Acquisizione del cognome Piccolomini d'Aragona

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Acquisizione del cognome Piccolomini d'Aragona

Messaggioda Rachis » venerdì 8 ottobre 2010, 20:57

Cortesi amici del forum,
mi sono imbattuto nella mia ricerca genealogica in questo problema.
Aniello Frecentese, patrizio di Amalfi, ha sposato Angela Fiorentino e da lei ha avuto una decina di figli fino al 1620. Il cognome è ovviamente quello paterno.
Aniello figura anche come nobile nel seggio di Sarno. Nel 1622, infatti, è procuratore dei nobili di Sarno per la compravendita di una bottega in Sarno.
Aniello si definisce patrizio di Sarno e di Amalfi, in quanto la sua origine (forse XV secolo) è sarnese, ma da circa 150 anni la famiglia è amalfitana.
Qual è il problema? Aniello dagli atti conosciuti a partire dal 1622 si dichiara Aniello Frecentese Piccolomini d'Aragona. I Piccolomini d'Aragona sono duchi di Amalfi. Com'è possibile che abbia potuto acquisire un doppio cognome? Si è risposato con una Piccolomini d'Aragona e con lei ha potuto acquisire il doppio cognome? E' già avvenuto ciò in altri casi da voi conosciuti?
Senza ombra di dubbio gli eredi amalfitani non portano il doppio cognome.
Grazie.

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Re: Acquisizione del cognome Piccolomini d'Aragona

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 10 ottobre 2010, 23:33

Ho l'impressione che l'unico modo per l'acquisizione di un secondo cognome, sicuramente "di peso" sia stato per adozione .
Probabilmente un discendente di un ramo dei Piccolomini d'Aragona adottò per qualche motivo ( riconoscenza per aiuto morale o ...materiale ) un Frecentese .

Non mi viene in mente altro motivo [hmm.gif]

Ciao
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Re: Acquisizione del cognome Piccolomini d'Aragona

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 11 ottobre 2010, 13:12

Mi sentirei di escludere una adozione "ad personam" per meriti poiché non mi sono mai imbattuto in qualcosa di simile.

Occorrerebbe valutare se:

1) I figlio di Aniello portano anche loro quel cognome.
Da quanto ho capito la risposta è negativa

2) Risulta effettivamente un matrimonio "Freccentese/Piccolomini" posteriore avvenuto circa nel 1622.
In questo caso occorrerebbe valutare la moglie Angela Fiorentino in che anno è morta. Se posteriormente al 1622 allora il secondo matrimonio è da escludere.
Alternativamente se Aniello abbia avuto figlio da Angela Fiorentino posteriormente al 1622. In caso positivo ancora il secondo matrimonio sarebbe da escludere.

3) L'ipotesi migliore è comunque quella di continuare la ricerca. Magari viene fuori qualche ava di Aniello con il cognome Piccolomini e così si spiega questa assunzione.

Buon lavoro!
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Re: Acquisizione del cognome Piccolomini d'Aragona

Messaggioda Rachis » lunedì 11 ottobre 2010, 14:09

Grazie per le prime risposte al quesito.
I figli di Aniello portano solo il cognome Frecentese.
Sul secondo matrimonio non ci sono tracce ad Amalfi.
Tra gli avi conosciuti c'è un Ascanio Frecentese e prima ancora un honorabilis magister Angielinus Frecentese.
Il padre di Aniello dovrebbe essere, ma non c'è certezza, Ascanio.
Non penso che Aniello abbia potuto usurpare un cognome. E' presente in un atto notarile come procuratore dei nobili di Sarno, e quindi atto affidabile.
Tutte le ipotesi sono utili per capire...

Pongo un altro quesito.
La dicitura 'honorabilis magister(1550) a quale personalità sociale viene dato? Al nobile, al ricco borghese?
Il titolo patrizio cosa vuol dire? Che è nobile?

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Re: Acquisizione del cognome Piccolomini d'Aragona

Messaggioda MMT » lunedì 11 ottobre 2010, 14:29

Non è da escludere l'assunzione del cognome per surrogazione in seguito a matrimonio. I dati che abbiamo a disposizione sono ancora pochi e non esaustivi per trovare il bandolo della matassa. Consiglio un'indagine più approfondita nelle fonti coeve.
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Re: Acquisizione del cognome Piccolomini d'Aragona

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 11 ottobre 2010, 18:16

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Mi sentirei di escludere una adozione "ad personam" per meriti poiché non mi sono mai imbattuto in qualcosa di simile.

