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Rachis ha scritto:Il quesito che pongo è questo: è possibile che siano sufficienti questi titoli attribuiti nei rogiti notarili, negli atti di controversia tra i rami familiari per la nomina del rettore del beneficio della chiesa giuspatronato di questa famiglia in Sarno per poter attribuire il titolo di nobiltà?


Rachis ha scritto:(...) Ad esempio sono sufficienti le elezioni di un componente quale rappresentante dei nobili nel consesso cittadino?
E' sufficiente che per un secolo ininterrotto sia esercitata la nobiltà e che essa sia per di più esercitata in tre città contemporaneamente (Sarno, Amalfi, Napoli)?
Rachis


Rachis ha scritto:(...) le città sono Sarno ed Amalfi. La seconda era del duca Piccolomini d'Aragona da metà del XV secolo, poi sul finire del XVI secolo acquisita e riscattata dalla medesima città. Per Sarno non c'era infeudazione almeno nel XVI secolo.
Bastano le prime due per considerare nobile il casato?
Rachis ha scritto:[..]E' sufficiente tutto ciò per inserirla nel novero delle famiglie nobili del XV-XVI secolo?[..]


Rachis ha scritto:Ecco, era questo che volevo capire.
A livello storico la nobiltà, sulla base dei documenti che ho menzionato, è senza ombra di dubbio attestata.
Cosa significa nobiltà non titolata?
Rachis ha scritto:L'altro discorso che a me interessa meno (ingresso in ordini cavallereschi) è d'altra natura. Giusto per curiosità, chi può fornire risposte precise in merito?
Rachis


Alessio Bruno Bedini ha scritto: C'erano allora, diciamolo parafrasando il calcio, i nobili di serie A, di Serie B, di C1 e di C2 e i nobili non titolati occupavano l'ultimo gradino di questa scala. Poteva succedere che qualcuna di queste famiglie riusciva a salire la scala sociale acquistando un feudo e un titolo ma la cosa non era semplice perché il prezzo dei feudi era davvero proibitivo.

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