Gentile Cronista,
il mio Wildman è assai tollerante e bonario, l'aria dei monti e la tranquillità dei boschi, sa com'è... sono certo che se lo vorra "copiare" non avrà nulla da ridire, visto che io stesso, identità fittizia, vero pesudonimo da forum, l'ho copiato da quel che era in realtà...

Ecco, mi sono sempre chiesto quanto tutta quest'ansia affannosa di registrazione, registri, annuari, araldici, etc., sia realmente motivata per l'araldica contemporanea. Facciamo un esempio pratico: sono il classico Sig. Mario Rossi, nel 2010 mi invento un bello stemma ex novo, e lo uso con discrezione e gusto sulle poche cose che lo consentono. Ma a chi caspita salterà mai in mente di andarmelo a copiare facendolo il suo brand di successo? Chi penetrerà nottetempo in casa nei miei ex libris e sui pochi oggetti personali che lo raffigurano carpendolo con dolo? Suvvia, possibile che tutti gli stemmi moderni siano li pronti ad essere copiati da industriali/commercianti senza fantasia e senza scrupolo con il gusto dell'araldica moderna altrui di signori nessuno? Quante sono, per non essere davvero ingenui, le possibilità reali che questo avvenga? Molto poche se non scarsissime.
Detto questo sul "grande pericolo" che, davvero ingenuamente, si accampa sempre in questo genere di raccolte moderne, la mia sensazione è che sia una ben più nota e comprensibile aspirazione, con cui siamo naturalmente molto indulgenti (ci mancherebbe

!). Semplicemente quella di esserci, di lasciare un segno - nell'impossibilità di avere la propria arma già consacrata da una più o meno antica e diffusa tradizione storica - di comparire in un "Registro araldico" di un paese e, ora, addirittura di un comune. "Registro araldico", suona molto bene, "fa fine", ed è assai accattivante. La cosa mi rammenta, l'ebbrezza che probabilmente dovevano provare i primi possessori del telefono a comparire su quegli esclusivi elenchi numerici che li qualificavano come dei privilegiati possessori di un oggetto molto raro.
Ecco i Registri araldici di stemmi moderni, alla fine, rischiano di diventare poco più che un "elenco telefonico" dell'araldica, un elenco di signori che nel 2010 hanno deciso legittimanete di crearsi uno stemma. E lo rischiano ancor più ove ci si mettesse, come sembra qui sia il caso, a distribuire stemmi a chiunque e comunque a corredo di sagre, palii, tenzoni, più o meno medioevali.
Realizzate onestamente e con le migliori intenzioni, sono ovviamente operazioni legittime, ci mancherebbe, e il mio parere è quello di un Signor nessuno che ha diritto alla sue opinioni. Ma mi chiedo: c'è davvero bisogno dello Stato, della Regione, del Comune, del Vigile urbano, del Carabiniere, per fare una cosa del genere? Io direi di lasciare i funzionari e gli amministratori pubblici alle loro più usuali faccende, che già li impegnano parecchio...
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Un saluto,
FJ
P.S. Altra cosa sarebbe la salvaguardia e la tuttela di stemmi storici, antichi e famosi, quelli si che sono a rischio di essere copiati. Mi ricordo una ditta di tessuti di lusso che aveva come logo lo stemma degli Asburgo Lorena...