San Francesco negli stemmi civici

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San Francesco negli stemmi civici

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 4 ottobre 2010, 14:45

Cari amici,
oggi la Chiesa celebra la Festa di San Francesco d'Assisi, Patrono d'Italia.
Mi sono domandato quale spazio la figura di questo Santo (o un simbolo a lui riferito) così noto e amato dalla tradizione popolare potesse avere nell'araldica civica del nostro Paese.
Dopo una breve ricerca ho trovato gli stemmi di quattro comuni italiani.
Come spesso accade per stemmi civici recanti la figura di un santo, si tratta in prevalenza di stemmi di luoghi toccati dalla presenza del santo stesso, o che comunque hanno trovato in lui (per le più diverse ragioni storiche) il proprio patrono.

Lo stemma del comune di San Leo (RN), dove San Francesco ricevette in dono il Monte della Verna dal Conte Orlando di Chiusi nel Casentino (1213):
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Lo stemma del comune di San Francesco al Campo (TO), di cui il poverello di Assisi è patrono (la chiesa parrocchiale è a lui intitolata):
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Lo stemma del comune di Greccio (RI), il luogo nel quale San Francesco, nella notte del Natale del 1223 rappresentò con personaggi viventi la Natività di Cristo (e lo stemma civico - che ho desunto dal noto sito http://www.araldicacivica.it - è molto eloquente a riguardo, anche se potrebbe trovare vantaggio in qualche ritocco sintattico-araldico):
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Infine lo stemma del comune di Sarnano (MC), di cui abbiamo parlato in passato: viewtopic.php?f=1&t=4969&start=60 , dove il Patrono d'Italia è ricordato simbolicamente da un serafino (figura emblematica del serafico Frate):
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Una leggenda, rappresentata da un dipinto di Pietro Procaccini (conservato nella Pinacoteca comunale sarnanese: http://www.montiazzurriemusei.it/index.php?id=7 ), narra che lo stesso San Francesco avrebbe delineato lo stemma della nascente Sarnano dal momento che i signori del luogo non riuscivano a trovare un accordo per la composizione araldica.

Con questa piccola indagine, oltre che un omaggio araldico al Patrono d'Italia, spero di aver fatto cosa gradita a tutti.
Chissà poi che qualche collega non abbia in mente o riesca a trovare qualche altro stemma civico "francescano".
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Re: San Francesco negli stemmi civici

Messaggioda Giorgio Aldrighetti » lunedì 4 ottobre 2010, 15:10

Complimentandomi con don Antonio Pompili, mi permetto unire - sempre ad onore del Serafico Patrono d'Italia -alcune mie considerazioni sullo stemma Francescano.

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L’Ordine dei francescani, che ha per scopo di “vivere il Vangelo nella Chiesa secondo il modello osservato e proposto da S. Francesco d’Assisi e predicarlo ad ogni creatura”, alza per stemma: “d’argento (o d’azzurro) al braccio nudo di Cristo posto in croce di sant’Andrea sul braccio vestito di tonaca di Francesco, la mano del quale reca le stigmate; dall’incontro nasce la croce”. La croce dei conventuali, invece, è patente e astata..
È da rilevare che, nel tempo, è invalso l’uso di caricare delle nuvole che sostengono le due braccia, che in araldica si blasona con: “il tutto movente dalle nuvole d’argento”.
Nei primi due secoli l’Ordine francescano non ebbe un proprio stemma araldico, mentre sappiamo che san Francesco nelle scritture usava, quale contrassegno, il Tau (T), come segno della croce. Il Tau riporta all’Angelo che, nella Bibbia, segna con tale simbolo gli eletti per risultare immuni dai flagelli.
Nel secolo XIV i Francescani, chiamandosi cordiglieri o cordigeri, usano il cordone annodato, che portano sul saio, quale loro segno distintivo. Le mani, poste in decusse, le rileviamo, in forma lapidea, nella sacrestia del convento di san Francesco del Deserto, Venezia, recanti per data il 1499.
Sempre nel Quattrocento, in uno schienale d’una panca della chiesa minoritica di Celano, figura, ad intarsio, il simbolo dei figli di san Francesco in un ovale formato dal cordone francescano, con caricate due braccia in decusse; quella, alla destra araldica, di san Francesco, con il saio, impugnante una croce astata e patente, mentre, alla sinistra araldica, il braccio di carnagione di Cristo, con la mano stimmatizzata e in atto di benedire.
L’araldista padre Leone Bracaloni O.F.M., al riguardo, asserisce che il significato emerge già chiaro da questo tipo arcaicizzante; è l’idea delle conformità di san Francesco con Gesù Cristo simboleggiata con l’avvicinamento delle due braccia stimmatizzate; dove tuttavia è bene espressa la distinzione di dignità fra i due, col gesto autorevole del braccio divino, nell’atto di benedire, e la nota di vessillifero, nel sostenere la croce, nell’altro di san Francesco.
Alla fine del Quattrocento le due braccia in decusse, quella di Cristo, coperta da una manica di stoffa stretta, e quella di san Francesco, ricoperta dalla tonaca francescana ed ambedue stimmatizzate, caricate, generalmente, dentro un ovale delimitato dal cordone francescano, figurano già ufficialmente introdotte, quale segno e simbolo identificativo, nell’Ordine francescano.
Nel tempo troviamo altre variazioni, ad esempio, al capo, tra le due braccia, una corona all’antica, o, ancora le due braccia caricate su di un cuore, sino a trovare la croce latina che nasce dall’unione, in decusse, delle due braccia.
L’Ordine dei frati minori cappuccini, nato dalla riforma del 1525, ha, invece, per scopo: “l’Imitazione di Cristo, nell’ascetismo e nell’apostolato, secondo la più stretta tradizione francescana”, e porta lo stesso simbolo araldico degli altri Ordini di frati minori, “ma la procura generale nel secolo XVII aggiunse sul capo la colomba”.
Tale nuova figura araldica però non l’abbiamo riscontrata nei numerosi stemmi dei Cappuccini visionati, per cui riteniamo che sia presto tramontata.
Giorgio
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