Per certificare la nobiltà bastano i rogiti notarili?

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Per certificare la nobiltà bastano i rogiti notarili?

Messaggioda Rachis » mercoledì 3 novembre 2010, 21:25

Buona giornata.
Ho scoperto recentemente, nell'arco della ricerca genealogica sulla mia famiglia, una comune origine delle linee ereditarie.
Originaria di Sarno, la famiglia Frecentese ha visto un ramo spostarsi ad Amalfi agli inizi del XVI secolo, un ramo amalfitano andare a Napoli poco dopo.
Tutti i rami hanno una comune origine. Tutti i componenti del casato nei documenti che ho trovato sono definiti con i termini di magnificus, nobilis, honorabilis fino ai primi del Seicento.
Non esiste, allo stato attuale, un solo volume nel quale è riconosciuta la nobiltà della famiglia.
Il quesito che pongo è questo: è possibile che siano sufficienti questi titoli attribuiti nei rogiti notarili, negli atti di controversia tra i rami familiari per la nomina del rettore del beneficio della chiesa giuspatronato di questa famiglia in Sarno per poter attribuire il titolo di nobiltà?
In particolare della causa intentata nella Curia di Sarno nel 1595 vi è l'escussione di ben 40 testimoni, che devono rispondere circa le linee genealogiche cinquecentesche con testimonianze e documenti (atti di nascita, testamenti...), per stabilire chi ha diritto alla nomina del rettore.
Grazie.

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Re: Per certificare la nobiltà bastano i rogiti notarili?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 3 novembre 2010, 22:20

Nel Cinquecento esistevano alcuni repertori nobiliari ma riportavano in genere solo famiglie importantissime o comunque feudatarie. Non esistevano repertori per la nobiltà locale. Può essere normale dunque che non trovi la tua famiglia anche se questo naturalmente non significa che non esistesse la cosiddetta piccola nobiltà e che la tua famiglia non vi appartenesse.

Veniamo alla tua domanda:
Rachis ha scritto:Il quesito che pongo è questo: è possibile che siano sufficienti questi titoli attribuiti nei rogiti notarili, negli atti di controversia tra i rami familiari per la nomina del rettore del beneficio della chiesa giuspatronato di questa famiglia in Sarno per poter attribuire il titolo di nobiltà?


No, non sono sufficienti. Mi spiego meglio
La classe sociale che abbiamo chiamato prima "piccola nobiltà" aveva una grande mobilità ed è facile che famiglie nel giro di due o tre di generazioni siano tornate allo stato di massari: bastava semplicemente qualche divisione patrimoniale di troppo. In questo senso la "piccola nobiltà" non era qualcosa come lo intendiamo noi nel senso di ereditario ma più uno status sociale personale che oggi per una determinata famiglia poteva esserci ma tra 30 anni non esserci più. In quegli anni ci sono tantissimi casi di famiglie che hanno salito la scala sociale ma anche casi di famiglie che sono discese. Solo alla metà del Settecento la situazione di cristallizza.

In secondo luogo per possedere un patronato bastava essere ricchi e non dava uno status di nobiltà ereditaria.

Per concludere :
1) essere chiamati magnificus, nobilis, honorabilis nel Cinquecento significa sicuramente che tali persone erano considerate in quegli anni nobili ma non prova che i loro discendenti lo furono altrettanto.
2) possedere un patronato nel cinquecento significa che tali persone erano molto benestanti economicamente e forse considerate alla stregua dei nobili ma non prova che i loro discendenti lo furono altrettanto.

Spero di essere stato chiaro anche se in poche righe non è semplice ;)
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Re: Per certificare la nobiltà bastano i rogiti notarili?

Messaggioda Rachis » mercoledì 3 novembre 2010, 22:47

Esauriente e grazie.
Pongo altri quesiti, per capire meglio il problema.
Sempre nel XVI secolo. Come si fa a comprendere che una famiglia è nobile, anche se non è iscritta nei pochi repertori del tempo? Esistono altri modi?
Ad esempio sono sufficienti le elezioni di un componente quale rappresentante dei nobili nel consesso cittadino?
E' sufficiente che per un secolo ininterrotto sia esercitata la nobiltà e che essa sia per di più esercitata in tre città contemporaneamente (Sarno, Amalfi, Napoli)?

