Elenchi nobiliari

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: Elenchi nobiliari

Messaggioda pierluigic » domenica 17 ottobre 2010, 0:55

Andiamo al nocciolo della questione

Sono d'accordo con lei le fonti secondarie sono da evitare come la peste anche quando abbiano un nome altisonante ( Ammirato, Mugnos, Crollalanza, Passerini ) o comunque verificate con estrema accuratezza ( io ne so purtroppo qualcosa )
Io invece non considero i libri d'oro fonti secondarie, anzi li considero documenti originali

Questo pretenziosissimo gia' nel titolo "Elenco nobiliare toscano " ( parlando anche della nobilta' fiorentina) introduce concetti diversi da quelli regolamentati dalla legge granducale quindi induce in errore chi lo legge.
Questa e' la peggior cosa che un libro ( se e' ) di erudizione possa fare

Un operazione che si ponga l'obiettivo di aggiungere o eliminare delle famiglie dal libro d'oro della nobilta' fiorentina e fiesolana impone che chi si assume questa responsabilita' spieghi con quali criteri ha inteso fare questa operazione e quale e' la sua autorita' e da chi gli e' stata riconosciuta.

Una difficoltosissima procedura che francamente non vedo in che modo si possa attualmente attuare per un gruppo di persone

Normalmente per fare degli elenchi viene utilizzata la storicita' delle famiglie , accettando il criterio delle famiglie illustri .
Concetto quello della storicita' in realta' un pochino piu' chiaro di quello della nobilitazione ed anche un poco piu' giusto perche' basato sul merito
In molta nobilitazione , a mio parere pero', non c'e' traccia di merito all'origine ed in seguito , in molti casi , non induce a particolari comportamenti virtuosi : in parole poverissime cioe' un burino nobilitato rimane un burino

Quindi occhio a generalizzare una situazione personale

Il mio pensiero ed il suo pensiero sulla nobilta' sono semplicemente molto diversi
Io considero la nobilitazione un fatto del tutto strumentale e che va collocato e limitato al suo tempo.
Lei ha come termine di paragone la sua famiglia che ha tale storia da non poter far testo.
E' chiaro che una famiglia che per tanti secoli ha partecipato alla guida di una Repubbblica come quella veneziana alla fine assimili nel proprio DNA un etica particolare e finisca per associare nobilta'=comportamento nobile
Proprio per questa etica le viene spontaneo generalizzare questo sentire suo agli altri
Io la ritengo una generalizzazione rischiosa ed in un certo qual modo gravemente ingiusta (anche verso i suoi ) : che mescola uomini grandi con uomini meschini
Tornando infine all'ambito toscano :
I conti Guidi , conti dell'impero , non hanno bisogno per la loro gloria di alcuna nobilitazione e' la loro storia a parlare per loro
L'importanza dei conti Guidi ( che poi erano solo degli ufficiali del potere centrale come i nostri prefetti , che avevano usurpato i territori che governavano ) infatti e' nell'aver influito sulla vicende storiche del territorio toscano non nella loro maggior o minor nobilta' .




pierluigi





Ps : un libro piu' attendibile e' sicuramente :

Bruno Casini Libro d'oro della nobilta fiorentina e fiesolana.

Dello stesso

Il libro d'oro della nobilta' di Pontremoli

I "Cittadinari" del Comune di Pisa: sec. 16-19 Massa: Centro culturale apuano, 1986, 231 p., ill., tav.,


Casini Bruno I Cavalieri di Siena e del territorio senese membri del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano papa e martire edizioni ETS
Casini Bruno I Cavalieri di Pisa Lucca Volterra membri del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano papa e martire edizioni ETS
Casini Bruno I Cavalieri di Arezzo Cortona e Sansepolcro membri del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano papa e martire edizioni ETS
Casini Bruno I Cavalieri di Pistoia ,Prato e Pescia membri del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano papa e martire edizioni ETS
Casini Bruno I cavalieri delle citta'e dei paesi della Toscana occidentale e settentrionale membri del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano papa e martire edizioni ETS



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Re: Elenchi nobiliari

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 17 ottobre 2010, 14:08

pierluigic ha scritto:Andiamo al nocciolo della questione

Sono d'accordo con lei le fonti secondarie sono da evitare come la peste anche quando abbiano un nome altisonante ( Ammirato , Mugnos, Crollalanza ,Passerini ) o comunque verificate con estrema accuratezza ( io ne so purtroppo qualcosa )
Io invece non considero i libri d'oro fonti secondarie, anzi li considero documenti originali

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Sicuro ?
“a) Fonti primarie. Sono le fonti coeve che risalgono al periodo che lo storico intende studiare;
b) Fonti secondarie. Sono piuttosto studi, interpretazioni, ricerche, ricostruzioni effettuate in epoca successiva al periodo che si intende studiare.”


