Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini

QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Caro Antonio,
le tue osservazioni sono abbastanza condivisibili. E tuttavia (ri)vedere, non su un piccolo paramento o in un esemplare secondario tipo il vessillo degli Svizzeri etc., ma addirittura sul grande drappo posto alla finestra del Palazzo Apostolico, non un qualcosa che assomiglia, allude, ricorda o richiama la tiara, ma proprio la sua chiara e inequivocabile raffigurazione, un qual piacevole effetto lo fa
Ciao!
F.

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Antonio Pompili ha scritto:- il cappato non è realizzato in modo felicissimo;
- la testa di moro è dotata di una corona ornata di fioroni, mentre nella versione ufficiale il moro è coronato all'antica.

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Antonio Pompili ha scritto:- il cappato non è realizzato in modo felicissimo;
- la testa di moro è dotata di una corona ornata di fioroni, mentre nella versione ufficiale il moro è coronato all'antica.
Beh si tratta di quelle "variazioni sul tema" accettabili e usuali di cui l'araldica papale trabocca nei tanti esemplari di stemmi pontifici mai identici l'uno all'altro a seconda dell'interpretazione artistica e stilistica dei diversi esecutori... Non lo segnalerei affatto come un difetto.
F.
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Antonio Pompili ha scritto:Per il cappato parlerei semplicemente di esecuzione poco precisa.
La corona poi è semplicemente di una foggia diversa rispetto a quella del blasone originario.
Solo ora noto poi che l'orecchino del moro è pure di uno smalto diverso da quello della versione ufficiale (di rosso in luogo di quello d'oro; e il colore usato in luogo del metallo rende peraltro l'orecchino meno visibile...).
Sì, è vero: l'araldica pontificia è piena di stemmi non identici l'uno all'altro (ma lo stesso potremmo dire guardando allo sconfinato campo dell'araldica in generale). E tuttavia la mancata rispondenza a un blasone originario va sempre distinta da una semplice variazione di gusto artistico.

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Temo che già nel disegno ufficiale dello stemma di B.XVI vi sia stata una libera e personale interpretazione del Moro di Frisinga in molti dettagli differente dalle tante raffigurazioni secolari che si conoscevano, come la forma della corona ad esempio o il colore dell'orecchino.
Su questo sono pienamente d'accordo. Anzi, possiamo aggiungere che nello stesso stemma del Cardinal Ratzinger il moro cingeva una corona ornata di fioroni (e non è certo l'unica differenza se osserviamo le caratteristiche delle altre figure riprodotte poi nello stemma papale...).Ma se un discostamento nello stemma pontificio da dettagli osservabili nella tradizione precedente è chiaramente riscontrabile e ne indica la originalità, un discostamento in una nuova rappresentazione dello stemma pontificio dai dettagli con cui esso si presenta nella versione ufficiale non è segno di originalità ma di una erronea interpretazione. Il che - intendiamoci - può non esser considerato grave, e può portare anche a risultati di piacevole effetto artistico. Ma la cosa va indicata per quello che è.
Per questo mi sento di essere indulgente con queste variazioni minime che potrebbero richiamarsi a diversi modelli precedenti, ma comunque tradizionali, dello stesso, e che mantengono comunque perfettamente riconoscibile lo stemma.
Ciao
F.
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nicolad72 ha scritto:non so se avete mai fatto caso al nome del file sul sito della s.sede... decisamente poco araldico e poco pontificio...
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nicolad72 ha scritto:non so se avete mai fatto caso al nome del file sul sito della s.sede...


nicolad72 ha scritto:Un articolo dell'attento ed informato Paolo Rodari sul punto... anche se sul sito della Santa Sede lo stemma ufficiale risulta essere ancora questo
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GENS VALERIA ha scritto:Trovo tuttavia, estremamente poco credibile che si sia potuto portare un cambiamento così vistosamente importante nello stemma più esposto, nel luogo più visibile alla Cristianità , senza perlomeno l'approvazione del Santo Padre.
Credo che l'approvazione o meno del Santo Padre non sia qui in questione, caro Sergio. Il problema dibattuto sopra era piuttosto circa il presunto accantonamento della versione ufficiale dello stemma pontificio in favore di una restaurazione della vecchia versione con tiara (che poi non sarebbe neanche la "vecchia" versione perchè sul drappo che ha aperto questo scambio oltre alla tiara c'è il pallio che - lo sappiamo bene - non è mai stato usato come ornamento araldico pontificio prima di Benedetto XVI). Ciò che personalmente credo di poter escludere senza troppi dubbi.
Sua Santutà è notoriamente persona etremamente attenta ai particolari ed ha dimostrato grande sensibilità al ricupero di "accessori"( se mi passate il termine ) considerati in disuso .
Mi riferisco ad esempio al pallio ed al camauro.
Forse quando ti riferisci al pallio, intendi parlare specificamente della prima forma di questo indumento liturgico che il Papa felicemente regnante ha indossato all'inizio del Ministero petrino e per i primi tre anni di pontificato: un pallio più ampio, secondo le fattezze che tale indumento assumeva nei tempi più antichi. Quanto al camauro (che tanto, e tanto inopportunamente, fece scorrere inchiostro alla sua nuova apparizione qualche anno fa...), usato comunemente dal rinascimento fino al pontificato del Beato Giovanni XXIII, alla fine ha un senso molto pratico: è semplicemente un copricapo ben adatto al periodo invernale. Di fronte alla praticità, l'uso e il disuso sono categorie che reggono fino a un certo punto. E lo stesso si potrebbe dire per il saturno (rosso) utilizzato dal Pontefice nel periodo estivo, in giornate soleggiate. Tra l'altro questo cappello fu utilizzato anche dal Servo di Dio Giovanni Paolo II, almeno agli inizi del suo pontificato.
Ad ogni modo la grande sensibilità di cui parli, che è attenzione anche ai particolari, è certamente virtù visibilissima nel Santo Padre Benedetto XVI, e ne è secondo me una riprova proprio lo stemma che egli ha voluto nelle fattezze che conosciamo, con la mitria a tre fasce in luogo del triregno.
Saluti toto corde
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