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Re: Per certificare la nobiltà bastano i rogiti notarili?

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 4 novembre 2010, 12:08

Rachis ha scritto:(...) Ad esempio sono sufficienti le elezioni di un componente quale rappresentante dei nobili nel consesso cittadino?
E' sufficiente che per un secolo ininterrotto sia esercitata la nobiltà e che essa sia per di più esercitata in tre città contemporaneamente (Sarno, Amalfi, Napoli)?

Rachis


Direi di si , vengono in aiuto documenti coevi o posteriori che certifichino che la famiglia in quel secolo godeva di uno “status nobiliare” secondo le regole allora in vigore, compresa l’eventuale trasmissibilità.

E' giocoforza che un rappresentante dei nobili fosse ritenuto nobile :D

Infatti, sono le singole attestazioni e le prove documentarie poggianti sulle legislazioni nobiliari oppure sulle consuetudini locali valide nel periodo nel quale maturò o fu in qualche modo riconosciuta la distinzione nobiliare, a testimoniare la legittima validità ( oggi, ovviamente, storico-genealogica e morale ) riservata di questo status.
S.
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Re: Per certificare la nobiltà bastano i rogiti notarili?

Messaggioda Rachis » giovedì 4 novembre 2010, 19:32

Grazie Gens Valeria!
Per cui, se nel XVI secolo non vi è la certificazione che è rara, basta che gli atti pubblici e privati emanati per qualsivoglia motivo contengano gli appellativi, il titolo di nobiltà questi stessi sono sufficienti a garantire la nobiltà.
Nella fattispecie:
- il parroco negli atti di battesimo, matrimonio antepone al nome il nobilis, honorabilis...
- i notai che redigono atti antepongono alla persona l'appellativo nobilis, honorabilis, magnificus
- nelle cause intentate nella Curia per la nomina del rettore, durante il procedimento avviene lo stesso uso di appellativi ai vari membri della famiglia
- nel medesimo procedimento sono escussi 40 testimoni (tra cui non familiari) che indicano le linee genealogiche con il titolo nobiliare
- nell'elezione di un rappresentante dei nobili alla presenza del governatore regio, poteva essere eletto solo un nobile e questo era della famiglia in questione,

il tutto avviene con atti diversi nell'arco di circa un secolo. Allora è da dichiararsi nobile questa famiglia?
Ovviamente non come titolo legale odierno inestistente e soppresso, ma con valore relativo a quel tempo e per fini storico-genealogici...
Purtroppo non sono state tramandate le consuetudini locali, gli elenchi del tempo non esistono più.

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Re: Per certificare la nobiltà bastano i rogiti notarili?

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 4 novembre 2010, 20:16

Beh....è convincente soprattutto il fatto che un membro della famiglia, al quale veniva attribuito lo status nobiliare, fosse considerato tale alla presenza del governatore regio.
Con tutta probabilità quella famiglia apparteneva al ceto dirigente locale ( nobiltà decurionale o cittadina ). Ciò non toglie , come accennava Alessio B. che nel corso dei secoli le fortune di alcuni o tutti i discendenti abbiano subito alterne vicende , tanto è vero che pare non risultino negli elenchi nobiliari preunitari . Questo può essere avvenuto per molti e vari motivi economici, politici , giudiziari o per semplice noncuranza o atteggiamento di sufficienza nei confronti delle regie istituzioni.

Comunque , per quel che vale il mio modo di vedere, nulla viene tolto alla generosità familiare.
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Re: Per certificare la nobiltà bastano i rogiti notarili?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 4 novembre 2010, 20:27

La questione per quanto possa apparire semplice è in realtà complessa. Molti studiosi nel corso degli ultimi due secoli ne hanno discusso con pareri differenti. Il problema è l'identità stessa della nobiltà. Su questo ci sono diverse visioni.

Comincerei anzitutto con l'analizzare il contesto locale e il giudizio delle persone coeve. In paese questa persona era considerata nobile dai suoi concittadini? Questo giudizio è importante ma non fondamentale infatti pure in caso positivo non è detto che fosse considerato nobile da altri nobili di altri paesi.