Questo pretenziosissimo gia' nel titolo "Elenco nobiliare toscano " ( parlando anche della nobilta' fiorentina) introduce concetti diversi da quelli regolamentati dalla legge granducale quindi induce in errore chi lo legge.

Qui cominciamo ad essere decisamente in sintonia !

Questa e' la peggior cosa che un libro ( se e' ) di erudizione possa fare

Un operazione che si ponga l'obiettivo di aggiungere o eliminare delle famiglie dal libro d'oro della nobilta' fiorentina e fiesolana impone che chi si assume questa responsabilita' spieghi con quali criteri ha inteso fare questa operazione e quale e' la sua autorita' e da chi gli e' stata riconosciuta.

Una difficoltosissima procedura che francamente non vedo in che modo si possa attualmente attuare per un gruppo di persone

Concordo che sarebbe un’opera ciclopica e complicatissima alla quale mai metterei mano, per scarsa conoscenza e profonda incapacità.

Sui criteri abbiamo già discusso e lei sa come la penso e qualunque serio studioso può scrivere appunti sulle famiglie di un territorio, a patto che citi fonti primarie e/o credibili ed eviti di coinvolgere ( senza permesso ) discendenti viventi.

D’altra parte nessuno ha certo bisogno di essere investito particolari autorità per scrivere la storia e genealogia di una o più famiglie nobile e/storica, Colonna, Doria, Sforza, le biblioteche ne sono ricche, per fortuna.


Normalmente per fare degli elenchi viene utilizzata la storicita' delle famiglie , accettando il criterio delle famiglie illustri .
Concetto quello della storicita' in realta' un pochino piu' chiaro di quello della nobilitazione ed anche un poco piu' giusto perche' basato sul merito
In molta nobilitazione , a mio parere pero', non c'e' traccia di merito all'origine ed in seguito , in molti casi , non induce a particolari comportamenti virtuosi : in parole poverissime cioe' un burino nobilitato rimane un burino

Quindi occhio a generalizzare una situazione personale

Famiglie nobili + notabili = famiglie storiche … perché no ? Fa molto “polically correct” ma vedo il rischio di escluderne moltissime e suscitare polemiche a non finire della serie :
“ Io ci ho il zio prete ed il trisnonno notaro, perché mo’ mi avete tenuto fora ?”


Il mio pensiero ed il suo pensiero sulla nobilta' sono semplicemente molto diversi
Io considero la nobilitazione un fatto del tutto strumentale e che va collocato e limitato al suo tempo.

In Italia la nobiltà familiare NON è riconosciuta né dalla legislazione nazionale né internazionale. NON ha più privilegi ( per fortuna ), TUTTI i titoli e trattamenti sono considerati “di cortesia” e vengono , o meglio , dovrebbero essere usati in ambito privato.
Rispettiamone almeno storia , genealogia, tradizioni e ( per chi se la sente ) i valori :
se non rappresentano fonte di arricchimento morale per qualcuno,oggi hanno l’indubbio pregio di non danneggiare nessuno.
Altrettanto non posso dire dei figli dei Lumi i quali furono mandanti di pulizie su base ideologico-culturale :
La settimana scorsa nella città-fortezza di Palmanova in Friuli osservavo stemmi nobiliari e insegne del leone marciano della Serenissima sfregiate a colpi di scalpello dai soldati di Napoleone, i quali avevano ordine di cancellare la memoria storica del patriziato veneto e della sua millenaria forma governo.


Lei ha come termine di paragone la sua famiglia che ha tale storia da non poter far testo.
E' chiaro che una famiglia che per tanti secoli ha partecipato alla guida di una Repubbblica come quella veneziana alla fine assimili nel proprio DNA un etica particolare e finisca per associare nobilta'=comportamento nobile
Proprio per questa etica le viene spontaneo generalizzare questo sentire suo agli altri
Io la ritengo una generalizzazione rischiosa ed in un certo qual modo gravemente ingiusta (anche verso i suoi ) : che mescola uomini grandi con uomini meschini

Ma lei con me sfonda una porta aperta!!!
Perché mai (sia tra nobili sia tra roturiers ) generalizzare e fare di ogni erba un fascio?