Beh, un caso che mi sovviene è quello di Totò/Antonio Clemente il quale venne adottato all’età di 35 anni dal marchese Francesco Maria Gagliardi Focas , con conseguente aggiunta di cognome ( mi pare dietro concessione di un vitalizio ) .
Oltre a quella della surrogazione nobiliare, giustamente citata da MMT , si potrebbe ipotizzare anche l'effetto di una volontà testamentaria.
Rachis ha scritto:Pongo un altro quesito.
La dicitura 'honorabilis magister(1550) a quale personalità sociale viene dato? Al nobile, al ricco borghese?
Il titolo patrizio cosa vuol dire? Che è nobile?

Il trattamento di honorabilis magister probabilmente era riservato ad un personaggio notabile di rango elevato, mentre la “qualità” di patrizio è senza dubbio nobiliare.
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Re: Acquisizione del cognome Piccolomini d'Aragona

Messaggioda MMT » lunedì 11 ottobre 2010, 19:57

GENS VALERIA ha scritto:Beh, un caso che mi sovviene è quello di Totò/Antonio Clemente il quale venne adottato all’età di 35 anni dal marchese Francesco Maria Gagliardi Focas , con conseguente aggiunta di cognome ( mi pare dietro concessione di un vitalizio )

si tratta di adozione tra adulti, che spesso ha prorpio lo scopo di passare un cognome ad un altro in assenza di legittima discendenza.
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Re: Acquisizione del cognome Piccolomini d'Aragona

Messaggioda Rachis » lunedì 11 ottobre 2010, 21:00

In questi giorni proverò a rintracciare altri documenti, se mai vi saranno...

Sul "patrizio", non ho idee molto chiare, perché sto trovando interpretazioni piuttosto diverse sul termine.
Ad esempio sul patriziato di Amalfi in Wikipedia viene così riportato:
"I patriziati più importanti d'Italia furono quelli delle quattro repubbliche marinare, cioè: Amalfi, Pisa, Genova e Venezia. Le modalità di trasmissione dei titoli patriziali in queste quattro republiche :
patrizio di Amalfi (m)
nobile patrizio di Pisa (mf)
patrizio genovese (m)
patrizio veneziano (mf)
La lettera (m) sta ad indicare che il titolo patriziale va dato ai maschi, mentre le lettere (mf) indicano che il titolo patriziale va dato a maschi e femmine.
Questi quattro patriziati, pur essendo in teoria posti agli ultimi gradini della scala nobiliare, furono equiparati alla più alta nobiltà (cioè nella scala araldica vennero posti come importanza allo stesso livello del titolo di Duca non sovrano e di Principe non sovrano) perché il sovrano delle repubbliche marinare (quindi il conte, il prefetto ed il duca per Amalfi; il console, il signore e il podestà per Pisa; il console, il podestà, il capitano del popolo ed il doge per Genova; il doge per Venezia) veniva eletto all'interno del proprio patriziato. Pertanto tutti i patrizi erano potenzialmente dei sovrani.".

Ora la mia antenata Vittoria Frecentese viene definita patrizia dal Camera Matteo, Memorie storico-diplomatiche dell’antica città e ducato di Amalfi, cronologicamente ordinate e continuate sino al secolo XVIII e dal Ricca Erasmo, Istoria de’ feudi del Regno delle Due Sicilie di qua dal faro intorno alle successioni legali ne’ medesimi dal 15. al 19. secolo.

Vittoria ha sposato il nobile Ferrante d'Ancora ad Amalfi nel 1602.
Aniello viene definito nelle registrazione del libro dei battesimi all'anno 1588 ad Amalfi "magnificus" e la moglie "madonna". La moglie, premetto, apparteneva al ceto alto borghese di Amalfi, non era nobile.
Lo stesso Aniello viene eletto rappresentante dei nobili del quartiere Tabellara di Sarno nell'elezione del 1628.
Nel 1622 era procuratore dei nobili a Sarno, come ho già scritto.