Alcuni hanno poi sostenuto che i veri nobili vivono esclusivamente in paesi dove vi è separazione tra i ceti. Dunque un'altra questione è: in paese vi era vera separazione sancita dal Re mediante legge o con antichissima consuetudine?

Altri hanno ancora sostenuto che i veri nobili non vivono in città infeudate a meno che non siano essi stessi i feudatari. Dunque il paese era infeudato o demaniale?

Dunque ci sono diversi tipi di nobiltà e occorre cominciare almeno da queste considerazioni per capire a quale nobiltà si appartenesse.
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Re: Per certificare la nobiltà bastano i rogiti notarili?

Messaggioda Rachis » giovedì 4 novembre 2010, 20:43

Come sempre gentilissimo e preciso.
Per il primo quesito, direi che la risposta è positiva. Sì all'interno della cittadina, sì fuori della propria cittadina.
Per il secondo, sì vi era separazione dei ceti, tanto che avvenivano elezioni per quartiere al cospetto del rappresentante regio con un nominato dei nobili ed uno del restante ceto.
Per il terzo le città sono Sarno ed Amalfi. La seconda era del duca Piccolomini d'Aragona da metà del XV secolo, poi sul finire del XVI secolo acquisita e riscattata dalla medesima città. Per Sarno non c'era infeudazione almeno nel XVI secolo.
Bastano le prime due per considerare nobile il casato?
La questione mi interessa per motivi storici.

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Re: Per certificare la nobiltà bastano i rogiti notarili?

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 5 novembre 2010, 15:14

Rachis ha scritto:(...) le città sono Sarno ed Amalfi. La seconda era del duca Piccolomini d'Aragona da metà del XV secolo, poi sul finire del XVI secolo acquisita e riscattata dalla medesima città. Per Sarno non c'era infeudazione almeno nel XVI secolo.
Bastano le prime due per considerare nobile il casato?


La materia, come sottolineava Alessio B.Bedini, è complicata e sull' identità del concetto di nobiltà ci sono diverse visioni discordanti l’una con l’altra. Questo già ai tempi di Dante...

In un topic di un anno fa che trattava di città infeudate e nobiltà cittadina, MMT postava una citazione :

“In omaggio al principio che non debbono venire manomessi i diritti acquisiti e che quindi le famiglie insignite di nobiltà non potevano perderla pel fatto che o andarono a dimorare in città feudali o restarono nelle loro sedi quando queste cessarono di essere città Regie o Demaniali.”


Per questo motivo sembrerebbe sia per Sarno sia per Amalfi lo “Status nobiliare” non potesse essere considerato perso a causa di una successiva oppure precedente infeudazione, rispetto al momento storico nel quale avvenne la maturazione della nobiltà. Vedi :

viewtopic.php?f=6&t=8979&hilit=

Comunque ( per me ) quella qualità, condizione, attributo caratteristica della "distinzione familiare" , proprio in relazione alla sua “generosità” è del tutto indifferente al trascorrere del tempo, delle disposizioni o decreti legislativi , dei mutati confini territoriali , delle fortune economiche e condizioni politiche-istituzionali.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Per certificare la nobiltà bastano i rogiti notarili?

Messaggioda Rachis » venerdì 5 novembre 2010, 22:16

Il problema è senza ombra di dubbio complesso.
Per questa famiglia l'attestazione di nobiltà è andata persa.
Sono rimasti:
- la consuetudine di ritenerla nobile
- gli atti ai quali partecipa nella cause, nei testamenti, nell'anagrafe sacramentale, i cui estensori considerano i suoi rappresentanti nobili.

E' sufficiente tutto ciò per inserirla nel novero delle famiglie nobili del XV-XVI secolo?

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Re: Per certificare la nobiltà bastano i rogiti notarili?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 5 novembre 2010, 23:07

Rachis ha scritto:[..]E' sufficiente tutto ciò per inserirla nel novero delle famiglie nobili del XV-XVI secolo?[..]


Senza ombra di dubbio questa famiglia è da considerare come nobile non titolata nel XV-XVI secolo.

Se poi la questione serve per l'ingresso in ordini cavallereschi che richiedono titoli di nobiltà non saprei se a loro basta ma a livello storico questo tipo di attestazione basta e avanza.
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Re: Per certificare la nobiltà bastano i rogiti notarili?