Tornando infine all'ambito toscano :
I conti Guidi , conti dell'impero , non hanno bisogno per la loro gloria di alcuna nobilitazione e' la loro storia a parlare per loro
L'importanza dei conti Guidi ( che poi erano solo degli ufficiali del potere centrale come i nostri prefetti , che avevano usurpato i territori che governavano ) infatti e' nell'aver influito sulla vicende storiche del territorio toscano non nella loro maggior o minor nobilta' .




pierluigi





Ps : un libro piu' attendibile e' sicuramente :

Bruno Casini Libro d'oro della nobilta fiorentina e fiesolana.

Dello stesso

Il libro d'oro della nobilta' di Pontremoli

I "Cittadinari" del Comune di Pisa: sec. 16-19 Massa: Centro culturale apuano, 1986, 231 p., ill., tav.,


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Re: Elenchi nobiliari

Messaggioda pierluigic » domenica 17 ottobre 2010, 18:40

..

Apprezzo molto la sua correttezza , pur nella divergenza di idee
Come vede pero' andando al sodo piano piano sono sempre di piu' le cose su cui concordiamo


Mi permetto di stimolarla a pensare che la nobilitazione in realta' non aggiunge niente alla sua famiglia.
L'abitudine ad assumersi la responsabilita' del comando in una Repubblica fa nascere quel senso del dovere che e' l'autentica origine di un codice morale autoimposto che infine diventa regola nei discendenti .
Quindi cio' di cui stiamo parlando non e' la nobilta' dei suoi antenati ma l'abitudine al governo-servizio della comunita' , il senso di responsabilita' del buon padre di famiglia nei confronti degli amministrati che spesso porta a posporre il proprio interesse a quello della comunita' e dello Stato
Insisto . Ma l'invito ancora a essere giusto nei confronti dei suoi antenati.
Confonderli con altri nobili , giudicando con gli schemi angusti della nobilitazione e' un gravissimo torto . Lasci che siano le vicende storiche a dividere il grano dal loglio.
E' mia opinione che il piu' importante criterio di distinzione sia la storicita'
Non e' nemmeno questo un criterio assoluto ma pero' permette una piu' facile gestione della relativita' .
E' un criterio che permette di recuperare molte famiglie non nobili a cui il concetto di nobili non appartiene nemmeno lontanamente ma a cui appartiene il marchio della storicita'
E' anche mia opinione che gli schemi della nobilitazione abbiano rappresentato un recinto troppo stretto per la storia di famiglia .
Che seguendo questi schemi troppi inizino una ricerca genealogica solo per trovare antenati nobili e che il fatto di non trovarne smorzi gli entusiasmi ed interrompa una ricerca che potrebbe permettere invece di scoprire vicende sconosciute di grandissimo interesse ( e sono veramente tante ) .

Da troppo tempo siamo fermi su questa posizione
I battibecchi sulla nobilta' che spesso si accendono anche su questo forum esprimono da parte di molti la necessita' che un forum di genealogia si spenda di piu' su nuovi sentieri
Se vogliamo che la ricerca familiare diventi un patrimonio generalizzato , occorre insegnare a guardare le cose da un punto di vista diverso : cioe' considerando la nobilitazione solo uno dei tanti aspetti delle vicende familiari ma non il principale.
Infatti ancora lo schema odierno da un peso sproporzionato alla nobilitazione.
Io sono contro questo schema che rappresenta per molti un freno allo stimolo a ricercare le proprie origini
Ripeto ci sono famiglie nobili che non hanno nemmeno un grammo di storicita' .

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Le famiglie nobili per pubblica fama sono materiale informe che sfugge da tutte le parti , difficili da maneggiare

Per quanto riguarda il "libro d'oro " lo considero fonte primaria perche' esprime il pensiero granducale nel 1750

Perche' ci sia un nobilitato occorre ci sia una fonte degli onori. La nobilitazione avviene con la concessione di un titolo che viene segnato su un libro

Quel libro fa testo di questa concessione : e' un documento storico.

Si possono discutere i principi ispiratori , ma quelli erano e quelli rimangono

Consultandolo noi sappiamo oggi chi poteva dirsi nobile e chi no nel 1750 in base ai criteri granducali.

