da Antonio Pompili » giovedì 14 ottobre 2010, 17:03
Aspettare?! Meta?!
Cari amici, non me ne vogliate per questa franchezza che non vuole essere minimamente scortesia né tanto meno denigrazione di vostre legittime osservazioni o rispettabilissime ipotesi, ma... secondo me possiamo impiegare meglio il nostro tempo che non nell'attendere ciò che ben difficilmente verrà.
Conosco molto bene la genesi dello stemma di Benedetto XVI. Ho avuto l'onore di poter ammirare da vicino un primo bozzetto dello stemma papale realizzato dal Cardinal Cordero Lanza di Montezemolo allora Nunzio Apostolico (del quale mi pregio essere umile collaboratore) ornato di tiara! Sua Eminenza è stato chiaro con me - e gli sono grato per questo - nell'affermare (come si evince del resto dalla spiegazione ufficiale dello stemma da tutti leggibile) che il Vescovo di Roma in persona ha voluto un nuovo contrassegno per il proprio scudo. E ha scelto uno fra alcuni bozzetti presentatigli (pure questi da me visti) in un secondo momento dallo stesso Cardinale, indiscussa Autorità nel campo dell'Araldica Ecclesiastica.
D'altra parte abbiamo notato che non da pochi giorni si può assistere alla presenza su paramenti indossati dal Santo Padre di stemmi ornati con l'antico timbro della tiara (anche se nel maggior numero dei paramenti indossati dal Pontefice e ornati del suo stemma compare la versione ufficiale con mitria...). Stemmi nei quali - torno a ripeterlo - oltre all'immutata presenza delle chiavi, si osserva sempre e comunque anche l'altro grande segno di novità dello stemma pontificio: il pallio. Il drappo di cui abbiam parlato, pur nella finezza dell'arte ricamatoria con cui è stato realizzato, non mi sembra possa minare in alcun modo l'ufficialità e l'alto significato dello stemma che fin dall'inizio del pontificato di Benedetto XVI abbiamo imparato a riconoscere come lo stemma di Sua Santità. Stemma con il quale continuano ad essere siglati i documenti pontifici!
E non mi stancherò mai di ripetere che, a parte i nostalgici ricordi del vecchio emblema di tre corone sovrapposte (e non do al termine "nostalgico" nessuna connotazione negativa, potendo essere tale nostalgia per certi versi comprensibile in considerazione della plurisecolare presenza della tiara nell'arte araldica e ancor più nell'arte in genere), la grande novità costituita dallo stemma di Benedetto XVI è un segno indiscutibile della vitalità dell'araldica ecclesiastica e della sua capacità di adeguarsi ai tempi, cercando nuove forme e nuovi significati, quando necessario anche nella via di una coraggiosa semplificazione.
Se - anche solo per ipotesi - dovessimo in un futuro più o meno lontano tornare a vedere la tiara sullo stemma pontificio, comunque lo stemma del Papa Benedetto XVI ornato di mitria con tre fasce d'oro, di chiavi e di pallio, resterà nella storia dell'araldica ecclesiastica (anche per via di sue diverse raffigurazioni artistiche già prodotte), e direi nella storia in senso assoluto, un eloquente messaggio di attenzione ai segni dei tempi.
Con questo credo di poter considerare la discussione a riguardo terminata. E, ringraziando tutti per gli interventi offerti, ne segno la conclusione.
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)