Messaggioda Rachis » sabato 6 novembre 2010, 13:35

Ecco, era questo che volevo capire.
A livello storico la nobiltà, sulla base dei documenti che ho menzionato, è senza ombra di dubbio attestata.
Cosa significa nobiltà non titolata?
L'altro discorso che a me interessa meno (ingresso in ordini cavallereschi) è d'altra natura. Giusto per curiosità, chi può fornire risposte precise in merito?

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Re: Per certificare la nobiltà bastano i rogiti notarili?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 6 novembre 2010, 18:53

Rachis ha scritto:Ecco, era questo che volevo capire.
A livello storico la nobiltà, sulla base dei documenti che ho menzionato, è senza ombra di dubbio attestata.
Cosa significa nobiltà non titolata?


In modo molto semplice significa che non possedeva feudi e dunque titoli appoggiati sul feudo. Come dicevo il discorso può essere più complesso ma è inutile scendere in troppi dettagli. La nobiltà non titolata comunque era considerata in modo minore rispetto alla nobiltà titolata. C'erano allora, diciamolo parafrasando il calcio, i nobili di serie A, di Serie B, di C1 e di C2 e i nobili non titolati occupavano l'ultimo gradino di questa scala. Poteva succedere che qualcuna di queste famiglie riusciva a salire la scala sociale acquistando un feudo e un titolo ma la cosa non era semplice perché il prezzo dei feudi era davvero proibitivo.

Rachis ha scritto:L'altro discorso che a me interessa meno (ingresso in ordini cavallereschi) è d'altra natura. Giusto per curiosità, chi può fornire risposte precise in merito?

Rachis


Quanto meno gli ordini stessi o i suoi appartenenti. Ci sono comunque ordini che hanno le maglie più larghe e ordini che hanno le maglie più strette. Dipende quindi da che Ordine interessa ;)
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Re: Per certificare la nobiltà bastano i rogiti notarili?

Messaggioda GENS VALERIA » sabato 6 novembre 2010, 19:55

Alessio Bruno Bedini ha scritto: C'erano allora, diciamolo parafrasando il calcio, i nobili di serie A, di Serie B, di C1 e di C2 e i nobili non titolati occupavano l'ultimo gradino di questa scala. Poteva succedere che qualcuna di queste famiglie riusciva a salire la scala sociale acquistando un feudo e un titolo ma la cosa non era semplice perché il prezzo dei feudi era davvero proibitivo.

Permettimi , caro Alessio una chiosa :oops: l'eccezione che conferma la regola, peraltro correttissima, che hai efficacemente condensato:
I membri dell'aristocrazia al governo della città di Venezia e della Serenissima Repubblica, ovvero dello stato italiano più longevo e più potente del Mediterraneo erano "semplici" nobil homini ( C2) :D , furono definiti patrizi solo dopo l’unità d’Italia ,tra loro avevano pari dignità ed, almeno in teoria, ognuno di essi poteva essere eletto alle massime cariche dello stato , tra le quali quella di Doge.
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Re: Per certificare la nobiltà bastano i rogiti notarili?

Messaggioda contegufo » sabato 6 novembre 2010, 20:40

Salve

Concordo con Gens Valeria, anche a Lucca, repubblica oligarchica dal 1370 al 1799, le famiglie che avevano servito la patria, ovvero succedutesi alle più alte cariche di governo, vennero riconosciute patrizie e nobili dal Duca Carlo Ludovico di Borbone in epoca di restaurazione ma non avevano titoli " feudali " perchè Lucca essendo appunto repubblica non ne poteva conferire.

Le famiglie lucchesi che hanno titoli nobiliari di tipo " feudale " o sono state elevate di grado dal suddetto Duca oppure è stato loro confermato ciò che avevano ottenuto o prima della repubblica oppure durante, da regnanti esteri.

Un patrizio lucchese non si sente per niente inferiore ad un titolato " feudale " pur tuttavia nei protocolli di eventi pubblici di un tempo, dovendo rispettare una gerarchia, è evidente che la scala di importanza, almeno apparente, li ponga alcuni gradini sotto rispetto ai " titolati feudali ".

Cordialmente
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