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io continuo a parlare per comodita' di comprensione di famiglie nobili ma in realta' e' sottinteso si debba parlare nel caso toscano solo di rami nobili di una famiglia a fronte di rami non nobili
Questo gia di per se' stesso fa capire come il Granduca fissasse un criterio che non concedeva niente ad una presunta nobilta' di sangue ma considerasse la nobilta' una classe sociale ( quasi funzionariale ) necessaria al Granducato da cui e in cui si potesse entrare ed uscire. Questo il Granduca.

Mi scuso per alcune ripetizioni
Ho tentato di esprimere le mie convinzioni su quale strada debba prendere la ricerca genealogica in avvenire.
E' un punto di vista.


Cordialmente
pierluigi

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Re: Elenchi nobiliari

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 17 ottobre 2010, 20:06

Sono restìo a parlare dei miei antenati :oops: e non mi sembra d’averlo fatto in questa occasione.

Ricercare le radici familiari dà sempre grandi soddisfazioni, ci fa sentire un anello di un’interminabile catena, sensazioni che sono difficilmente descrivibili, questo a prescindere da chi fossero i nostri avi ed in che modo abbiano inciso nella Storia.
Concordo con lei, occorre spendersi di più sulla ricerca genealogica meno su discussioni che, tutto sommato,lasciano il tempo che trovano.
Grazie per l’arricchimento :D

Cordialissimi saluti
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Re: Elenchi nobiliari

Messaggioda pierluigic » domenica 17 ottobre 2010, 21:35

.

E sempre un piacere dialogare con lei

Molto cordialmente

pierluigi


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Re: Elenchi nobiliari

Messaggioda contegufo » domenica 17 ottobre 2010, 22:02

Scrive
Fabrizio Bartolani di Montauto Presidente e Delegato della Commissione araldico genealogica della Toscana nella prefazione all' ELENCO NOBILIARE TOSCANO : " Sono stati inclusi nell'Elenco tutti i nominativi che è stato possibile reperire degli aventi diritto ad iscriversi all'Associazione come sopra specificato, con riferimento al Libro d'Oro e agli Elenchi Ufficiali del Regno d'Italia, all'Elecnco Storico edito al S.M.O.M, ai Libri d'Oro Granducali e di Lucca , ai Bollettini Ufficiali del CNI, e per notizie, con i debiti controlli, alle pubblicazioni private come l'Enciclopedia Storico Nobiliare di Vittorio Spreti e i libri d'oro del Collegio Araldico ".

e ancora:
"Con l'annessione al Regno d'Italia la nobiltà Toscana viene assimilata con criterio unitario a quella degli stati preunitari e regolamentata con una legislazione autoritaria e accentratrice, perdendo alcune sue caratteristiche consuetudinarie ".

"La nobiltà che aveva già accettato " obtorto collo " a suo tempo la regolamentazione lorenese, a maggior ragione accettò di mal grado la nuova legislazione sabauda. Solo malvolentieri e dopo molto tempo si adeguò, ma solo in parte, alle prescrizioni di legge, e ancora alla pubblicazione dell'Elenco Ufficiale del Regno del 1933-36 molte famiglie non erano regolarmente iscritte e tuttora il loro stemma non è ufficiamente riconosciuto ".

"Sarebbe opportuno che il CNI procedesse a una organica regolamentazione delle norme in materia, integrando quella già vigente ( incostituzionale nda ) eliminando le parti non più attuali, mantenendo per quanto è possibile le consuetudini dei regimi preunitari delle singole regioni ed istituendo un registro nazionale delle armi gentilizie a completamento di quello a suo tempo depositato presso l'Archivio Nazionale dello Stato ".

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Le considerazione fatte alla conclusione sono in parte da apprezzare tuttavia l'accettazione incondizionata delle leggi vigenti all'epoca della Consulta Araldica poi abolita e dichiarate incostituzionali dalla repubblica italiana ( sentenza della Corte Costituzionale n°161 del 1967 ) http://www.giurcost.org/decisioni/1967/0101s-67.html lasciano assai perplessi.

Sarebbe auspicabile che fosse dato inizio ad un registro delle Famiglie Storiche, parallelo alle altre pubblicazioni contemporanee, nel quale fossero elencate le escluse per una ragione o per l'altra salvo poi progressivamente evidenziare quelle fiorenti rispetto alle estinte.

Credo che la cosa sia fattibile con la collaborazione di tutti coordinati da studiosi di comprovata esperienza in materia che dettino le linee guida per una cernita il più possibile corretta.
La pubblicazione sul Web vedrebbe attuati poi i principi della condivisione uniti a quelli della velocità di aggiornamento.
Se la sente nessuno di dare il via al progetto almeno a titolo sperimentale di alcune piccole realtà cittadine ?