Eppure la famiglia non appare iscritta in nessun albo, non è in nessun testo di famiglie nobili...
Come va interpretato tutto questo? Il titolo di patrizio alla fine del XVI secolo era soltanto onorifico?

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Re: Acquisizione del cognome Piccolomini d'Aragona

Messaggioda MMT » lunedì 11 ottobre 2010, 21:47

se cerca all'interno del forum troverà delle risposte che spero le saranno esaustive sul titolo di nobile/patrizio di una città.
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Re: Acquisizione del cognome Piccolomini d'Aragona

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 11 ottobre 2010, 23:22

Rachis ha scritto:In questi giorni proverò a rintracciare altri documenti, se mai vi saranno...
Sul "patrizio", non ho idee molto chiare, perché sto trovando interpretazioni piuttosto diverse sul termine.Ad esempio sul patriziato di Amalfi in Wikipedia viene così riportato:
"I patriziati più importanti d'Italia furono quelli delle quattro repubbliche marinare, cioè: Amalfi, Pisa, Genova e Venezia. Le modalità di trasmissione dei titoli patriziali in queste quattro republiche :
patrizio di Amalfi (m)
nobile patrizio di Pisa (mf)
patrizio genovese (m)
patrizio veneziano (mf)
La lettera (m) sta ad indicare che il titolo patriziale va dato ai maschi, mentre le lettere (mf) indicano che il titolo patriziale va dato a maschi e femmine.
Questi quattro patriziati, pur essendo in teoria posti agli ultimi gradini della scala nobiliare, furono equiparati alla più alta nobiltà (cioè nella scala araldica vennero posti come importanza allo stesso livello del titolo di Duca non sovrano e di Principe non sovrano) perché il sovrano delle repubbliche marinare (quindi il conte, il prefetto ed il duca per Amalfi; il console, il signore e il podestà per Pisa; il console, il podestà, il capitano del popolo ed il doge per Genova; il doge per Venezia) veniva eletto all'interno del proprio patriziato. Pertanto tutti i patrizi erano potenzialmente dei sovrani."(…)

Per “partigianeria familiare” dovrei concordare , in realtà la classificazione non è così categorica, i confini tra patriziato e nobiltà cittadina sono molto più sfumati e spesso arbitrariamente concessi dopo l’unità nazionale in base a criteri … strampalati.
Come spesso strampalati, variegati e tutti da verificare sono i motivi per cui di una persona e relativa famiglia “patrizia” in uno stato preunitario non si trovino tracce negli elenchi nobiliari postunitari.
Andrebbero studiati statuti ed registri familiari di Sarno ed Amalfi .
Ho trovato interessante, se hai voglia di leggerlo, uno studio di Angelo Squarti Perla dove tra l'altro è riportato la legislazione del Regno d'Italia relativa alla questione :

"Il titolo di Patrizio e quello di Nobile di una determinata Città è ammesso a favore
dei legittimi discendenti di coloro che erano iscritti nei rispettivi Ceti delle
Città, nelle quali esisteva una Nobiltà Civica o Decurionale.
Per le Città dove esistono Libri d’Oro, o analoghi albi ufficiali aggiornati sino
all’epoca in cui cessarono di aver vigore le antiche legislazioni, il titolo è riconosciuto
ai legittimi discendenti per linea maschile degli ultimi iscritti."


http://www.bonannidocre.com/bonannidocr ... itpatr.pdf
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Re: Acquisizione del cognome Piccolomini d'Aragona

Messaggioda Rachis » martedì 12 ottobre 2010, 18:02

Grazie Gens Valeria.
Ho letto con attenzione, è davvero interessante.
Ora dovrei verificare se c'è un elenco di nobili e/o patrizi in Sarno ed Amalfi.
Esiste per queste città?

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Re: Acquisizione del cognome Piccolomini d'Aragona

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 12 ottobre 2010, 21:46

Rachis ha scritto:Grazie Gens Valeria.
Ho letto con attenzione, è davvero interessante.
Ora dovrei verificare se c'è un elenco di nobili e/o patrizi in Sarno ed Amalfi.
Esiste per queste città?

Rachis


Proverei A.d.S.di Salerno e all'Archivio Storico dei comuni interessati .
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