stato insignito dal fratello Napoleone o si era autonominato ? Non credo proprio che i Bonaparte potessero vantare qualche pretesa su Gerusalemme.

2) perchè tale croce non figura nello stemma di Murat? Anche lui era diventato Re di Napoli allo stesso modo del cognato Giuseppe, cioè su ordine di Napoleone

Grazie per le risposte

Ritter


Gentile Ritter,
credo che i due siano stati fortemente suggestionati.
Troppo affascinante il titolo del re di Gerusalemme per non essere inserito tra gli altri.
Ai due, peraltro, non mancava la spocchia.
Lontani i tempi de: Advocatus Sancti Sepulchri... [angel]

Canto l'armi pietose e il capitano
che il gran sepolcro liberò di Cristo
molto operò con il senno e con la mano
molto soffrì nel glorioso acquisto..
...

Saluti
Pantheon
 
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