Forum Italiano della Commissione Internazionale permanente per lo Studio degli Ordini Cavallereschi, dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano e di Famiglie Storiche d'Italia - Sito ufficiale: www.iagi.info
Provvederei subito volentieri ad esaudire la tua richiesta, gentile Piacentine. Anche se credo che la discussione potrebbe rimanere aperta. Magari qualche altro utente potrebbe aggiungere qualche utile commento o aprire a qualche altra riflessione. Forse però qualche altro forumista potrebbe come me esser curioso di sapere da dove proviene lo stemma da te postato. Peraltro una composizione araldica molto interessante. Posso permettermi di chiedertelo? Qualsiasi risposta ti sentirai di darmi, se tu lo credi comunque necessario, non esiterò a chiudere la discussione.
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Gentile sig.Pompili, Sono assolutamente d'accordo nel lasciare aperta la discussione,anzi ne sarei felice. Avevo proposto di chiuderla poichè la ritenevo di scarso interesse vista l'assenza di risposte. Lo stemma da me postato era stato preso poco tempo fa in un testo trovato online purtroppo ora non riesco a ricordare quale fosse............ Appena mi viene in mente metto il link,comunque era un'opera che riportava le più importanti e famose famiglie d'italia (o dell'Umbria?) nella quale erano presenti un decina di diversi stemmi della famiglia Castelli e una cinquantina di pagine di storia dove venivano trattati tutti i rami. Saluti, F.
Come non detto, l'opera è di L. Tettoni e F. Saladini : "Teatro araldico, ovvero raccolta generale delle armi ed insegne gentilizie delle più illustre e nobili casate che esisterono un tempo e che tutt'ora fioriscono in tutta l'Italia"
Caro Francesco e gentili Colleghi, insieme allo stemma parlante dei nobili Castelli di Terni nello scudo araldico proposto compaiono altre insegne di presunta origine familiare: sappiamo a chi possano attribuirsi? Quale è, inoltre, il motivo per cui nel 1° quarto dello stemma figura la celebre arma d'Aragona di Sicilia (d'Ungheria, d'Angiò e di Gerusalemme)?
Credo che il primo quarto debba attribuirsi, a quanto si legge nel Teatro araldico, al privilegio concesso a Galeotto Castelli da parte di Ladislao re di Napoli (inizi XV secolo).
Il secondo quarto dovrebbe essere lo stemma della famiglia Monticelli.
La presenza dell'arma d'Aragona nel primo quarto dello stemma episcopale Castelli dovrebbe ricondurre l'origine dello stesso alla dinastia di origine iberica (che regnò a Napoli e in Sicilia dal 1441 al 1516) e non a quella precedente dei d'Angiò a cui appartenne re Ladislao.
Ferrante M.L.
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Usò questo ramo d'inquartare le sue armi nel seguente modo. Nel primo quarto porta l'arme del regno di Napoli. Nel secondo, un leone ed un lupo divoranti un fanciullo. Nel terzo, due fasce fatte a sega. Nel quarto, le fasce d'oro ed il lambello rosso. Questi quattro quarti sono divisi da una croce rossa. Sopra il tutto mette il castello rosso su fondo d'argento.
Svista mia: non avevo osservato con attenzione la presenza dei celebri pali d'Aragona, fermandomi alle partizioni relative allo stemma angioino.