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Re: Elenchi nobiliari

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 18 ottobre 2010, 17:23

Dando quindi vita ad un altro di quelli in questo topic definiti club privati di nobili(qualcuno di essi anche di notabili) e ulteriore almanacco? A mio sommesso parere la definizione club o circolo è fuorviante: fà pensare al Whist di Torino, Scacchi o Caccia di Roma, Caccia alla volpe di...etc. Noi stiamo parlando di associazioni(corporazioni, consorzi, sindacati) più o meno rappresentativi(ma quale associazione di categoria è totalmente, pienamente rappresentativa?) della minoranza sociale, storica, denominata nobiltà(e notabilato). Nulla vieta di farlo, ma non abbiamo già FSI - Famiglie Storiche d'Italia(appare nell'intestazione del nostro forum), CNI - Corpo della Nobiltà Italiana ed altre ancora? Non sarebbe preferibile aspettare che la nostra Repubblica riconosca anche i titoli oltre che i predicati nobiliari, come fanno altre repubbliche europee? Ciao,
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Re: Elenchi nobiliari

Messaggioda MMT » lunedì 18 ottobre 2010, 17:49

Scusate è possibile conoscere i criteri di stampa del volume di cui si trattava più sopra?
Si tratta di un'anastatica degli Elenchi Regionali e basta? Oppure di questi integrati dalle tabelle (perchè poi è di questo che si tratta) del Libro d'Oro della Consulta Araldica? Oppure che altro?
Grazie delle risposte
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Re: Elenchi nobiliari

Messaggioda contegufo » lunedì 18 ottobre 2010, 18:51

Allora
se come dici il FSI Famiglie Storiche d'Italia se la sentisse di organizzare quanto auspico allora tanto meglio, altrimenti la cosa non è poi tanto impossibile; io mi occuperei di una parte della Toscana , un' altro di Pisa e così via fino a coprire tutte le realtà in questione ovvero extra regionali.
E' un progetto a largo respiro non certo da veder concluso in quattro e quattr'otto ma se non si comincia mai la prossima volta nel forum staremo a ripetere le stesse cose su cui siamo ormai tutti d'accordo !
Sarebbe pure l'occasione di elevare da semplice dibattito al pratico tutta una serie di opinioni e pareri che però concordano su un punto e allora è lì che va focalizzata l'attenzione.
L'idea non è tanto quella di fare un almancco come gli altri ma farne uno ( on line ) che restituisca onore a quelle famiglie che per un motivo o per l'altro non si sono mai iscritte negli elenchi ufficiali passati.
Se il lavoro poi fosse apprezzato e trovasse ampio accoglimento, bene vuol dire che il CNI in qualcosa ha sbagliato.
Circa la possibilità di aspettare il remoto riconoscimento da parte della repubblica Italiana dei titoli allora " aspetta e spera che poi s'avvera alziamo in alto la nostra bandiera ........", a meno che tu non conosca qualche parlamentare disposto a presentare una proposta di legge, ma qualora si trovassero immagina il pandemonio che susciterebbe tale proposta.

---------------------

Circa la domanda sui criteri di stampa, il libro Elenco Nobiliare Toscano Delfino editore, è una pubblicazione ex novo del 2001, nessuna ristampa anastatica, e " Sono stati inclusi nell'Elenco tutti i nominativi che è stato possibile reperire degli aventi diritto ad iscriversi all'Associazione come sopra specificato, con riferimento al Libro d'Oro e agli Elenchi Ufficiali del Regno d'Italia, all'Elecnco Storico edito al S.M.O.M, ai Libri d'Oro Granducali e di Lucca , ai Bollettini Ufficiali del CNI, e per notizie, con i debiti controlli, alle pubblicazioni private come l'Enciclopedia Storico Nobiliare di Vittorio Spreti e i libri d'oro del Collegio Araldico ".

Il volume riporta il o i rami nobili, gli eventuali titoli, l'origine geografica della famiglia e uno stemma al tratto ( bianco e nero ) che comunque ci dice quali sono i colori e gli smalti. La lista è stata già resa disponibile.

