[code][quote="Tilius
Che poi questo venga preso a motivo (e qui mi rivolgo a Monsieur A...77) per l'ennesima rimestatura sul classismo degli ordini cavallereschi, é cosa assolutamente pretestuosa (oltre che inattuale: come si é visto, a parte un guff, tutti gli altri son "semplici" cavalierati a prescindere dal grado, ergo davvero all'atto pratico & concreto c'é poco da recriminare).
Gli ordini son classisti perché é la società ad esserlo.
E invocare alti principi di uguaglianza perde assai in spessore morale quando all'atto pratico si rivela lungi dal criticare il sistema delle classi, ma solamente come il tentativo ingenuo d'aggirarlo arraffando la medaglietta e con quella autopromuovendosi all'interno del sistema medesimo.
PS: nell'ultima frase non mi rivolgo a nessuno in particolare.
Se uno é consapevolmente marxista, padronissimo di fare discorsi d'uguaglianza etc etc etc..
Se non lo é e comunque fa discorsi del genere, allora ha ancora molto da riflettere su questi argomenti.
Caro Tilius, sono d'accordo con quanto dice, anche perché affermare il contrario non sarebbe razionale. Il punto non è se il classismo esista o meno, ma sull'incoerenza che regna sovrana in certi ambienti. Sento spesso dire che gli ordini - almeno quelli militanti- non sono scalate sociali, ma veri e proprio consessi ove vivere seguendo certe regole morali e spirituali. Quello che non capisco è come mai per taluni soggetti l’ordine è qualcosa dove vivere una sana e profonda spiritualità, e non un salotto per gente facoltosa, per altri è tutto il contrario. Certo parlare di scalata sociale e di sana spiritualità in un orine cavalleresco – specie se religioso- è come mescolare il sacro con il profano. Conscio comunque che gli ordini non sono consessi accessibili a chiunque- ma non sulla sola base della posizione sociale-, specie quelli che vantano una tradizione nobiliare, non capisco tuttavia il perché delle diverse opinioni nel medesimo ambiente. Se effettivamente gli ordini fossero appannaggio delle soli classi altolocate, come mai ciò non viene palesemente esternato o scritto negli appositi statuti, così come avviene per certi ordini- vds Santo Stefano ec.-. Da ciò ne deriva che la concezione dell’esclusivismo alle soli classi altolocate non nasce dall’Ordine- almeno non ai nostri tempi, e non per tutti gli ordini- bensì dalla necessita di taluni soggetti – altolocati- di non allargare il consesso a persone non appartenenti al proprio censo, ma questa non mi pare sia la volontà dell’ordine, ma quella ambiziosa e cieca di chi cerca lustro- forse perché di suo no ne ha- in taluni consessi. Mi creda Tilius, qui nessuno si sente inferiore a nessuno, solo si cerca di capire cosa un ordine - inteso come istituzione- sia aspetti dai suoi membri, e le aspettative che i membri nutrono nei confronti dell’Ordine. La mia opinione è che le due aspettative sono ben diverse: l'ordine vuole-che poi è quello che sento predicare- persone che vivano a fondo certi carismi, certi membri si aspettano invece dall’ordine un consesso ristretto a persone altolocate, così che il consesso stesso si trasformi in un ambiente di soli altolocati, gente che a mio avviso non splende di luce propria. Questa è la mia modestissima opinione, condivisibile o meno.
Cordialmente