Antonio Pompili ha scritto:(...)
Discussioni su rappresentazioni diverse forse dovrebbero occupare blog nei quali l'araldica non è di casa come qui, nel nostro forum. Per il semplice fatto che sono diverse dall'unica rappresentazione che ha ragione di essere, perchè è l'unica che rispecchia la volontà del Pontefice, volontà chiaramente e ufficialmente espressa.
Se poi se ne vuol parlare se ne parli. Ma sempre dando ad esse il valore che hanno, e non cercando di vedere in rappresentazioni non ufficiali qualcosa di diverso da quello che sono (rappresentazioni non ufficiali!), o l'inizio di un processo che possa portare a un ritorno ad usi ormai ufficialmente abbandonati, o ancora, peggio, a contraddittori messaggi simbolici ed ecclesiologici.
Caro Antonio,
poca cosa serebbe l'araldica, così come ogni disciplina del sapere, se ci si dovesse limitare a rilevare solo la cosidetta "ufficialità". Come ogni analisi critica si evidenziano e ci si interroga sulle cause, effetti, personalità, forze in gioco, che hanno portato a determinate scelte.
Nel nostro caso sarebbe forse un po' ingenuo nasconderci, ma del resto non è un segreto per nessuno, che la novità della mitria nello stemma di Benedetto XVI sia nata dalla diversa interpretazione del primato papale che da tempo attraversa la Chiesa e le Sacre Mura così come sarebbe ingenuo nasconderci come le scelte personali, specie di rilevanti personalità come un Pontefice, devono talvolta soggiacere a compromessi inevitabili ai quali posporre i propri desiderata. Proprio per questo, forse, non si riuscirebbe altrimenti a trovare una logica tra il Pontefice che evita la tiara ma poi riscopre il camauro. Ma, soprattutto, sempre per deduzione logica, si può supporre con certezza che gli esemplari dello stemma con la tiara di Benedetto XVI che si erano accumulati nel corso di questi anni su paramenti sacri e oggetti cerimoniali non erano comparsi come una sorta di "materializzazione improvvisa" - quasi miracolosa verrebbe da dire
Rilevare tutto questo come osservatore rispettoso e appassionato di cose araldiche, senza giudizi o interpretazioni - che lasciamo a chi di dovere o, nel rispetto della libertà di pensiero di una società moderna, a chi si vuole cimentare - ma neppure con le "fette di salame sugli occhi" nella comprensione della dinamica degli eventi e negli intenti dei diversi "Attori", credo che abbia pieno senso e dignità. Proprio contestualizzando e soppesando, come dici tu.
F.




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