Saluti a tutti
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Re: Elenchi nobiliari

Messaggioda MMT » martedì 19 ottobre 2010, 1:15

La ringrazio per la risposta.
E' a conoscenza di futuri progetti del'editore Delfino in ambito di elenchi nobiliari degli altri ex Stati preunitari italiani?
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Re: Elenchi nobiliari

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 19 ottobre 2010, 10:54

Sono già stati pubblicati l'Elenco Nobiliare Lombardo e l'Elenco Nobiliare Sardo. Un'osservazione: sempre a mio sommesso parere l'importante è che non vi siano errori di inserimento, le omissioni penso siano secondarie; come ha scritto il Crollalanza nell'introduzione al suo Dizionario - storico blasonico "io non pretendo di aver raccolto le armi di tutte le famiglie italiane...omissis ...ma posso assicurare i lettori che la maggior parte di esse, e specialmente quelle che ànno una storica importanza(nota mia: quindi le primarie ci sono), sono comprese nel mio lavoro, di completare il quale spetta a chi verrà dopo di me". Da prefazione del Blasonario Cremasco - Nobili e Notabili Famiglie della Città di Crema editore Zanetti 1999 autori Borio di Tigliole/Del Grande: " ci scusiamo sin da ora per l'eventuale incompletezza del lavoro, che è solita caratterizzare la maggior parte degli stemmari italiani(nota mia: è dunque una tradizione araldica italiana) e che noi abbiamo cercato di limitare, per quanto era nelle nostre capacità. Pertanto invitiamo gli "esclusi", se mai ve ne fossero, a considerarsi tali soltanto nei confronti di un modesto lavoro e non di certo agli occhi della Storia di Crema e d'Italia, alla quale molti bei nomi cremaschi hanno così degnamente contribuito". Una cosa che non mi spiego: il latu sensu Piemonte sabaudo era lo stato italiano con la nobiltà più aperta di tutta la penisola, rubinetto sempre aperto e vasca senza tappo(le istruzioni di Re Carlo Felice: riconoscere nobile chiunque si dichiarasse tale con altrui locale accettazione sociale), la politica post - unitaria a chi si deve? Ciao,
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Re: Elenchi nobiliari

Messaggioda Franco Benucci » martedì 19 ottobre 2010, 22:12

E' stato pubblicato anche il volume triveneto, però a Udine presso Gaspari nel 2001.
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Re: Elenchi nobiliari

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 20 ottobre 2010, 15:35

Grazie dell'informazione. Proprio questa mattina ho appreso da carissimo amico di Firenze che l'araldista dottor Fabrizio marchese Barbolani conte di Montauto, nato nel 1917, è scomparso. Ex - combattente con Rommel, nelle formazioni partigiane a Pisa, imprenditore agricolo, avvocato, è stato Presidente del Comitato di studi sulla storia dei Ceti Dirigenti in Toscana e Presidente dell'Associazione Nobiliare Toscana. Ciao,
fabrizio guinzio
 
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Re: Elenchi nobiliari

Messaggioda contegufo » giovedì 21 ottobre 2010, 18:26

La Delfino editore così mi ha risposto :" attualmente non sono previste pubblicazioni relativamente agli Elenchi Nobiliari ".

saluti
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Re: Elenchi nobiliari

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 21 ottobre 2010, 20:29

E infatti l'Elenco Nobiliare Veneto è stato pubblicato dal'editore Gaspari di Udine. Se ho capito bene, non sono iniziative dei vari editori, ma delle Associazioni Nobiliari Regionali Italiane(queste, secondo il compianto di Montauto, si sono costituite fra il 1950 ed il 1960 con l'alto gradimento di Sua Maestà Umberto II d'Italia) che si sono riunite nel Corpo della Nobiltà Italiana - CNI(costituitosi con atto notarile in Torino il 30 giugno 1958). Poichè i titoli nobiliari non sono riconosciuti ma non sono soppressi dalla Repubblica Italiana che anzi ne riconosce i predicati come parti del cognome è un'associazione privata, ma non vedo come, attualmente, possa essere diversamente. Peraltro,che io sappia, neanche durante il periodo del Regno d'Italia la nobiltà italiana aveva un'associazione pubblica(e nemmeno privata) ed una residenza ufficiale pubblica come per esempio quella svedese, russa etc. Aveva comunque allora(ed ha oggi) prestigiosi Circoli(riuniti nell'Unione Circoli Italiani) privati, che secondo il Montauto accettano le delibere del ripetuto CNI. Come anche, sempre secondo il medesimo autore, lo S.M.O.M. Ciao,
fabrizio guinzio
 
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